Correva il 26/01/1994, avevo soltanto venticinque anni. Quell’anno, lo ricordo molto bene. Un noto imprenditore, milanese, decise di entrare in politica, semplicemente per fare il bene del nostro, amato, paese: l’Italia. “Forza alziamoci il futuro è aperto entriamoci e le tue mani unite alle mie energie per sentirci più grandi, grandi. Forza Italia mia che siamo in tanti a crederci nella tua storia un’altra storia c’è la scriveremo noi con te e Forza Italia per essere liberi e Forza Italia per fare e per crescere e Forza Italia c’è il grande orgoglio in noi di appartenere a te ad una gente che rinasce con noi nella tua storia un’altra storia c’è la scriveremo noi con te e Forza Italia è tempo di credere dai Forza Italia che siamo tantissimi e abbiamo tutti un fuoco dentro al cuore un cuore grande che sincero e libero batte forte per te Forza Italia con noi”.

Ricordate? Domanda, forse, scontata per molti di voi, ormai più che quarantenni. Al contrario, quanto proposto è l’inno di Forza Italia! Al primo ascolto, aimè, mi tornano in mente dieci lettere tutte di natura democratica, di cui cinque consonanti e cinque vocali: C-A-P-O-L-A-V-O-R-O! Ahh! Nostalgia canaglia! Con il senno di poi, che bei tempi sono stati gli anni novanta? Per chi non li avesse vissuti sulla propria pelle, quelli sono stati anni di speranza e, soprattutto, di prospettiva per un reale miglioramento sia in ambito sociale che, soprattutto, economico. Se chiudo gli occhi, solo per pochi istanti, mi sembra di toccare con mano quel sentimento di fiducia popolare risposto - soprattutto dai milanisti euforici per le Coppe Campioni in bacheca, richiedenti condoni fiscali e, dulcis in fundo, evasori fiscali… - nei riguardi del “grandissimo” uomo di Arcore. Silvio Berlusconi - il Cavaliere nonché ex Presidente del Consiglio - prima di sacrificare la sua vita “brillante” per la politica, aveva fatto la storia del grande Milan; quello vincente di Gullit, Rijkaard e Van Basten, guidato dal maestro d’orchestra Arrigo Sacchi da Fusignano.

Non le scorderò mai… - “Cara e amata Zia Lucia, te lo prometto! Giuro! Finché esalerò l’ultimo respiro di CO2 della Pianura Padana!” - quelle parole che oggi, profetiche, sembrano una, dura, sentenza di un giudice supremo: “Mi raccomando amore, bello, della Zia! Non fare il solito comunista, anticonformista, benché figlio di un borghese votante Democrazia Cristina; il Dr. Silvio (lode a lui, nell’alto dei cieli) porterà un milione di posti di lavoro. Silvio lo ha promesso in tv a milioni di italiani e, persino, certificato su un foglio di carta davanti agli occhietti, dolci, dell’imparziale Bruno Vespa. Fatti furbo, Arsenico, ascolta la tua cara zia che ti vuole tanto, ma tanto bene, almeno per una volta nella tua misera vita mortale. Vota Silvio perché lui c’è e vedrai che anche tu - come la stragrande maggioranza dei residenti al Centro Sud - otterrai dal politico corrotto di turno e senza nessun merito alcuno, il posto fisso: quello tanto sognato e agognato da tutta la famiglia e da milioni di italiani…”.

Quasi vent’anni dopo mi ritrovai calvo, solo ed emigrato, in una rete oscura a scrivere - senza lode e senza patria - il capolavoro, autobiografico, Florenzi? Eppure soffia!

“Zia! Ma vafangulo te e a…..!”

La vita è dura per tutti, non voglio fare la vittima! Ci mancherebbe altro! Nel mondo ci sono problemi, ben più gravi, di un esilio forzato in terra lombarda. Nonostante vi confesso, talvolta, mi sento un po' come una vergine che lo dà al primo appuntamento. In queste ore di riflessione - a pensare solo di calcio - un dubbio villano mi assale di soppiatto: “E se invece di essere un finto comunista, al contrario sono stato, nell'animo, un po’ fascista?”

Italiani! Popolo del Web! A me gli occhi e le orecchie! “Governare gli italiani non è difficile, è inutile!”.

Lasciamoci il passato e la politica alle spalle, magari anche con i suoi scheletri, ben chiuso sottochiave in un armadio. Dove siamo rimasti? Ah! Si! Che sbadato! Adesso, lo ricordo!

