"La vita mi ha dato di più di quello che ho fatto io, il calcio mi ha fatto uomo, io ho dato molto meno...".    

Queste le prime parole di Rino Gattuso, parole che riecheggiano quelle della "Livella" del grande Totò, ai microfoni della Rai dopo la vittoria del suo Napoli sulla Juventus ottenuta ai calci di rigore per 4 a 2 (il primo dei bianconeri calciato da Dybala e parato da Meret, l'ultimo vittorioso dei partenopei calciato da Milik a consacrazione della 6a Coppa Italia vinta dal Napoli). L'allenatore ha voluto così commentare la vittoria della sua squadra tra l'ebrezza del momento di felicità, ancora contrastato dal fresco ricordo di soli 15 giorni prima, quando dovette di corsa abbandonare la seduta degli allenamenti a Castel Volturno per volare a Gallarate al fianco della sua amata sorella Francesca, che purtroppo, a soli 37 anni, colpita da una grave malattia, non riusciva a superare i postumi di una disperata operazione vanamente tentata per mantenerla in vita.

Gennaro Ivano Gattuso, soprannominato "Ringhio" per la grinta e l'aggressività dimostrata in campo, nasce a Corigliano Calabro il 9.1.1978, è sposato dal 2004 ed ha due figli Gabriella e Francesco. Seguendo le orme del padre Franco, giocatore di serie D, all'età di 12 anni effettuò il suo primo provino al Bologna, ma venne scartato, mentre venne scelto dal Perugia che lo vedrà crescere e maturare nelle sue giovanili dal '90 al '95 per poi esordire tra il '96 e il '97 nei campionati di serie B e serie A. Ma nell'aprile del '97, a parametro 0, decise di trasferirsi in Scozia firmando un quadriennale di 2 miliardi di £ per 4 stagioni con il Rangers, e nonostante ci fossero resistenze da parte della FIGC nel concedere il transfer per il suo tesseramento, riuscirà nell'agosto di quell'anno a giocare sia nel campionato scozzese che nella Coppa Uefa e addirittura nella partita contro lo Strasburgo, se pur persa, segnerà il suo primo gol europeo. Divenne istantaneamente l'idolo dell'accesa tifoseria scozzese che lo battezzò con l'appellativo di "Bravehearth" (dal celebre film "Cuore impavido"). In quel campionato i Rangers arrivarono al secondo posto, dietro al vittorioso Celtic. Ma l'anno successivo il Rangers cambierà allenatore ed arriverà l'olandese Dick Advocaat che volle utilizzare il centrocampista in qualità di difensore, una posizione di gioco a lui poco consona. Questo sarà causa di un inizio di attriti che in breve diverrà una frattura e sancirà la parola fine con la sua esperienza scozzese.
Nel 1998 il ventenne Gattuso decise di tornare in Italia, dove venne acquistato per 9 miliardi di £ dalla Salernitana, il giocatore più pagato fino a quei tempi dalla squadra campana. Nell'estate del 1999 il Team Manager Rubens Buriani, ex giocatore rossonero, ne consigliò l'acquisto all'A.D. Adriano Galliani, che ingaggiò il suo cartellino per 20 miliardi di £. Il neo centrocampista scelse la maglia N°8 e faticò non poco per conquistare un posto da titolare, ma una volta ambientatosi divenne istantaneamente l'idolo della tifoseria Rossonera, che lo battezzò con il soprannome di "Ringhio", data la sua "cattiveria" in campo!   
Un episodio rimasto nella sua storia di tenace combattente riguarda la partita contro il Catania del dicembre 2008, quando a seguito di uno scontro di gioco con l'avversario nei primi minuti di gara, proseguì eroicamente per tutti i 90 minuti... aveva subito la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro!  
Esordirà anche in Champions League a Londra contro il Chelsea il 15.9.99, partita che si concluse 0-0. La sua splendida carriera proseguirà per 13 stagioni al fianco di tanti campioni e Palloni d'Oro. Il suo ultimo trofeo sollevato sarà la 6a Supercoppa Italiana conquistata dal Milan a Pechino ai danni dell'Inter per 2 a 1 il 6.8.2011.   
Ma solo un mese dopo nel corso di una partita di campionato contro la Lazio, Gattuso sarà costretto ad abbandonare il terreno di gioco per problemi alla vista, gli verrà diagnosticata in seguito una paralisi del sesto nervo cranico, infortunio che lo costringerà a disertare l'attività agonistica per molti mesi per poi decidere di abbandonarla definitivamente giocando la sua ultima gara in maglia Rossonera a casa del Parma dove il Milan s'impose per 2 a 0, il 17.3.2012, e concordando con la Dirigenza il suo precoce addio, dopo 13 anni, visto che il suo contratto sarebbe scaduto a fine giugno.

