Alla fine è successo, senza che nessuno se lo aspettasse. Beppe Iachini è stato confermato alla guida della Fiorentina anche per la prossima stagione. Una scelta che ha lasciato perplessi i tifosi e gli addetti ai lavori, i quali si sarebbero aspettati un cambiamento della guida tecnica, con i nomi di Di Francesco, De Zerbi e Spalletti che circolavano da un po' di tempo. Invece, alla fine ha vinto Commisso, che forse per necessità o per interessi economici ha deciso di continuare con Iachini. 

Nonostante le ultime prestazioni della Fiorentina, macchiate da un campionato che non ha più niente da raccontare ai fini della classifica, il lavoro del tecnico di Ascoli Piceno si è visto sin da subito, anche se ci saremmo aspettati un cambiamento, per provare un salto di qualità visti gli interpreti a disposizione. Probabilmente, il presidente Commisso ha guardato le statistiche, che sorridono proprio a Iachini: nelle 20 gare di campionato guidate sono arrivate 7 vittorie, 8 pareggi e 5 sconfitte, con 27 gol segnati e 19 subiti (Montella ne aveva incassati 28). Numeri che, dicevamo, hanno portato alla conferma dell'allenatore, sempre il solito catenacciaro e mai propenso a far giocare bene le proprie squadre. Poco importa, la società toscana non ha neanche provato a contattare altri allenatori, per loro la regola sembra essere sempre la stessa, meno si spende e meglio è.

Il problema, però, è che come ritengono molti tifosi, questa decisione non porterà al tanto atteso salto di qualità, bensì a normalizzare un gruppo circondandolo della solita mediocrità. Quando pensiamo alla tecnica chirurgica del contropiede vengono alla mente maestri illustri del calcio mondiale; da Trapattoni a Herrera, passando per Mourinho e arrivando Simeone. Proprio il Cholo ci interessa, perchè negli ultimi anni ha dato vita ad un metodo di gioco efficace e molto diretto, come del resto vorrebbe fare Iachini. Forse sarà stato questo l'abbaglio del presidente Commisso, che avrebbe potuto investire meglio e iniziare da capo un progetto con obiettivo la qualificazione all'Europa League. Negli ultimi anni la città di Firenze ha ingurgitato più bocconi amari che dolci caramelle e la sensazione è che continuerà a farlo, nonostante una rosa formata da ottimi giocatori; il capitano Pezzella (al Betis faceva sfracelli), Frank Ribery (non ha bisogno di presentazioni), Cutrone e Chiesa (chissà se rimarrà).
Il rammarico deve pur esserci, perchè Commisso avrebbe potuto osare di più. Ma nel calcio contano gli interessi, perchè Iachini non è il nuovo Simeone.