C’era una volta…
La Roma passa alla fase successiva della Coppa Italia grazie a un sonoro 0-2
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Pam! Pam! Bersaglio colpito e affondato. Un risultato raggiunto senza lode e senza enfasi. Da togliere il Pam! Pam! Dalla storia appena narrata.
Cari amici non è un aereo quello che sta sorvolando sulle vostre teste anche se quella scia chimica in cielo è alquanto sospetta. Alzate gli occhietti belli al cielo? Benissimo! C’è puzza d’inganno tra le mie righe abuliche e modeste. La vanità mi ha perseguitato, fatto schiavo, per un lungo periodo della mia vita bloghesca, ma ora non mi interessa più essere il migliore dell’allegra compagnia. Sono un uomo libero, senza le catene, alla ricerca della verità perduta. Nella mia capoccia ci sono possibili addensamenti di uccelli selvatici, procioni molesti, piccioni che fanno ohhh che meraviglia, zoccolette di fogna passate alla vita di strada,  pensieri atipici prima di andare a letto, paturne diurne e notturne tipiche degli attori porno, idee funeste e possibili perturbazioni all’orizzonte. La mia è la classica masturbazione celebrale di luna piena. Ehm, e non è perché siamo nel mese di febbraio. Ehm, e non è perché non piove più, ahimè, da ormai troppo tempo per essere inverno inoltrato. Ehm, e non è perché i laghi sono sotto il livello medio della stagione attuale. Chi se ne frega dei laghi, dei monti e dei fiumi. La vita continua anche se non pioverà in una località turistica. Ce ne faremo tutti una ragione, compreso il sottoscritto, perché non può piovere per sempre in Lombardia e dintorni. Insomma, carissimi e vecchi amici lacustri e non, è così e basta a seguito delle sacre regole dello scappellamento divino: sempre le mie! Le migliori leggi che io abbia potuto scrivere, in così poco tempo della mia misera vita mortale, per questa comunità di scrittori alla ricerca del buono Amazon perduto. Vi cederei volentieri tutti i miei buoni… propositi, ma non posso perché li ho spesi tutti in varie ed eventuali. Per questo motivo, oggi se mi è concesso l’onore, io mi rivolgerò soltanto a chi mi vuole leggere.

DEDICA SPECIALE
Ti amerò anche quando il tuo viso si riempirà di rughe, brufoli, puntini rossi e talvolta pure di quelli neri. Ti amerò quando il tuo corpo sinuoso si subisserà di grasso adiposo a causa del tempo che passa inesorabile come uno starnuto di un passante. Ti amerò quando le tue gambe, ora affusolate e dure come il marmo di Carrara, saranno piene di vene varicose tanto da volerle nascondere dopo la ceretta dall’estetista cinese. Ehm, e ti amerò anche quando le tue tettine diventeranno come quelle della Ferragni. Mettiti un cazzo di vestito quando sei a casa, non ti si può vedere sempre in reggiseno e mutande.
Ti amerò quando in casa ci saranno 24 gradi all’ombra, fuori pioverà tutto il giorno e non avrai nemmeno un ombrello per coprirti la capoccia con la permanente fatta da pochi minuti; rimpiangerai lo shampoo. Eccome, se lo rimpiangerai il tuo maledetto Pantene.
Piove? Noooo! Che sfiga mi sono appena lavata i capelli. Mi sentirò piccolo e impotente dinnanzi al tuo disagio esistenziale. Tu non mi capisci. Uffa! Voglio il divorzio. Ma non siamo sposati. Ahhh! Ok, ma a questo punto lo voglio lo stesso.
Ti amerò quando ascolterai le canzoni in falsetto del Festival di Sanremo e in montagna nevicherà, con la temperatura sotto zero, anche se la tua macchina non sarà dotata delle catene o delle gomme invernali. È stato già tanto difficile farti comprendere la differenza tra il tagliando e la revisione. Spiace! Ti amerò anche quando te la chiederò con modi brutali e decisi, quando meno te l’aspetti, e tu non me la darai per una giusta causa tra le tante possibili e immaginabili. Ehm, e per questo mi sentirò ben presto triste e solo come lo è un barbone che alla sera pretende un Tavernello per concludere la giornata dignitosamente. Entrambi, ubriachi persi, tormentati da pensieri indicibili all’orecchio di una persona sobria. E tra qualche anno sappi, amore mio, che delle correnti gravitazionali non me ne fregherà più nulla perché io non sono mai stato, come te, un essere speciale. Anzi i’am a Creep. Vivrò la mia vita restante da barbone, fregandomene di chi ha presentato Harry a Sally.

LA CREATURA DELLO SPECIAL ONE
Ma ritorniamo a Mourinho e alla sua creatura perfetta: la Roma.

