Il possibile approdo di Maurizio Sarri al Chelsea ha, negli ultimi giorni, alimentato le voci di un passaggio di Daniele Rugani, pupillo del tecnico toscano, ai Blues. Voci prontamente smentite dal suo agente ma che non placano i rumors su Rugani che mai come questa estate potrebbe dire addio ai colori bianconeri.

Ho letto diversi pareri su Rugani con molto interesse anche su questa piattaforma e sono giunto ad una mia personale conclusione; Daniele Rugani è senza dubbio un difensore dotato di ottime qualità, nonché uno dei migliori della sua generazione e un elemento che starà per molti anni anche in orbita nazionale. Un calciatore di tutto rispetto sul quale anche io, in passato, mi sono espresso con toni di elogio e giudizi globali positivi; tuttavia, dopo la conclusione del suo terzo anno in bianconero è doveroso fare delle riflessioni circa la sua posizione.

Arrivato con la medaglia del “difensore che non aveva mai subito un giallo in un anno di a”, Allegri gli ha subito spiegato che, ad alti livelli, un calciatore deve essere sì corretto ed elegante ma anche incisivo e “falloso” quando serve. Ha avuto la fortuna di misurarsi con compagni di reparto di altissimo livello che da un lato ne hanno agevolato la crescita ma dall’altro lo hanno sovraccaricato di una responsabilità grossa: quella di non far rimpiangere gli stessi il giorno che ne avrebbe raccolto l’eredità.

Dopo un primo anno di sostanziale apprendistato, è stato impiegato con maggior continuità (senza tuttavia mai raggiungere lo status di titolare); anche nella stagione appena terminata Allegri lo ha schierato spesso titolare, quasi mai in partite “di cartello” a dire il vero. L’impressione che almeno mi sono fatto io è che se da un lato le doti, sia tecniche che morali, del ragazzo non si discutono, mi chiedo se effettivamente potrà essere mai un giorno un titolare inamovibile e colonna portante di questa squadra. Molte volte, dopo una prestazione positiva, mi son trovato a dire “bene, è pronto” salvo poi rettificare il parere dopo la successiva prestazione, spesso sbiadita. Senza dubbio molto ha pesato e pesa l’idea di difesa che vuole Allegri, fatta di contatto fisico più che di lavoro di reparto al quale invece Rugani era abituato dopo anni di lavaggio del cervello sarriano; il ragazzo ha pure cercato di applicarsi, cercando di lavorare sul contatto con il centravanti avversario ma non ha mai convinto fino in fondo il tecnico livornese che pure su di lui aveva disegnato un progetto chiarissimo: quello di arrivare a prendersi la difesa della Juve proprio nel momento in cui Chiellini e Barzagli fossero arrivati vicini al termine delle loro carriere. Succede invece che, mentre i nostri due alfieri si apprestano a firmare quelli che, con buone probabilità, saranno i loro ultimi contratti da calciatori, Rugani è ben lontano dall’essere un titolare della Juventus; sfido chiunque a ritenere la difesa della Juventus a posto con il solo innesto di Caldara e un Rugani che andrebbe a raccogliere lo status di titolare del quasi sicuro partente Benatia; eppure possiamo dire di averle provate tutte con lui: gli è stato dato tutto il tempo di formarsi e crescere in un ambiente che perdona pochissimo in quanto a errori; è stato protetto dalle pressioni della stampa e coccolato dai suoi compagni di reparto; gli sono state date le possibilità ma il parere complessivo è ancora quello del “vorrei ma non posso”. La diretta conseguenza di questa cosa è che la Juventus, in caso si presentasse l’occasione, non potrà quanto meno non prendere in considerazione la possibilità di fare una plusvalenza con una sua cessione. Con Chiellini e Barzagli che si alterneranno nella casella di titolare, almeno un altro difensore di alto livello che dovrà arrivare e Caldara da svezzare, Rugani si verrebbe a trovare in un limbo difficilmente risolvibile e, a questo punto, potrebbe cedere anche lui alle sirene provenienti da Londra o da altri club europei.

Rugani andrà sicuramente in ritiro, lì si parlerà sicuramente con Allegri e verrà definita una volta per tutte la sua posizione; la stima di allenatore e dirigenza c’è ma mai come in questa sessione il giovane difensore potrebbe partire. Dovesse accadere, ce ne pentiremo in futuro ? forse sì, perché come dicevamo prima, il materiale tecnico c’è. Ma al momento sarebbe falso affermare che Rugani sia pronto a sobbarcarsi il peso di gestire, da titolare, una difesa come quella della Juventus che, da parte sua, le ha veramente provate tutte per renderlo quell’elemento imprescindibile del futuro che tutti avevano immaginato al suo approdo in bianconero.