Non starò qui a ripetere cose che sono già state dette e ripetute. Sarò coinciso e chiaro in questo articolo poiché il tema da trattare è uno solo: parlo del fatto che forse, e a giudicare dagli ultimi pessimi risultati la locuzione che precede l'ultima virgola andrebbe tolta, noi milanisti, dopo un anno e mezzo di indicibili sofferenze sportive con alla guida Gennaro Gattuso, ci siamo illusi che con il nuovo tecnico Marco Giampaolo la situazione potesse migliorare. Ad oggi è evidente che con molte probabilità ci siamo sbagliati.

Durante questo inquietante inizio di stagione, sono sempre stato propenso per difendere dalle critiche il nuovo allenatore ed indicare certi giocatori come colpevoli dei fallimenti: il problema è che questi giocatori, davvero troppo scarsi per far parte di un club con le ambizioni del Milan, non decidono da se di giocare titolari e se così accade, la colpa è solo ed esclusivamente di una persona e parlo di Marco Giampaolo.
Personalmente negli ultimi anni ho sempre stimato le squadre del tecnico oggi rossonero, prima l'Empoli e poi soprattutto la Sampdoria, e sono stato di certo uno dei più entusiasti quando lo scorso giugno fu scelto per sostituire il finalmente dimissionario Gattuso. Tuttavia, se devo essere sincero, non posso che ammettere che dopo il vergognoso secondo tempo di ieri serai miei dubbi su Giampaolo sono aumentati esponenzialmente

Quello che è parso più evidente è che gli manca totalmente il coraggio di prendere decisioni difficili, le quali, anche se incontrerebbero gran parte del favore popolare, spalancherebbero le porte alle critiche giornalistiche nei suoi confronti in caso di non riuscita, mentre invece continuando a schierare i soliti "senatori" nonostante la loro pochezza calcistica, in caso di sconfitta lui rimane sempre uno dei tanti imputati ma senza mai essere individuato come il principale responsabile; ciò è sintomo di bassa personalità. La cosa più preoccupante poi è che sembra pure convinto quando sostiene che giocatori dei quali ormai quasi tutti hanno capito le reali capacità, come in particolare Suso, Calhanoglu, Kessié e da ieri (abbiate il coraggio di ammetterlo!) anche Piatek, siano giocatori essenziali dai quali non si può prescindere. Sostanzialmente è troppo rinunciatario, manca di carattere e della personalità da grande allenatore che gli permetterebbe di prendere certe decisioni in tranquillità senza il pensiero di essere eventualmente criticato. Pensare che pur di non apportare modifiche radicali all'impianto storico del gruppo, è stato disposto addirittura a rinnegare parte del suo credo calcistico al fine di favorire giocatori  insulsi e che non meritano un tale grado di importanza quali Suso e Piatek: questo è segno di debolezza ed è un grave problema.

Con uno così alla guida, e ripeto che mi dispiace dirlo poichè pensavo fosse diverso, difficilmente si andrà lontano: fino a ieri pomeriggio ero dell'idea di dargli tre mesi esatti di tempo per riuscire a trasformare questo brutto Milan in una squadra quanto più simile alla sua miglior Sampdoria, qualora a Natale i risultati fossero ancora stati deludenti e così anche il gioco, sarebbe stato adeguato adottare un cambio di guida tecnica; ma dopo la prestazione di Torino e l'indegno distacco di soli 2 punti dalla zona retrocessione, credo che concedergli tre mesi potrebbe rivelarsi un suicidio che ci porterebbe nel peggiore ma non nel più remoto dei casi a lottare per le ultime posizioni di classifica contro squadre, sicuramente meno dotate, ma di certo assai più agguerrite di noi - e so che è quasi meschino scrivere una cosa del genere sul Milan, ma talvolta bisogna avere il coraggio di ammettere la dura verità.
Pertanto dico di dargli ancora due partite, quelle con la Fiorentina in casa e con il Genoa in trasferta: a mio avviso se il Milan non farà almeno 4 punti, mostrando un gioco migliore, e soprattutto più carattere, sarebbe la cosa più adeguata esonerarlo prima della sosta delle nazionali. Contrariamente ci sarebbe in pericolo anche quel poco di dignità che ancora ci resta. Lasciare in panchina Suso, Piatek e Calhanoglu, oltre ovviamente a Retropassaggio Rodriguez e Biglia, ed inserire stabilmente dal primo minuto i vari nuovi acquisti, compresa una inedita coppia d'attacco formata da Rebic e Rafael Leao con Paquetà o Bonaventura a loro supporto, sarebbe già un buon passo che gli permetterebbe di salvarsi la panchina ed allo stesso tempo di iniziare ad ingranare nella giusta direzione.

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