Perché non giochi a calcio? Perché? Bella senz’anima. Perché a me piace giocare con le palle lunghe, nonostante nel calcio si gioca anche con i centrocampisti. Ma che cazzo li compri a fare tutti questi centrocampisti? L’ennesima prestazione sottotono da incorniciare per gli uomini del maestro portoghese. Non sarà l’ultima, questo è poco ma sicuro. Per ricordarla la metterò nell’album dei ricordi giallorossi tra quelli di Luis Enrique e di Zeman. Difatti, ci sta voglio dire e perché no? - animato da un ritrovato entusiasmo per la vittoria della mia Lupa - io sono finalmente felice! Mi sento un tifoso realizzato e non vedo l’ora della semifinale, magari contro i cugini della Lazio. Scommettiamo che oltre al danno ci sarà pure la terribile beffa? Ai laziali gli facciamo un culo grande come quello della Lamborghini.  Vedo Maurizio fare il twerka dalla felicità in faccia allo Special One. Bene, passiamo ad altro supponendo che le mie vicissitudini personali non vi interessino anche se condite da infinita saggezza come al solito. La Lazio ha perso, notizia dell’ultima ora. 16 milioni all’anno sono assolutamente meritati per l’uomo lusitano. Io prendo la bellezza di 1.500 al mese. Un tizio qualunque 700 con il reddito di cittadinanza, circa. 16 milioni? Farei 17 per simpatia ed empatia. Meglio sulla fiducia. Felicità! Amadeus ne ha presi soltanto 800 mila per il Festival di Sanremo. Ma c’era lo spauracchio del virus e sono tutti meritati per il presentatore con il naso più importante del mondo. Con quel naso che si ritrova, Amadeus avrebbe rischiato sicuramente la vita in quanto la superficie del suo naso è più esposta al contagio rispetto a quella di tutti gli altri presentatori del mondo. Troppo pochi 800.000 euro se confrontati a quelli presi - visti i risultati negativi - inspiegabilmente da Mourinho. Sedici? Meritati assolutamente, anzi forse un po' pochini per un allenatore che ha conquistato, con largo anticipo, la semifinale della coppa più importante d’Italia. La coppa con le orecchie piccole che si differisce da quella dalle orecchie più grandi. A sua volta quest’ultima si differisce dalla coppa del nonno perché quest’ultima si mangia. Scivola. Scivola.
Adesso capisco le sacre scritture di Umberto Tozzi. Finalmente non mi sento più un uomo incompreso. Umberto ragiona come me. Scivola. Scivola. Difatti, non ci sarà bisogno di giocare la partita di ritorno perché gli interisti si sono arresi ai giallorossi per manifesta superiorità calcistica: “Ci siamo arresi amore mio che ho amato tutto di te, quando eri giovane e bella, ma nulla più amerò quando tu sarai vecchia e decrepita. Abbiamo perso, contro la nostra stessa volontà, perché i lupacchiotti sono stati troppo più forti di noi. Troppo più forti. Per farti capire, in poche parole, eccezionali veramente. Non c’è stata partita. Nulla de’ che? Durante i novanta minuti, non ho toccato palla, sono stato costretto a imparare pure il romanesco.
Amò mi fai l’matriciana? La matri, cosa? Fattela fare da tua mamma!”. Alla fine, arriverà un altro allenatore? No alla fine arriverà sempre un esausto Barella, il migliore in campo. L’ex cagliaritano, alla fine dei novanta minuti di gioco, è stato conferito in una piattaforma ecologica per lo smaltimento dei calciatori esausti. Classificato come rifiuto pericoloso, non sarà più stoccato vicino all’area di rigore della Roma e dintorni, ma lasciato alla Pinetina all’ombra del Colosseo per evitare ai giallorossi il sole cocente.  
Quando si tratta di argomenti così delicati il condizionale è d’obbligo nel gioco del calcio e soprattutto quando chi scrive non ci sta capendo più nulla. E voi ci state capendo qualcosa? Mi sono perso e mi è tanto dolce naufragare in questa rete virtuale. Chi sono? Quanti siete a leggermi? C’è vita dopo la vostra morte? Eva Gini mi dedicherà una faccina un giorno o l’altro? I capelli di Antonio Conte sono il più grande inganno del terzo millennio? Agresti si chiama per davvero Stefano o è soltanto un diminutivo di un gran bel direttore? Ma davvero, si, Papa Francesco voleva fare il macellaio? Saranno felici gli animalisti. E perché non l’ha fatto? Domande lecite alle quali non è possibile dare delle risposte altrettanto sensate. Per questo le farà sempre Fabio Fazio, l’unico essere vivente sulla faccia della terra in grado di resistere alla tentazione dei moti ondulatori della ragione.

UNA SETTIMANA DA CURLING
Se oggi avessi scritto del curling sarebbe stato tutto più facile per lo scrivente
. Il premio della Critica assicurato.
Avrei potuto argomentare tranquillamente di Mosaner e Constantini. Qual è la morale di uno sport minore? Sempre la stessa, fateci caso! Due tizi sconosciuti che sono diventati conosciuti per un paio di settimane perché hanno vinto l’oro nel curling misto alle Olimpiadi di Pechino. Entrambi in attesa che gli scada la tessera del successo per diventare di nuovo due tizi sconosciuti che ritorneranno a un lavoro normale, dimenticandosi del Curling e del successo.   

