Non so cosa diceva l'oroscopo del mese, ma di sicuro i patimenti del Milan fanno pensare al record mondiale di negatività astrologica.

Non bastava il penoso rendimento in campionato, la pesante contestazione dei tifosi nella partita casalinga contro la Fiorentina, spintasi sino all'abbandono degli spalti, le cervellottiche e provocatorie scelte di formazione contro il Genoa, l'incredibile andamento della partita vinta infine per i ripensamenti dell'allenatore, il paradosso del suo esonero dopo una vittoria.
Non bastava la soap opera Spalletti /Pioli e la nuova contestazione dei tifosi prima ancora dell'ufficiale ingaggio del nuovo allenatore, la satirica e per certi versi drammatica conferenza stampa di presentazione di Pioli, dove l'AD Gazidis ha parlato troppo e a vanvera, dove Maldini ha parlato si ma di malavoglia, dove Boban ha parlato poco cercando di non dire niente e Massara si sa solo che ha parlato, ma non cosa abbia detto.

Non bastava neppure l'acrimoniosa polemica apertasi con la dichiarazione di Gazidis che Elliot ha salvato il Milan dalla serie D, proseguita con la piccata e colorita risposta dell'ex proprietario del Milan Berlusconi che invitava l'AD a fare dichiarazioni di questo tenore nel cesso e arrestatasi con le dovute, per quanto ovvie, precisazioni di Galliani in merito all'intervento di Elliot nella compravendita in qualità di finanziatore di parte acquirente.

Di sicuro le acque sembravano improvvisamente essersi quietate e un paio di giorni è stato di calma piatta; Pioli ha preso possesso di Milanello e cominciato a lavorare in tranquillità; anzi, è stato riaccolto in gruppo Caldara che chissà da quanto tempo era rimasto fuori dai giochi per infortunio; anzi, in una amichevole in famiglia, contro la squadra primavera, una nuova giovane promessa, Brescianini, ha fatto una positiva apparizione di cui hanno parlato tutti i quotidiani sportivi; anzi, nella interessantissima Nuova Italia di Mancini, per la pima volta Romagnoli andava in gol e rompeva il lunghissimo digiuno di segnature di giocatori milanisti in Nazionale. Anzi, tutti i giocatori prestati alle squadre nazionali non solo sono rientrati  puntuali a Milanello, ma soprattutto tutti abili e arruolabili.

Le avvisaglie che però si trattava di tempo instabile si avevano con episodici refoli di vento gelido: problemi nel rinnovo con Donnarumma, Suso che chiede 6 milioni per rinnovare, Calabria che bussa a soldi, il commissario tecnico algerino che riferisce come un suo giocatore abbia lamentato un trattamento meno che dilettantistico da parte del suo club italiano (tutti hanno pensato a Bennacer e al Milan, chissà perchè...).

L'uragano si scatenava ieri a seguito delle anticipazioni relative al bilancio al 30/06/2019, sia del club che Consolidato, bilancio che presenta oltre 146 mln di perdite, la contrazione dei ricavi, la diminuzione degli introiti da Sponsor.

Alcuni osservatori aggiungono alle poste negative anche la perdita di valore dei calciatori e l'incremento degli ammortamenti; ma su queste due poste siamo in disaccordo, sia perchè il meccanismo è disciplinato da Norme specifiche, sia perchè sono alte le probabilità che, le suddette poste, siano propedeutiche a successive plusvalenze.

Restano però le preoccupazioni per un bilancio chiuso con una perdita superiore alle peggiori aspettative (era prevista inferiore ai 100 mln), persino superiore alla criticatissima gestione cinese, essendo la più elevata di sempre; inoltre come detto, a corredo del negativo risultato d'esercizio vi è la diminuzione dei ricavi, in particolare quelli derivanti dalle sponsorizzazioni.

Intendiamoci però sulla natura delle preoccupazioni che devono avere i tifosi rossoneri: le perdite di gestione verranno ripianate, come sempre fatto, dalla proprietà, ieri Fininvest oggi Elliot; la potenza economica del proprietario farà da scudo a qualunque crisi possa attraversare il club, intervenendo con risorse proprie alla ricostituzione del Patrimonio del club, che quindi nonostante la rilevantissima perdita non subirà alcuna conseguenza economica.

