Nicolò Zaniolo nasce a Massa il 2 luglio 1991. E’ un ragazzone con un peso forma di 79 kg per un’altezza di 1,9 m. Nicolò è un figlio d'arte - come ce ne sono tanti nel mondo del pallone - perché il suo papà di mestiere faceva il calciatore. Igor Zaniolo era il più classico tra i centravanti, il prototipo perfetto per la serie cadetta. Il profilo ideale per un presidente ambizioso con un occhio alla politica e l'altro al business. Fare il margine aziendale. Una generazione di presidenti ispirati dal modello vincente di Silvio Berlusconi. Il signore dei Mi Consenta. Il Cavaliere dei milioni dei posti di lavoro promessi che poi si sono trasformati - come fece Gesù Cristo con l'acqua in vino - in miliardi solo per le sue aziende. Zaniolo è l'acquisto certificato per dare lustro a un piccolo capoluogo di provincia. Un calciatore adatto per il Sud da dove una generazione di uomini e donne vedeva il Nord con il binocolo. Per fortuna l'America era lontana, a migliaia di chilometri di distanza. Anche se i film di Bud Spencer e Tencille Hill spesso ce la ricordavano: Bet they never ever catch us up, Never ever catch us up, dune buggy.  Ma non lasciatevi ingannare dal rumore assordate dei ricordi. Cosa? In quegli anni nel pieno della mia giovinezza - parliamo del periodo che va tra la fine degli anni novanta e gli inizia di quelli duemila - la Serie B era di un livello senz’altro superiore rispetto a quello di oggi. Per non parlare della Serie A piena zeppa di super campioni. L'Italia di Lippi fece tremare il mondo intero: Campioni del Mondo! Basta leggere la rosa del Cosenza nella stagione 2001-2002 per rendersene conto. Gianluigi Lentini, Pietro Strada, Joseph Dayo Oshadogan, Carmelo Imbriani, Federico Giampaolo, Mark Edusei e per l'appunto Igor Zaniolo. Quella fu la stagione migliore per il forte attaccante ligure con un bottino di 13 goal in 27 presenze.

Mauro la cena è pronta. A tavola! Aspetta Mamma. Solo un attimo di pazienza. Sto finendo di pubblicare il mio prossimo articolo: Serie A? Appena finita e già mi manca.

Milan Mauro nasce il 2 agosto 2020.
Peso forma non pervenuto alla redazione. Idem per l'altezza. Non è il classico figlio d'arte perché il suo papà è un imprenditore lombardo. Un uomo con la testa sulle spalle. Per intenderci un uomo tipico del nord tutto casa, lavoro e famiglia. Un imprenditore che crea un lavoro per la comunità e il futuro per i propri figli. Un uomo che vede lo Stato da vicino. Perché lo Stato siamo noi!  

Milan Mauro quattordici anni appena compiuti. E la tastiera in wireless. Il mouse con i colori con l'effige del Milan. Dopo la scuola - soltanto dopo aver finito tutti i compiti perché lui è un alunno modello - scrive per un blog di calcio. Da grande vuole fare lo scrittore. Sogna di diventare un famoso romanziere del genere Fantasy

"Amore sono molto preoccupata. Perché cara? Per via di Mauro, nostro figlio! Sentiamo: adesso cosa c’è che non va nel nostro splendido ragazzo? Nostro figlio, ahimè, non gioca alla PlayStation come fanno tutti gli altri suoi coetanei. No? E come mai? Eppure gli abbiamo comprato per natale una bellissima PlayStation 4 Pro Gamma, 1TB. Dice che da grande vuole fare lo scrittore. Che cosa ha detto? Vuole fare lo scrittore. Lo scrittore e di cosa? Libri fantasy! Cosa? Poi di recente si è messo in testa di diventare un blogger milanista. Un blogger del Milan? In questi tempi così difficili per il diavolo? Si un blogger dei rossoneri. Chi gli ha messo in testa questa strana idea, forse Ibracadabra? Io non di certo. Non lo conosco nemmeno questo Ibra. Si come no. Dici sempre così. Tu non sai mai niente, eppure sei sempre tu che parli con i tuoi figli! No ti prego. Non dire così. Mi fai stare male. Te lo dico io dov'è il problema. Il nostro caro ragazzo legge troppo. Sono tutti quei libri che tu e tua madre gli avete regalo per i compleanni e le festività. Nooo, dici? Si! Si! Io te l'ho sempre detto. Meglio uno smartphone, oggi che un libro domani. È questi sono i risultati. E adesso come facciamo? Niente speriamo sia un momento transitorio dovuto soltanto alla fase adolescenziale del ragazzo. Lasciamolo fare, magari tra un po' si annoia e decide di dedicarsi ad altro. Dici? Chissà, a pensarci su, potrei fargli conoscere il figlio di un mio dipendente. Si? E chi è? Il figlio di Alberto Capresti. Quello con i capelli rasati ai lati, di colore rosso, e con un disegno haircut d'ispirazione retrò? Si proprio lui. Com'è che si chiama il ragazzo? Si chiama Nicola ma gli amici lo chiamano Nicky Avast. Scusa ma è quel Nicky con il piercing al naso e con il corpo pieno di tatuaggi? Si proprio lui. Quello che assomiglia a Sfera Ebbasta? Si proprio lui. Cosa c'è che non va in lui? Sentiamo! No niente, ma domani io e la mamma, tua suocera, andiamo da Libraccio. A fare cosa? Hanno una nuova promozione. Paghi uno e prendi tre libri in offerta….