Il suo Palmares: 
Nazionale 
Oro ai Mondiali nel 2006 di Germania, Oro agli Europei Under 18 agli Europei in Slovacchia nel 2000, Argento nel '95 in Grecia. Con la Nazionale Italiana partecipa a 3 Campionati Mondiali: Corea del Sud/Giappone nel 2002, il vittorioso in Germania del 2006 ed il Sud Africa nel 2010. Inoltre 2 Campionati Europei Portogallo 2004, Austria/Svizzera 2008 ed 1 Confederation Cup 2009.
Milan
1 Coppa Italia 2002/03; 2 Scudetti 2003/04  2010/11; 2 Champions League 2002/003  2006/007; 2 Supercoppa Uefa 2003 2007; 1 Coppa del Mondo per Club FIFA 20007.

Alcuni anni fa, ad un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Gattuso dichiarò, in merito alla premiazione della stampa per l'elezione del "Pallone d'Oro", che il suo Pallone d'Oro consisteva nel rubare più palloni possibili all'avversario. La sua forza e resistenza fisica, la sua indiscussa maestria nel carpire palloni e proporre azioni offensive è ancora radicata nel terreno di San Siro e se ne avverte tuttora una profonda mancanza, nessuno sino ad oggi nei giocatori operanti nel suo ruolo è a lui accostabile né come qualità né come semplice, normale voglia di giocare al calcio.

