La Coppa America è appena iniziata, e tutto il mondo ha gli occhi puntati sui nuovi possibili fenomeni! Ma ci saranno veramente? Andiamo a vedere, squadra per squadra, chi può essere il talento del domani.

Iniziamo dalle due squadre ospiti di questa competizione, ovvero il Giappone e il Qatar!

Giappone: Nel paese del sol levante sembra essere nato il nuovo fenomeno nipponico ovvero Kubo, già rappresentato sul web con indosso la maglia del Barcellona, ma nel frattempo ci possiamo concentrare su Takehiro Tomiyasu. Difensore ventenne in forza al St. Truiden uno dei pochi, nella nazionale giapponese, ad essere approdato nel calcio europeo. Difensore forte e e sicuro nelle entrate, se consideriamo la giovanissima età, potrebbe essere un calciatore di cui sentiremo parlare in futuro.

Qatar: Nella compagine qatariota spicca nettamente il giovane Akram Afif, attaccante di proprietà del Villareal in prestito all'Al- Sadd. Grande velocità e dribbling ubriacante, netta superiorità tecnica rispetto ai compagni di squadra. Il Villareal, tuttavia, sembra essersi già assicurata il talento.

Venezuela: Della nazionale venezuelana l'osservato speciale è l'esterno Jhon Murillo. Classico talento sudamericano, velocità e tiro micidiale le sue armi principali, tutto accompagnato da una buonissima propensione al dribbling. Il giocatore è già approdato nel calcio europeo, al Tondela (Portogallo), dove ha trovato subito spazio con 23 presenze al primo anno, e 32 nella stagione appena conclusa. Da citare Yangel Herrera, già nelle mire del City.

Uruguay: Oramai l' Uruguay ha una selecion di stelle, tutti impegnati nei maggiori club europei, eppure tra tutti questi campioni troviamo il giovane Nahitan Nandez, esterno difensivo in forza al Boca Juniors. Classico esterno a tutto campo, giocatore di grande quantità con buone capacità di interdizione e di copertura, abile anche sottoporta.

Perù: Nel Perù l'occhio, tra le promesse, lo ruba Renato Tapia, giovane mediano dai piedi buoni e ottimi tempi di intervento. Già sabarcato in Olanda nel Willem II. 

Bolivia: Il nome da ricordare per la selecion boliviana è quello di Luis Haquin, difensore che dall'alto del suo metro e novanta svetta nella difesa, ma soprattuto nelle aree avversarie. Pericolo pubblico numero uno su calcio piazziato, la sua abilità nei colpi di testa lo porta molto spesso in gol. Gioca ancora in sud america, ma le potenzialità di questo difensore appena ventunenne sono tante.

Paraguay: Santiago Arzamendia, terzino sinistro dotato di una grande velocità che dimostra, in particolare, nelle sue grandi doti di recupero, soprendendo gli avversari e rubandogli il pallone. Come ogni giocatore sudamericano che si rispetti ha un buon dribbling e ottime doti offensive. Classico esterno a tutta fascia.

Ecuador: Ayrton Preciado, centrocampista in forza al Santos Laguna (Messico). Un metro e ottanta buona tecnica e un sinistro preciso. Tiratore ottimo, abilità che lo rende molto pericoloso dalla distanza.

Colombia: Nazionale il cui milgior prospetto è rappresentato da Davinson Sanchez. Terzino in forza al Tottenham dove si è rivelato essere un giocatore fondamentale, 31 presenze al primo anno in Premier, 23 nella seconda. Grande forza fisica e tempismo negli interventi di chiusura.

Cile: Per il Cile nomino "l'italiano" Erik Pulgar. Arrivato in punta di piedi in Italia nel Bologna, ora è leader del suo centrocampo, grande carisma, ottime chiusure, precisione nel tiro concludendo con la grande abilità da rigorista. Sembra arrivato il momento di misurarsi con piazze più impegantive di Bologna

Argentina: Nell'Argentina, di sicuro, il titolo di migliore promessa deve essere assegnato a Giovani Lo Celso. Centrocampista del PSG ma in forza al Betis. Giocatore dalle innate doti tecniche che gli consetono di avanzare con la palla attaccata al piede, precisione chirurgica e tiro micidiale. Efficace in fase difensiva e propositivo in attacco con assist e gol.

Brasile: David Neres, quest'anno verrà ricordato sicuramente per la grande annata dell' Ajax, dovuta all'incredibile quantità di talenti della squadra di Amsterdam. Di questa grande annata uno dei resposabili è stato proprio David Neres, il classico stereotipo del giocatore brasiliano, tutto tecnica e velocità. Dribbling ubriacante, pallone sempre attaccato al piede e assit forniti al millimetro.