È il mio terzo articolo personale sulla Roma: nel primo criticavo quella Roma che, nonostante il cammino in Champions terminato contro il Liverpool, era peggiore rispetto a quello dell'anno prima. A Dicembre 2018 invece, scrivevo di come la Roma stesse scendendo sempre di più in picchiata. 6 mesi dopo eccoci qui, peggio di quanto si potesse immaginare.

Partiamo dai responsabili, James Pallotta. Un Presidente che parla solo quando c'è da criticare, usando parole ingiuriose, e che in 8 anni ha fatto meno di quanto ha fatto Commisso in 3 settimane, nonostante l'America sia per entrambi distante uguale. Ovviamente, una squadra può funzionare anche con un Presidente oltre oceano, ma questa ha cominciato a perdere colpi dal dopo Spalletti, e nessuno è stato in grado di tirarla su.

Il calcio è fatto di cicli, vincenti o perdenti, e dopo Liverpool, la Roma necessitava di cambiare qualcosa, mentre il mercato fatto è stato un mix tra esperti e giovanissimi, che poco hanno dato alla squadra.

Di Francesco non l'ho mai considerato un grande allenatore, opinione personale, ma ancora oggi mi chiedo come mai dopo un anno intero ad allenare, nel secondo abbia passato i primi 3 mesi a capire quale modulo usare. Segno anche di un mercato non scelto da lui, eccetto la cessione di Nainggolan. Il resto vien da se, il mancato rinnovo a De Rossi, altre cose che mai sapremo, stanno portando la Roma nella rivoluzione più totale, via quasi sicuramente Dzeko (forse Inter), Manolas (forse Napoli) e quasi sicuramente Kolarov. E se poi anche Totti darà le dimissioni, vuol dire che la situazione è più grave di quanto immaginiamo.

Ma il calcio è fatto appunto di cicli, la Roma può approfittare di questa rivoluzione in squadra per risollevarsi, ma se la testa del padrone rimane sempre la stessa, preparatevi ad una stagione peggiore, in cui ci saranno altri giocatori intrappolati che non vengono lasciati andare.

Una stagione in cui neanche Totti e De Rossi hanno la forza di farne parte.