Quanto contava Conte nel bel gioco visto alla Juve nei suoi tre anni e quanto i giocatori in specie Bonucci con la sua tecnica e i suoi lanci da dietro, le corse di Lichtsteiner e poi Asamoah che sostitui' De Celie, la vitalità, ma anche la tecnica in corsa di Vidal, i piedi di Vucinic, ma soprattutto la straordinaria tecnica e visione di gioco e i numeri di Pirlo, vera stella della Juve contiana?

Ognuno si dia la sua risposta, io la mia me la sono data ieri sera, durante e dopo la partita contro l'Atalanta, in cui per larghi tratti della partita mi sono scordato di che colore avesse la maglietta e come si chiamasse il portiere dell'Atalanta. 

La più grande forza dell'Inter quest'anno è quella di avere uno straordinario giocatore come Lukaku che fa reparto da solo, quasi la manovra offensiva da solo. Palla da dietro magari lunga o nei piedi con passaggio filtrante e il belga o fa la sponda di testa oppure stoppa la palla parte in progressione e attira gli uomini su di sé, liberando spazi per la seconda punta che nell'Inter è ruolo ricoperto da un altro signor giocatore come Lautaro Martinez (seconda punta e non centravanti come lo intendeva quel fenomeno alla rovescia di Spalletti).
Lukaku in Italia ha uno strapotere fisico sugli avversari che in Premier League non aveva.

Detto questo, l'Inter di Conte è formata da 8 giocatori prevalentemente con caratteristiche difensive e due attaccanti.
Fin quando l'avversario lo consente, stanno alti e portano il pressing, se l'avversario ha come l'Atalanta giocatori tecnici che fanno girare la palla nascondendola, i giocatori dell'Inter, gli altri, esclusi i due attaccanti, non hanno tecnica sufficiente per imporre il loro gioco ed il loro palleggio. La difesa da 3 diventa bassa e l'Inter o meglio le squadre di Conte in generale, si trovano ad essere schiacciate poco davanti l' area.

Ieri l'Inter era spezzata in due, con 30 metri fra gli 8 spesso in due linee da 4 e gli attaccanti.
Se non fosse per l'emotività di Muriel che tira male il rigore che avrebbe concesso all'Atalanta la meritata vittoria, oggi parleremmo di disfatta nerazzurra che resta sul piano del gioco.

Se l'avversario è di media bassa levatura, il gioco di Conte è pressing, quindi si ruba palla più in avanti, e si parla di ripartenza che fa più figo. Se l'avversario è un po' più forte diventa catenaccio e contropiede. Il tutto condito dalla ripetitività di alcuni movimenti altra cosa che caratterizza il modo di allenare di Conte.

In ogni caso, dicendola alla Sacchi, manca la cultura del gioco e dello spettacolo. In Italia si continuano a valorizzare mister prevalentemente speculativi come anche Simone Inzaghi, che ora pare un mezzo genio per le 10 vittorie consecutive e la Supercoppa vinta e ci si dimentica l'eliminazione in Europa League e di quanto quel calcio spesso sia inadeguato in Europa.

Poi sicuramente Conte con la sua Inter vincerà lo scudetto, perché questo modo di giocare paga in Italia. Marotta a gennaio farà gli innesti giusti però, a questo punto, bisogna capire perché Andrea Agnelli non abbia rivoluto Antonio alla Juve per fare l'assalto Champions, ma Sarri pur correndo il concretissimo rischio di fermarsi ad 8 scudetti consecutivi.