Nicolò Zaniolo è un calciatore della Roma
. È la nuova punta di diamante dei giallorossi. Un faro luminoso che abbaia milioni di adolescenti, una speranza di rivalsa tra i miei coetanei e un futuro sereno in giallorosso per tutti gli altri tifosi: Quelli che io speravo de morì prima! Il ragazzo nell'estate di due anni fa è stato acquistato dall'Inter per un aperitivo sui Navigli, una scatoletta di tonno al naturale, un pacco di grissini piemontesi e una confezione di dieci litri di Tavernello bianco. Tac! Quel vino che, soltanto dopo due bicchieri in solitaria, ti dà alla testa e allo stomaco. Tac! Quel vino che vorresti vomitare pure l'anima con la testa ficcata nel cesso. Ahooo! Ma dov'è, sentiamo testa di cappero, il presunto affare per i giallorossi? Nella trattativa tra Roma e Inter, le spese per lo smaltimento dei rifiuti sono state tutte addebitate a Piero Ausilio. Da allora "Pierino" non si è più ripreso perché in Italia il costo per lo smaltimento dei rifiuti è considerevole. Troppe tasse da pagare. Troppa burocrazia da ottemperare. Chiudo l'azienda. Muoviamo più carta che mattoni. E poi dipende sempre tutto dal tipo di rifiuto. Un rifiuto in Italia si deve classificare in modo corretto soprattutto se pericoloso. E qui al Nord le cose vanno fatte per bene. Non è come giù in Meridione. I rifiuti non si interrano. Come al Sud dove la terra brucia. Dove Caino uccide ogni giorno Abele. Noi facciamo la differenziata. L'umido va nel secchio dell'umido, la plastica va in quello della plastica e il secco va a finire dritto negli inceneritori. E quando i rifiuti non vanno negli inceneritori? In Italia si bruciano le aziende con tutti i rifiuti. Così come "speciale" è stato quello di Radja Nainggolan, accuratamente classificato da Antonio Conte come rifiuto speciale altamente pericoloso. Anche se il buon Peppe Marotta, il belga lo avrebbe tenuto molto volentieri nella sua lussuosa e costosa clinica privata: l'Inter. Ma Conte non voleva fare la stessa fine del povero Spalletti. E per questo Raja è stato conferito in Sardegna.

Nicolò Zaniolo in campo è bello come una divinità greca. E nell'impero romano i dei c'avevano la prima e la seconda casa. Basti pensare a Giove, Giunone e Minerva. Ma lasciamo stare la Grecia e i suoi miti. Loro oggi non se la passano meglio di noi. Per fortuna allo stadio c'è che chi si sente e soltanto un tifoso di calcio. Perché chi ama la Roma ama la Roma e basta. Non c'è nessun inferno sotto la Roma. E non c'è nemmeno un paradiso sopra la Roma. Ci siamo solo noi che indossiamo una sciarpa e una maglia in cotone di colore giallo e rossa. Anche in inverno quando fa freddo. La maglia più bella di tutte. E ci siamo sempre noi allo stadio a cantare a squarciagola: Grazie Roma!  

Nicolò Zaniolo ha un grande cuore. Nicolò Zaniolo suda per questa maglia. Il ragazzo ha tutte le qualità, fisiche e tecniche, per essere l'erede designato di Francesco Totti. Fisicamente, con quel caschetto biondo, lo ricorda pure. Rammentate? Tenetevi cura dei vostri ricordi perché nessuno lo farà per voi. E i tifosi giallorossi, grazie a Zaniolo, hanno iniziato a sognare di nuovo. Sono usciti dall’incubo dopo l'addio del loro più grande idolo: Francesco Totti. Chiodo schiaccia chiodo. Perché nonostante un grande amore, non si può proprio vivere solo di ricordi. Perché non c'è amore che tenga senza la Roma. E quando Nicolò indossa quella maglia magica con il numero 22. Per magia o diavoleria? Tutti gli occhi dei tifosi giallorossi sono puntati su di lui. Zaniolo sembra essere nato con quella maglia. E' una seconda pelle cucita addosso dal miglio sarto del mondo: il creatore del mondo. Poi a dirla tutta il nero e l'azzurro sfinano ma il giallo e il rosso donano. Da sempre!

Milan Mauro è un blogger del Milan. Subito dopo la scuola, il ragazzo scrive per un blog di calcio. Scrive nella sua stanzetta al riparo dagli occhi indiscreti. Sapete, da grande ha un sogno da realizzare. Vuole diventare uno scrittore famoso. Davanti alla tastiera egli si sente come un Dio greco. Un Dio che possiede il dono dell'eterna giovinezza. E quando scrive, nella sua stanza (lontano dagli occhi indiscreti) gli oggetti si animano prendendo forma. La matita diviene la sua spada infuocata. La gomma uno scudo d'oro di luccicante bagliore. Il libro di storia la sua corazza invincibile. Il sole sorge alle sue spalle. Guardate fa capolino dietro le vette innevate delle montagne? Gli uccellini cinguettano. Buongiorno Mondo!

E quanti personaggi inutili ho indossato. Io e la mia persona quanti ne ha subiti. Arido è l'inferno. Sterile la sua vita. Quanti miracoli, disegni e ispirazioni... E poi la sofferenza che ti rende cieco. Nelle cadute c'è il perché della sua Assenza. Le nuvole non possono annientare il Sole.  

Sia Lode, Lode alla giovinezza.  Perché chi scrive è un Dio che ha il dono dell'immortalità. E lo sapeva bene Paganini che il diavolo è mancino e subdolo. E suona il violino…..

Secondo voi chi è più forte tra Zaniolo e Diego
? Io non saprei proprio chi scegliere perché Nicolò Zaniolo in campo è bello come una divinità greca. Al contrario Diego è un Dio che possiede il dono dell'eterna giovinezza…e suona il violino.

E a me, modestamente, da sempre il violino mi è sempre piaciuto davvero tanto... e lo sapeva bene anche Paganini.

Arsenico17