La Salernitana è salva!
La squadra di patron Iervolino giocherà in serie A anche per la stagione 2022/23. Una salvezza insperata e una stagione nel complesso pazza per la squadra granata.
Sembrava poter finire tutto già il 31 dicembre, quando la Salernitana rischiava l’esclusione dal campionato a causa della mancanza di una proprietà alle spalle, ma poi tutto è cambiato.
Iervolino al timone, e al suo fianco un grande uomo di calcio, nonché Walter Sabatini, hanno cambiato il volto di questa squadra. Un gruppo che con il passare del tempo ha preso sempre più le sembianze del suo mister, Davide Nicola, esperto di imprese impossibili, colui che fin dal primo momento ci ha sempre creduto, e soprattutto ha sempre fatto credere ai suoi uomini di potercela fare.

La salvezza conquistata dai granata è la prima della storia del club; nelle due precedenti stagioni giocate in massima serie, infatti, i campani non sono mai riusciti a difendere la categoria. Un finale di stagione, quello di quest’anno, che ricorda molto quello del campionato 1998-99, anche se con un finale molto diverso per la Salernitana. Anche all’epoca i granata terminarono il girone d’andata all’ultimo posto, poi da gennaio ci fu il cambio di passo; esonerato Delio Rossi, rimpiazzato da Francesco Oddo che guidò i granata fino alla fine. Anche all’epoca la salvezza si giocò all’ultima giornata. Con il pareggio in casa del Piacenza per 1-1, la Salernitana andò in serie B, nonostante la sconfitta del Perugia che si salvò con un solo punto in più dei granata. Una giornata, quella del 24 maggio del 1999, che terminò definitivamente in tragedia, con la morte di quattro tifosi granata sul treno che prese fuoco all’interno della galleria Santa Lucia.
Probabilmente, anche per questi quattro tifosi, il finale quest’anno non poteva essere come quello del lontano ‘99.
Quest’anno, nonostante la sconfitta casalinga per 0-4 con l’Udinese, la Salernitana riesce a salvarsi, in virtù del pareggio del Cagliari sul campo del Venezia.

Il calcio, come la vita, è fatto di corsi e ricorsi storici che, chissà, possono avere anche finali diversi.
Il calcio dà, il calcio toglie… sempre.