Se uno fosse un giornalista un poco ripetitivo e non troppo convinto del proprio lavoro potrebbe chiudere quest'ultima domenica con un titolone stanco e troppo usato: “La Juventus sbriga la pratica Frosinone (con affanno)”. 

Perché dovrebbe farlo? Be’, perché è stata l’ultima partita della giornata e di solito manda in cantina le precedenti e cattura l’attenzione; o perché si trattava di stare a vedere la Juventus, Ronaldo, Dybala triste, Bernardeschi bello vivo e tutta una serie di amenità che conosciamo benissimo più altre che vi lascio immaginare. Ma ciò che risalta dalla partita di ieri non è proprio ciò che i giornalisti (solo quelli con scarsa fantasia) vogliono far risaltare. Il problema è, secondo me, gravemente diverso.

Ieri sera la Juventus ha impiegato tanto, ma davvero tanto tempo per chiudere la questione Frosinone. E ognuno può valutare questo fatto come gli pare. Ci sono i detrattori di Allegri che del grido ormai noioso di “Via Acciughina subito” ne fanno un vanto. Ci sono gli esaltati Ronaldo-dipendenti che celebrano il fenomeno con la già sentita “la sbroglia sempre lui” (e non è vero, ma fa colore). Ci sono gli inguaribili ottimisti: “tre punti in più e tutti a nanna”. Insomma, non ci mancano le soluzioni.

Ma cosa è successo veramente ieri? E’ successa una cosa brutta: una squadra si è chiusa in difesa e non ha fatto un tiro in porta, l’altra ha grattato nel buco con la zampa come fa un gatto per scovare il topo, i detrattori hanno sperato, i tifosi hanno ansimato e alla fine ha vinto Allegri che predicando “calma, calma” ha sempre risolto i problemi, come da parecchi anni a questa parte. Merito di Allegri, dunque? No. Allegri ha solo imparato che in Italia funziona così.

E allora qual è il problema? 

l problema è la noia. La grandissima noia di vedere un calcio snaturato. Un calcio fatto di calci, di cartellini di ogni colore, di Var, di “vieni avanti che ti stoppo” e così via. Si sta snaturando il calcio. E a far ciò contribuiscono la Var, le “squadrette” (non me ne vogliano), gran parte dei giornalisti sguazzanti nella confusione e gli opinionisti che vanno dal pacato ma a volte incomprensibile Sconcerti sino al quasi mai comprensibile e spesso nervosissimo Gambaro, sempre sopra le righe per partito preso.

A fronte della noia e di tutto quanto elencato sopra, ieri ho iniziato ad accarezzare la possibilità che si possa arrivare davvero a una super-lega dove le forze siano più equiparate e lo spettacolo possa, forse, guadagnarne qualcosina.

Non mi è mai piaciuta l’ìdea di una super-lega. Accetto di malumore certi cambi epocali e mi ci adatto malvolentieri. Ieri però ho davvero cominciato a cambiare opinione.

Certo, qualcuno dirà “eh, ma così dai per scontato che la Juve (o altre) vincano sempre mentre non è così, a volte vince il Frosinone e il calcio è bello per questo”. No che non è bello per questo. Il calcio non è ricordare dopo cent’anni il “clamoroso al Cibali”. Quando il Frosinone ha pareggiato al 92° nella partita contro la Juve allo Stadium tempo addietro, molti hanno gridato al miracolo. È servito a qualcosa? No. Quanti se ne ricordavano ieri sera prima che il commentatore ne accennasse? Uno, forse due. Il calcio può essere simpatico ‘anche’ per un miracolo ma restano le giocate, i numeri, gli scontri titanici, le fatiche improbe e a volte (ma solo a volte) anche Davide che uccide Golia ma se lo fa non ci piace che lo faccia versando del veleno nel risotto di Golia, deve farlo fuori in modalità Bud Spencer, altrimenti è noia.

Oggi la disparità delle forze in campo, in alcuni casi, è imbarazzante. Ma a fine campionato, ti chiedo io, avrai voglia di andare allo stadio a vedere un pur degnissimo scontro Crotone-Inter (per dirne due a caso) se l’Inter non sarà in procinto di vincere lo scudetto e magari il Crotone si sarà già salvato? Ma figurati.

”Valuta” mi son detto “i pro e i contro di una super lega" e, a modo mio, l’ho fatto.

PRO: l’interesse delle partite salirebbe esponenzialmente. Ogni domenica si seguirebbero partite che potrebbero suonare come Barcellona-Bayern, Real Madrid-PSG, Juventus-Manchester (uno o l’altro, non importa) ma anche Roma-Chelsea, Inter-Liverpool e così via. Be’ direte voi, come in Champions. Si, ma ogni domenica, non una volta l’anno se va bene due. I diritti televisivi vedrebbero la palla giocata tra squadre che nel calcio “ci buttano” milioni di milioni e forse si uscirebbe dalla morsa delle battaglia tra leghe minori da un lato (una cosca così riconosciuta e poco simpatica a molti) e club anche quotati in borsa (il contrasto stride già solo a dirlo). Gli stadi avrebbero un’affluenza, a mio parere, più importante. Se a Torino per Juventus-Bologna lo stadio, forse, si riempirà, toccherà dire grazie a Ronaldo, non certo alle due squadre. Ma se si giocasse Juventus-PSG di andata o di ritorno la solfa cambierebbe anche con posizioni in classifica non esaltanti. Forse, per le squadre cosiddette minori, il campionato ricoprirebbe una importanza maggiore e magari l’incubo di dover segnare sul tabellone un - 15 sin dalla prima partita perché dai per scontato che contro le grandi perderai di sicuro, be’ quest’ansia sparirebbe. O sarebbe controllabile. “Eh certo, ma tu non consideri i contro”. Be’ come contro ci potrebbe essere che non vedremmo mai più Frosinone-Juventus? No, rimarrebbe la Coppa Italia, quindi non andrebbe perso nulla.

Ricordo l’inizio di questo campionato quando in tanti si sbracciavano a dire “Ecco, Ronaldo arriva in Italia e come prima partita va a giocare contro il Chievo in procinto di essere penalizzato per illecito, se non addirittura retrocesso… bella figura ci facciamo”. Allora pensai che tutti gli argomenti erano buoni pur di far rumore. Oggi comincio a vederla diversamente. Occorrerebbero pari livelli. Ci sarà un ritorno Juventus-Frosinone. Staremo ancora lì a guardare una partita noiosa in attesa che la Juve segni o che il Frosinone con uno slancio di buona sorte la butti dentro? Non è questo il calcio che mi piace. Può farmi sorridere ma non mi piace.