Il nostro Gennarino, dopo aver lasciato il Milan nel giugno 2012, firmerà un biennale con la squadra svizzera del Sion e l'anno successivo il Presidente Costantin lo nominerà anche allenatore della squadra pur essendo privo di patentino Uefa. Conclusa l'esperienza svizzera nel giugno 2013 sarà chiamato dal vulcanico Presidente del Palermo Maurizio Zamparini alla guida dei Rosanero con un contratto biennale, ma verrà esonerato dopo sole 6 partite di campionato dopo la sconfitta patita a Bari. Al suo posto subentrerà Giuseppe Iachini che condusse il Palermo alla conquista del titolo in serie B.   
Ma il nostro Rino ha sette vite e continuerà a spaziare in giro per l'Europa. L'anno successivo sarà la volta della Grecia, difatti accetterà l'incarico di allenare l'Ofi Creta, formazione militante nella massima divisione greca e nel mese di ottobre, in seguito alla sconfitta interna contro l'Asteras per 2 a 3 rassegnerà le dimissioni anche se i tifosi lo vorrebbero mantenere alla guida della loro squadra. Dopo un anno d'inattività il tecnico calabrese accetterà di allenare il Pisa in Lega Pro ottenendo la promozione in serie B battendo ai play-off il Foggia per 4 a 2 era il 12.6.2016, ma a causa di gravi inadempienze della Società il Pisa verrà retrocesso nella nuova serie C, di conseguenza Rino annuncerà l'addio alla panchina dei toscani.
​Verrà subito ingaggiato dal suo vecchio Milan per allenare la squadra Primavera. Ma dopo soltanto una manciata di mesi, in seguito all'esonero di Vincenzo Montella, ottiene la promozione nella panchina rimasta vuota e il suo esordio da nuovo allenatore Rossonero avverrà il 3.12.2017 allo stadio comunale Ciro Vigorito, nella famosa partita pareggiata dal Benevento per 2 a 2 con un gol realizzato all'ultimo secondo di gara dal portiere Alberto Brignoli con un secco colpo di testa. Un inconsueto e quasi oscuro presagio dell'avventura del neo tecnico Rossonero nella sua panchina. Difatti, solo 4 giorni dopo ci sarà anche il debutto in Europa League, ma il Milan perderà 2 a 0 contro il Rijeka.  Per la sua prima vittoria si dovrà attendere la gara interna contro il Bologna (2-1). Dopo un periodo un po' buio, quasi di rodaggio come allenatore, il Milan riuscirà a risollevarsi in campionato, mentre in E.L. verrà eliminato agli ottavi ad opera dell'Arsenal. Stessa sorte capiterà anche in Coppa Italia, ma questa volta in finale raggiunta e rovinosamente persa all'Olimpico contro la Juventus per 4 a 0.
Andrà comunque riconosciuto al Milan ed al suo allenatore il merito di essere stata, nel girone di ritorno, l'unica squadra ad aver totalizzato 39 punti alle spalle di Juventus e Napoli. 
Nella stagione successiva 2018/19 il Milan in Europa League, malgrado due iniziali vittorie nel suo girone, non supererà il primo turno. Stesso discorso per l'eliminazione sofferta ad opera della Lazio nella gara di ritorno di Coppa Italia tra le mura di San Siro dove i Rossoneri palesarono un'imbarazzante inferiorità, e infine a chiudere questo mesto elenco di sconfitte ancora la finale persa contro la Juventus nella Supercoppa Italiana. L'unica consolazione dello scorso anno per la nostra squadra è stata, ed indubbiamente va reso un gran merito a Ringhio, il 5° posto in campionato (non accadeva dal 2012/13) con 68 punti e scavalcati per un solo punto a 5' dal fischio finale dai cugini dell'Inter che come quarti accedettero alla C.L.  Poi per le note ragioni dei paletti Uefa e del F.P.F. il Milan rinunciò a partecipare alla E.L. confidando negli eventi del campionato successivo che è tuttora sotto i nostri occhi, causa la forzata interruzione dovuta alla pandemia. 
Forse quel terno mancato, eliminazione E.L., sconfitte in finale di Coppa Italia e in Supercoppa Italiana, assommato alla lotta intestina ormai incancrenita che vige all'interno del nostro folto gruppo dirigenziale è stata la concausa, a sole 48 h. dalla conclusione del campionato, dell'allontanamento di Rino Gattuso dal Milan che in verità, almeno così fu detto dalla stampa, le due parti si accordarono per rescindere consensualmente il contratto. 
In cuor suo penso che sia stato un gran dolore per una persona come Rino abbandonare il Milan, praticamente casa sua. Pur essendo un calabrese si era stabilito da molti anni nelle vicinanze di Milano, a soli 10 km di distanza dal centro sportivo di Milanello, a Gallarate aveva da qualche anno, assieme ad un socio, la gestione di un ristorante ricavato ristrutturando un antica palazzina dell'Ottocento a fianco della Chiesa Parrochiale di San Rocco. In breve tempo il locale ebbe fama e notorietà soprattutto per le sue specialità marinare.