Quindi nessun allarmismo, né per quanto riguarda l'iscrizione ai campionati né la prosecuzione dell'attività, anche perchè il club ha certamente un indebitamento molto contenuto in quanto costituito da debiti correnti (i cosiddetti debiti a breve termine) che, come tali, vengono immediatamente soddisfatti, senza dar luogo a iscrizione a bilancio. Pertanto assenti altri debiti a medio e lungo termine e assenti quelli verso banche, Il BILANCIO DEL CLUB NON PRESENTA INDEBITAMENTO, il che in Italia è un fatto più unico che raro.

Ma allora perché il bilancio desta preoccupazione? Proviamo a rispondere a questa domanda attraverso una serie di considerazioni:

- Innanzitutto qualunque Società tenuta all'obbligo della contabilità DEVE perseguire un equilibrio finanziario, ossia può investire (spendere) in una certa percentuale sui ricavi (incassi) essendo i suddetti ricavi sottoposti a prelievi di natura fiscale e normativa. Nelle Spa calcistiche si deve anche tenere conto delle regole imposte dall'UEFA con il FPF.

Sotto questo aspetto per il Milan risulta gravissima e penalizzante la contrazione dei ricavi; in sostanza il club SPENDE COME UN TOP CLUB MA INCASSA COME UNA PROVINCIALE. 

Poichè l'intervento della proprietà che per riequilibrare la situazione apporta mezzi propri non è in fase con le richiamate norme del FPF, per perseguire questo dannatissimo riequilibrio finanziario non restano che tre opzioni:

1) crescita esponenziale dei ricavi: Il Milan fattura circa un terzo della Juventus, poco più di 200 mln, per l'entità dei costi il fatturato dovrebbe salire almeno a 500/600 mln. E' vero che non bisogna mai dire mai, ma una simile crescita certamente non è fattibile se non in almeno 3/5 anni; perseguire questa strada necessita però del CONSEGUIMENTO DI SIGNIFICATIVI RISULTATI SPORTIVI.

2) diminuzione dei costi: la principale incidenza si ha dal costo lavoro, quindi RIDIMENSIONAMENTO DIRIGENZIALE E CARATURA DELLA ROSA.

3) entrambe le cose, ma sarebbe indispensabile una GESTIONE MANAGERIALE SUPERLATIVA, capace di far crescere il club sia dal punto di vista sportivo che economico e in questo senso nutriamo moltI DUBBI sulla capacità dell'attuale dirigenza, Ivan Gazidis in primis.

- In secondo luogo qualsivoglia azienda che vuole crescere, ha necessità di consolidarsi patrimonialmente, stabilizzando le risorse: in soldoni significa CREARE UNA ULTERIORE FONTE DI RICAVI IN AGGIUNTA ALLA PRINCIPALE. 

Per un club calcistico i principali ricavi relazionabili all'attività sportiva svolta (core business) sono gli introiti da tv, sponsor, biglietteria, marketing e partecipazione alle competizioni UEFA.

Con la costruzione dello Stadio si aggiungerebbe un indotto tanto più redditizio, quanto più estesi, commerciali e quotidianamente vivibili e attrattivi si rendono gli spazi e le strutture adiacenti; locali, centri commerciali, palestre, parchi, alberghi e tante altre strutture ricettive e ludiche, utilizzabili 24 ore su 24, avrebbero un impatto decisivo nell'integrare i ricavi del core business e far fare al club un enorme salto di qualità.

- Infine, ma non ultimo per importanza, l'apporto delle cosiddette plusvalenze, che detto per un club calcistico si traduce nel cercare di massimizzare l'incremento di valore dei calciatori tesserati onde ottenere in fase di vendita di uno di essi, un importo il più superiore possibile a quello indicato in bilancio. L'abilità sta nel saper COSTRUIRE UNA SQUADRA MAGGIORMENTE COMPETITIVA, SAPENDO RINUNCIARE ALL'APPORTO DEI GIOCATORI PIU' QUOTATI.....

Non dubitiamo che Elliot ben conosca la strada, ma sarà in grado di percorrerla nel contempo riportando il Milan ai vertici in italia e in Europa? soprattutto quanto tempo ci vorrà?

Nel frattempo, si presentasse un compratore, bisognerà resistere alla tentazione di vendere il club, perchè ad oggi per Elliot sono solo grattacapi...

Ma forse i tifosi ci sperano!