Seguendo l’esempio dato, in un recente passato, dal cavaliere di Arcore ho deciso di discendere in campo in difesa del povero e disgraziato, Maurizio Sarri. Sono proprio fatto così! Mi immedesimo, soprattutto, nei casi disperati fin dalle scuole medie.

Però, consentitemi - prima di entrare in merito con un’arringa difensiva di rara efficacia a favore del poveraccio di turno - devo sfatare alcuni luoghi comuni che angustiano, da sempre, il mio animo afflitto. Mi consenta, caro lettore! Ci tengo, perché non vorrei essere, prima, spolliciato di rosso e, ben più grave, poi discriminato per colui che assume per partito preso degli atteggiamenti contrari a quella della maggioranza dei lettori. Sia ben chiaro, una volta per tutte.  Non mi reputo affatto un idioma!

PRIMO LUOGO COMUNE:

Non è vero che al sud Italia si lavora di meno rispetto al nord Italia! Statistiche alla mano - in base al numero di interazioni con i vari Social Network (tra cui il sito: www.calciomercato.com) - i tifosi della Vecchia Signora distanziano, seppure di pochissimo, quelli rossoneri nella speciale classifica di chi - invece di interagire in modo compulsivo e ossessivo contro il proprio allenatore o la squadra del cuore - dovrebbe, soprattutto, fatturare (lavorare) per il bene del proprio Paese. Seguono, solo quando perdono, i tifosi dell’Inter. Vöia de laurà saltum adoss! L’assenteismo al lavoro dei tifosi del Nord Italia non risparmia il Pil italiano: la crescita sarà zero nel 2020 secondo Oxford Economics.

SECONDO LUOGO COMUNE:

Non è vero che Marcello Chirico è pelato! Il famoso giornalista bianconero, infatti, utilizza una speciale patch cutanea, creata al Roslin Institute a pochi chilometri da Edimburgo. L’effetto liscio (luccicanteee!) è la principale tendenza per la prossima Primavera Estate 2020, per l’uomo che non deve chiedere mai - proprio mai - di assomigliare a Dj Francesco nonché, grandissimo, figlio dei POOH!

Detto questo, adesso sono pronto! Posso spiegarvi perché oggi ho deciso di scendere, in campo, in difesa di Mr. Maurizio Sarri. Però prima, mi consenta, vorrei ricordare a tutti i presenti: “Se avete domande da fare, fatele pure!”.  

“FINALMENTE” L’ARRIGA DIFENSIVA A FAVORE DI SARRI

Sig. Giudice, lo confesso! Non ho nulla di nuovo da aggiungere a questa storia che non sia stato già scritto o detto dai, competenti, tifosi e blogger juventini. Posso solo constate che, allo stato attuale dei fatti, la Juventus e Maurizio Sarri si trovano nella classica situazione, bellica, di stallo.

Solo a parziale discolpa del mio cliente, vorrei ricordare che - sempre se mi è consesso Vostro Onore - i tifosi bianconeri hanno confessato che - rimarcandolo più di una volta e facendone un motivo di vanto e orgoglio - la Juventus è una squadra a, forte, vocazione operaia. Ed è questo Sig. Giudice, a modesto parere, il nocciolo della questione. In base alle tante considerazioni, autorevoli e non, dei tifosi bianconeri, mi sento di poter sostenere che: “Maurizio Sarri non è adatto per la Juventus e viceversa…!”.

Sig. Giudice, mi consenta, questo è un dato di fatto oggettivo, non c’è nulla di male e, proprio, niente da vergognarsi: “i tifosi della Vecchia Signora non sono pronti, forse pure per genetica incompatibili, per abbracciare una nuova corrente filosofica come quella appunto del Sarrismo…….”.

Perché sig. Giudice?

Scontato! Da sempre la Juventus è una squadra a forte vocazione operaia. Una grande azienda (p.s. in passato anche grazie ad aiuti dello Stato) con una politica aziendale a vocazione familiare: quella della, potente, famiglia Agnelli. E come accade nella maggioranza delle aziende italiane di medio e piccole dimensioni a vocazione familiare - da che mondo è mondo - è sempre il “padrone” che deve dire agli “operai” cosa fare e non viceversa…

 

Altro che….

Terra mia, terra mia

Comm'è bello a la penza'

Terra mia, terra mia

Comm'è bello a la guardà

 

Cari lettori Vi ho convinto?

Se avete domande da fare, fatele pure!”.

In attesa è sempre meglio ascoltare una bella canzone... dicono sia terapeutico...

 

Arsenico17