Carissimo Rino, semmai avessi occasione di leggermi, ti sta parlando un vecchio tifoso Rossonero, anche se romano di nascita, e padre di due figli della tua stessa età, ma che ha avuto la fortuna di seguire le tue gesta calcistiche nei 13 anni della tua militanza nelle file del grande Milan. 
Il tuo stile di gioco spesso esulava dai precisi schemi dettati da valentissimi allenatori, che hai avuto la fortuna di trovare nel tuo percorso.  Per te non era importante lo stile, il dribbling, il palleggio o altre raffinatezze, il tuo obiettivo era unicamente quello di portar via la palla all'avversario, arrivando prima di lui e rilanciando subito il pallone agli attaccanti e su questo sei sempre stato il primo della classe. Ti sei sempre battuto fino allo stremo delle forze, sei stato un trascinatore unico, la tua volontà, la tua capacità, la tua forza è stata merce rara, ancora oggi pressoché introvabile e gli scouting Rossoneri ne sanno bene qualcosa in merito, da svariati anni sono in giro per l'Europa ed in Sud America senza aver catturato una sola farfalla "valida" nel loro retino.
Quando fosti chiamato dalla Primavera alla panchina della prima squadra per sostituire Montella, avevi una sola parte di tifosi, tra cui il sottoscritto, al tuo fianco, mentre un'altra nutrita fetta, a causa delle tue altalenanti precedenti prestazioni come trainer nelle panchine di Palermo ed Ofi Creta (ombre) e Pisa (luci), ti era avversa, ma tu stringesti i denti, bofonchiasti qualcosa d'intraducibile nel tuo dialetto calabrese ed andasti avanti fino a sfiorare risultati che oggi, per come è messo il Milan, risultano solo raggiungibili con un alto coefficiente di difficoltà (unito ad una buona dose di fortuna).
Ricordo una domenica mattina, forse del 2010 o '11, quando con due altri miei amici romani, ma tifosi Rossoneri, entrammo nel parcheggio antistante l'Hotel Parco dei Principi nel quartiere Parioli, meta fissa delle trasferte del Milan nella Capitale, quel giorno impegnato all'Olimpico contro la Roma. I giocatori stavano salendo nel pullman per recarsi allo stadio, forse erano in ritardo e non ci fu il tempo per concedere autografi ai tifosi, ma riuscii a stringere le mani di alcuni giocatori ricordo Nesta, Seedorf, Flamini, Pirlo e poi riuscii a stringere la tua mano, era leggermente sudata... si vedeva che eri sempre al lavoro!... La ricordo come la mano non di un calciatore di fama, ma come la mano di un onesto, vero, tenace lavoratore. Mi bastarono quei 3 secondi di stretta di mano per capire tutta la saggezza, la tua bravura e l'umanità sprigionata allora, e rimasta immutata soprattutto l'altra sera dopo la vittoria di Coppa, dall'ex giocatore ed ora allenatore, ma sempre "uomo" tutto di un pezzo che è Rino Gattuso!
Chi mai tra gli addetti ai lavori del calcio, chi mai tra i giornalisti, e chi mai tra i tifosi partenopei avrebbe mai osato pensare che l'ingaggio di Gattuso in luogo del Prof. Carlo Ancelotti, lasciato da quest'ultimo per volere del Presidente A.D.L. (probabilmente parto di un brutto sogno vissuto in una notte senza luna nella sua camera da letto), avrebbe in soli 6 mesi riportato la squadra da fondo classifica all'ottavo posto, pronta nelle prossime 12 gare di campionato a lottare per la conquista di un posto per l'Europa assieme a Milan, Parma e Verona.  Penso molto pochi, invece il nostro Gennarino non solo è stato abilissimo nel prendere il testimone in corsa, ma è riuscito con un colpo solo a battere "il traditore" Sarri e probabilmente a farne dimenticare i suoi sfiorati scudetti. 
Tutta la città di Napoli ha vissuto la scorsa sera una notte ricordevole dei tempi di Maradona. Il popolo dei tifosi non chiedeva altro di meglio dopo gli stenti di questa pandemia, che fortunatamente non ha toccato il capoluogo campano. Tanta gente così festante non si era mai vista per le strade di Napoli, eccezion fatta per il 19 settembre, quando per le vie tra il Duomo e la Basilica di Santa Chiara avviene la processione del Sangue di San Gennaro e si verifica puntualmente il miracolo della sua liquefazione. Ma anche tu Gennarino hai lo stesso nome del Santo e mentre San Gennaro fa il miracolo tutti gli anni, facendo liquefare il suo sangue, tu l'altra sera hai fatto liquefare il "cuore" di milioni di Napoletani... e stai pur tranquillo che nutriranno per te e per molto tempo una gran devozione!
Il mio augurio caro Rino, e qui termino, è quello che tu possa compiere un altro miracolo con il tuo Napoli, fino a portarlo a conquistare la Champions League. Tutto il popolo, ma anche tanti italiani andranno in visibilio, poi dopo qualche mese torneranno le nubi, un forte temporale, una notte senza luna, un brutto sognaccio di A.D.L. nella sua camera da letto che lo costringerà al mattino a cambiare nuovamente la panchina (questa è la dura legge del calcio!). E tu, dopo aver sapientemente guidato la squadra del grande Carlo, la stessa che ti ha lasciato, penso che non avresti alcuna difficoltà a riprendere le redini del nostro grande, tribolato, vecchio Milan! Saresti più vicino a casa, alla tua Gallarate, al tuo ristorante, al tuo Milanello!
Rino!!.. ti aspettiamo fiduciosi a braccia aperte!!!
Buona fortuna!!
L'arte di vincere la si impara nelle sconfitte (Simon Bolivar).

Un abbraccio.
Massimo 48