LUCI A SAN SIRO
Ma parliamo di calcio e quindi di vita non reale. Un mondo fantastico frutto della fantasia di pochi uomini eletti, senza regole dove il profitto è spesso un optional, dove tutto è possibile anche vincere uno scudetto senza cash ma con tanti debiti.  
E allora, nonostante tutto questo scempio della ragione, perché il sig. Barella ha rischiato di rompersi il menisco a causa della violenza inaudita impressa dallo stesso calciatore sul pallone in almeno due episodi? Sig. Nicolò va bene che lei si chiama come il sig. Zaniolo, ma vuole darsi o no una bella calmata? Si rende conto di essere molto meno figo di lui? Mi consenta caro Barella. Lei ha dei bellissimi e al tatto soffici capelli biondi? Ha il corpo tatuato come un ergastolano nel braccio della morte? Sì?? Beh tutto ciò, ahimè, potrebbe essere un grande problema per il desiderato scatto di carriera. Sentiamo sig. Nicolò Barella, chi ha messo incinta ultimamente? Cosaaa? Nessuna? Non ci credo. È proprio sicuro che lei fa di mestiere il calciatore di successo? Mi manca nelle basi. Mi vuole fare la fine di Giuseppe Baresi che ha vissuto nell’ombra di suo fratello, Franco? E lei, senza competenze, vorrebbe fare il capitano dell’Inter? Non lo fara' mai se non prende esempio da Zaniolo. Ascolta per una volta un povero fesso.
Allora cosa sta aspettando? Bene. Metta subito incinta la prima donna che trova per caso in discoteca o in tv - fa lo stesso - per poi subito dopo lasciarla dopo un test di gravidanza con esito positivo. Mi raccomando, deve riconoscere suo figlio e fallo subito sapere alla stampa attraverso un freddo comunicato. Tutto ciò lo deve fare per scatenare il gossip meritocratico, quello che la identificherà in futuro come un potenziale campione in procinto di esplodere da un momento all’altro. Un campione alla Balotelli per intenderci. Fama, ricchezza e tanta gnocca saranno assicurati per sempre per il ragazzo della scuderia di Raiola.
Che ti sei messo in testa Barella? Metta a sicuro la sua carriera da professionista. La prossima volta ci metta meno forza brutale nel calciare quel pallone verso la porta degli avversari. Rischia di farsi male sul serio.
Per fortuna, l’altra sera, la traversa ha evitato il peggio per il forte centrocampista italiano. Poteva sputtanarsi definitivamente la carriera, se avesse segnato da così lontano. Poteva pure rompersi quella traversa, cadere sulla testa del portiere avversario, con la conseguenza di un cospicuo risarcimento danni a favore del portierone giallorosso. Beh, meno male come è andata. Tutto è finito bene come le più belle storie. E alla fine dei novanta minuti, l’ex cagliaritano è uscito incolume con le sue gambe anziché con quelle di Lorenzo Pellegrini. Barella l’ha scampata proprio bella. Se fosse uscito dal campo di gioco con le gambe di Lorenzo, molto probabilmente sarebbe stata la fine della sua carriera da calciatore di talento. No grazie, apprezzo il tuo pensiero Lorenzo, ma le tue gambe tienitele per te ancora una decina di anni. Non ti offendere. Preferisco tenere le mie, sono più toniche e scattanti delle tue. Detto questo la società giallorossa dovrebbe muoversi in anticipo, proponendo un lauto aumento di stipendio per il tecnico portoghese, perché a fine stagione ci potrebbero anche essere le sirene dell’autombulanza ad accoglierlo. 118 milioni al mese? La Roma ha il terzo monte ingaggi più alto del campionato. Ma ci rendiamo conto? Soldi buttati nel cesso. Per fortuna il calcio è tutta una finzione. Quindi?  
Semifinale meritatissima per i lupacchiotti. Nulla da dire a riguardo, quando è meritata, è meritata. Dinnanzi a così tanto valore espresso dai lupacchiotti, i tifosi interisti hanno accettato il risultato con tanta sportività. Anzi, vi dirò di più, alla fine hanno applaudito l’avversario con affetto e ammirazione. Addirittura, è stata fatta un’ola in memoria d'Italia novanta. Bei tempi quelli, notti magiche. 

È un periodo irto di soddisfazioni professionali, umane e sociali per i tifosi giallorossi. Al contrario, un’altra delusione cocente per l’Inter di Simone Inzaghi dopo la batosta presa nel derby milanese. Così va la vita nel Mondo meraviglioso del Calcio, ove tutti i sogni sono realizzabili anche se pieno di debiti o fai schifo a giocare a calcio.
E io? Non vedo l’ora di assistere alla semifinale di Coppa Italia tra Roma e Lazio per riscrivere un'altra pagina emozionante del mio album dei ricordi con la copertina di colore giallo sole e rossa... sangue! Aiuto!!!
Per fortuna che la mia è stata tutta una funzione scenica degna di un grande sceneggiatore; fino a quado c'è Barella, c'è speranza di giocare al gioco del pallone. Mitico Nicolò!!!! 

Fine

 

Arsenico17