DOVE C’ERAVAMO LASCIATI? Ah, sì, ecco, adesso me lo ricordo bene. Che sbadato che sono. Sono passati alcuni giorni da allora. Come dice quella vecchia zebra spelacchiata dello Zio Frankie: non è semplice tramutare le idee in parole ed emozioni. Qualcuno mi ha scritto tra i commenti, altri mi hanno spollicciato di rosso: va bene! W la Democrazia. Però, cavolo, te la sei cercata caro Arsenico17 - cattivone che non sei stato altro - perché non ti sei vaccinato? Perché? Perchèèèè! Perché non ho voluto accettare il ricatto morale dello Stato, anche se a fin di bene. In una democrazia, esistono i ricatti a fin di bene? Mi domando ingenuamente tra le foglie secche di un inverno che si prospetta troppo lungo da passare in Lombardia con lo spauracchio di un’altra variante. Allora ben mi sta! Cari lettori, ahimè, il livello della discussione è molto basso. Ma non sta a me sottolineare la durezza di questi tempi difficili per l’umanità. Volete sapere, si, come la penso a proposito?

Da una parte ci sono tutti i portatori sani di verità, che io rispetto in quanto liberale da sempre: quelli che si sostituiscono al buon Dio, fidandosi della Scienza (con l’h alla fine) dello scudo penale e dai profitti da capogiro. Padre nostro che sei nei cieli? Magari fosse così semplice richiedere la sua attenzione. Egli non ha colpe in questa vicenda. Abbiamo fatto tutto da solo. Dall’altra ci sono tutti gli ignoranti - quelli che s’informano e ti dicono di no per partito preso - che meritano le peggiore cose al mondo, compreso la morte.  Anche io meritavo di perire? Diciamoci tutta la verità, siamo sinceri l’uno con l’altro almeno per una volta, anche se fa male sentirlo. Chiedo scusa a tutti voi - portatori sani di verità e di giustizia divina - in quanto sopravvissuto al Covid. Mi sento in colpa per questo. E allora?

Ebbene cari amici, arrivo al dunque, la canzone Who Wants to Live Forever - postata sapientemente alla fine del mio pezzo - è un capolavoro di livello assoluto dei Queen. Decisamente è la parte migliore del mio ultimo blog. Sono soddisfatto e per questo sono molto felice del mio operato.  
Il singolo è stato pubblicato il 15 settembre 1986 dall’album intitolato A Kind of Magic. Utilizzato, anche, come colonna sonora nel film Highlander: l’ultimo immortale. Per chi non conoscesse la trama del film, stando ad un’antica leggenda scozzese, nel mondo esisterebbe una razza di umani dotati del dono dell’immortalità. E sti cazzi! Beati loro! Ci tengo a precisare che la razza non ha avuto origine nella zona ridente e popolata di Monza e Brianza. Quella è un'altra razza, anche se altrettanto importante come quella degli scozzesi. La super razza antichissima di Arcore. E’ la razza di chi si sente immortale grazie al denaro, nonostante l’età più che avanzata. Se l’Italia fosse un Paese diviso in caste, loro occuperebbero l’apice della piramide. Noi siamo alla base: il popolo e il popolino. Non si schioderanno mai da lì, nemmeno con una Pandemia mondiale in corso. L’Italia non è Paese per giovani. Insomma, loro sono i cugini di secondo grado degli immortali.  
Tra gli immortali “doc” c’è il sig. Connor MacLeod, uno scozzese nato nel 1500. Quest’ultimo è interpretato magistralmente da un affascinante e bravissimo Christopher Lambert. Quella è stata la sua migliore interpretazione cinematografica. Meritava assolutamente il Premio Oscar. Poi, purtroppo per lui, dopo la breve storia sentimentale con Alba Parietti non si è più ripreso. Prosciugato nell’anima e nel corpo dalla passionalità della showgirl italiana.

Molto significativa è la scena in cui Connor MacLeod resterà sempre un giovane e affascinante ragazzo, nonostante il passare degli anni. Al contrario, ahimè, la compagna diventerà sempre più vecchia e decrepita: Il culo piatto da fare invidia al terrapiattista più accanito, i capelli pagliati e assottigliati di colore bianco, l’alito di fogna di Calcutta, le ascelle pezzate come un lottatore di Sumo e le tette secche come due prugnette mature cadute a terra nel periodo della raccolta. Lui resterà sempre giovane, bello e nel pieno delle sue facoltà fisiche e mentali. Contrariamente, lei andrà a finire al Campo Santo nel giro di pochi anni. Who Wants to Live Forever? Me lo chiedi pure caro e vecchio Freddy? Io voglio vivere per sempre. Tutti noi vorremmo vivere per sempre. Giusto? Magari rimanendo sempre giovani e belli, nel pieno dei migliori anni della nostra vita. Per poterlo fare siamo disposti a tutto, anche a sacrificare gli affetti dei nostri cari. Meglio noi che loro! Giusto? E’ la dura legge della sopravvivenza. 

Freddy Mercury è stato un cantante e un performance eccezionale. Per tanti anni il numero uno, il top, della musica inglese e mondiale. 

La sua voce forte e potente era in grado di coniugare il rock, il pop e addirittura il canto lirico. Nella storia della musica internazionale resterà memorabile una collaborazione artistica con l’immensa Montserrat Caballé. Roba da pazzi, solo Freddy poteva osare così tanto: coniugare il rock con il genere lirico. Quest’ultima è stata un soprano spagnolo di fama internazionale. Freddy Mercury la definì come la voce, in assoluto, più bella del mondo. The voice! Era innamorato, persuaso e affascinato da quella voce lirica così soave e profonda da lasciare senza fiato. Eterea mi verrebbe da aggiungere. Memorabile è stato il duetto in Barcelona. Brano che consiglio vivamente di ascoltare a chi non lo ha ancora fatto. Meglio se attraverso uno dei tanti video presenti in rete per apprezzare a pieno lo show. Personalmente, a distanza di tanti anni dal primo ascolto, ho i brividi quando riascolto questa immensa Opera Rock. Freddy non sfigurerà affatto al cospetto dell’immensa Montserrat Caballé, anzi sarà lui la star incontrastata dell’evento musicale grazie al suo grande talento e innato carisma.

Un cantante eccezionale per le sue grandi virtù vocali e non soltanto un grande performance anche un uomo fuori dagli schemi della società degli anni ‘80. Un’artista a 360° gradi. Mercury aveva un carattere timido e introverso fin dalla giovane età. Si racconta fosse condizionato dal suo aspetto fisico. Non si piaceva fisicamente, forse per via di una dentatura, fin troppo, pronunciata e da quei tratti somatici di origine africana in quanto originario dello Zanzibar. L’Inghilterra non era come quella di oggi. Amante dei gatti con i quali aveva un rapporto intimo e personale. Poco incline, un po’ asociale per la verità, al rapporto umano. Un rapporto   umano freddo con gli altri componenti della band. Si racconta che, durante le tante tournée in Inghilterra e all’Estero con i Queen, egli chiamasse spesso i suoi collaboratori a casa per poter parlare con i suoi fedeli e amati animali. Ci passava, ore e ore, alla cornetta con i suoi gatti. Mercury sul palco diventava un’animale da combattimento. Carismatico, un performance eccezione con pochi rivali al mondo. Con la sua voce era in grado di coinvolgere migliaia di persone che pendevano dalle sue labbra e dai suoi comportamenti, spesso al limite del volgare. I Queen sono stati sicuramente un gruppo capace di influenzare le masse con la loro musica.

Nelle rare interviste televisive il buon Freddy appariva come un uomo, fin troppo, modesto che non si prendeva troppo sul serio. Definiva la musica dei Queen un prodotto commerciale. Roba da pazzi! I Queen hanno fatto la storia della musica inglese e mondiale. La loro musica è un’arte suprema e rimarrà per sempre alla mercé di generazioni di uomini e donne del passato, presente e futuro. Purtroppo, il 24 Novembre del 1991, all’età di soltanto 45 anni, Freddy Mercury verrà a mancare a causa dell’AIDS. Quel giorno piansi a dirotto nel silenzio della mia cameretta - avevo soltanto 14 anni ed ero nel pieno della mia gioventù: chi vuole vivere per sempre? - perché se ne andava un pezzo importante della mia vita. Who Wants to Live Forever?

Chi avrà avuto la meglio tra la bestia e il miglior blogger della piattaforma?!
La bestia è stata dentro di me per diverse settimane. Sempre più feroce e affamata di ossigeno. Essa pretendeva ogni singola cellula vivente del mio corpo malandato. Tutto l’era dovuto e senza mai chiedermi il permesso. Nessuno ha mai bussato alla mia porta di casa. Nemmeno un povero mendicante in cerca di un tozzo di pane. Per giorni non ho fatto alcuna resistenza in quanto l’anello debole della catena alimentare. Alle mie spalle, come tutti i malati in un Ospedale, un vita passata a rincorrere la felicità e l’angoscia per un futuro ancora da scrivere.   

WHO WANTS TO LIVE FOREVER? La mano fredda del diavolo si è posata sulla bestia. La luce, ben presto, farà posto alle tenebre più profonde. La vita sarà circondata da pochi angeli e da molti demoni. Sarà un inferno in terra. Abbandonato al mio triste destino. In pochissime ore - come se non fossi mai stato al mondo - sprofonderò nel buio pesto della stanza numero 28 del Niguarda di Milano. E li ci rimarrò, poco più di, due settimane.  Il tempo scorrerà molto lentamente.  I medici, con i quali avrò un ottimo rapporto nonostante il mio status sociale di non vaccinato, mi bombarderanno di farmaci: monoclonali, antivirale, cortisone ed eparina. L’ossigenoh24, croce e delizia per le cavità nasali. Ci saranno momenti duri, durissimi, della giornata che avrei voluto strapparmi quel freddo tubo di plastica dal naso. Il rapporto umano con tutti i sanitari sarà buono e cordiale dall’inizio alla fine nonostante tutte le maldicenze che si dicono in giro. Nei loro occhi c’era un po’ di diffidenza inziale. Ma li capirò al 101% e non pretenderò mai lo stesso da loro. Who wants to live forever?
E’ la domanda delle domande alla quale io “oggi” non saprei darvi una risposta certa.
"Arsenico17, preparati, fatti bello, datti una bella pettinata (che simatico questo infermiere!), oggi torni a casa….."
Fu nuovamente la luce nella mia vita…… e fu nuovamente luce……
E' luce fu!

Arsenico17