Mi cimento in questo mio post per ribadire alcuni fattori esposti da Mario Sconcerti, giornalista molto seguito nelle rubriche di Calciomercato, sul quale comunque, voglio esprimere il mio rispetto e la mia totale riconoscenza per le "pillole" di esperienza giornalistica che ogni volta ci consegna nelle pagine dei suoi racconti.

Questo, però, non mi porta ad essere sempre d'accordo su tutte le cose che scrive, e non sarebbe nemmeno onesto esserlo, altrimenti sarebbe solo piaggeria e non una visione critica ed onesta nel panorama della nostra storia sportiva, che divide le nostre opinioni ed i nostri fervori, spesso  legati al tifo che esprimiamo nelle nostre diatribe calcistiche e non solo. 
Sono due gli argomenti che vorrei discutere con il nostro buon Mario. Il primo, sul caso Suarez/Juventus. Il secondo sul caso Allegri e le continue critiche che riceve dal popolo juventino.

Su Suarez, mi sembra di avere capito che il fatto che non si sia proceduto oltre nei confronti della Juventus, sia stato concepito come una mancanza degli organi giudicanti sia della magistratura ordinaria, che della magistratura sportiva. Potrei essere d'accordo che oggi nel nostro vissuto sociale spesso incorriamo in sentenze inspiegabili, come atti di straordinaria clemenza nei confronti di autori di reati molto gravi, o assoluzioni troppo frettolose sempre nel giudicato popolare. Ma si sa che se è stata inventata una magistratura indipendente dalla politica e dal popolo, è proprio a salvaguardia degli interessi di tutti i cittadini. Perché se la politica per ragioni ovvie non deve mettere il "naso" nelle faccende gudiziarie, potendo in tal caso produrre distorsioni dai procedimenti nei quali sarebbero coinvolti, dall'altra è pericoloso giudicare un qualsiasi soggetto in base a sentimenti popolari spesso demagogici, con annesse forche innalzate sul momento ed esecuzioni  che non corrispondono ad un giudizio sereno e ponderato, ma solo alla furia delle spinte irrazionali della gente. Sono comunque d'accordo che la vicenda in oggetto lasci qualche dubbio legittimo. Seppure i dubbi siano concreti, vorrei ribadire alcuni concetti essenziali sul caso. 

Per prima cosa, il malaffare delle facili concessioni di certificati di idoneità scolastica, pone degli interrogativi sul fatto che il caso poteva essere considerato già da tempo, e non solo per la casuale partecipazione della Juventus.  
Per seconda cosa, c'era un'indagine in corso, che non riguardava la Juventus, ma che per il semplice fatto che ci fosse anche solo un coinvolgimento della società bianconera, abbia fatto saltare il segreto dell'indagine, che invece della ricerca di colpevoli per reati ordinari riguardanti la pubblica amministrazione, era diventata una corrida alla ricerca di colpe ed indagati della Juventus, ignari di quanto stesse succedendo. 
A mio avviso, la Juventus è stata vittima della situazione, ed ha ricevuto un danno. Perché? Per prima cosa, la società, cercava di fare sostenere un esame ad un possibile giocatore che intendeva tesserare, e che nonostante avesse la moglie comunitaria, per la nostra "becera" legge italiana, doveva sottoporsi ad un esame di italiano. E qui vorrei vedere se un cittadino francese o spagnolo, che è comunitario, debba fare affari in Italia solo se dimostra di sapere la nostra amata lingua. E mi pare che la società si sia mossa, per vedere se poteva accelerare le pratiche, senza dovere in nessun caso pretendere di forzare la legge, e come tutti riuscire a superare l'impasse in qualche modo, approfittando anche delle buone relazioni che poteva vantare. E le buone relazioni tra soggetti in affari, se fossero reato, allora trequarti d'italiani sarebbero in galera, più un'altra bella fetta di mondo. In ogni relazione sociale, seppure nei concorsi pubblici o semplici esami scolastici, si cerca sempre di potere avere informazioni, suscitare buone impressioni, e tutto questo senza volere minimamente violare regole o leggi. Non risulta che la Juventus abbia consegnato dazioni di denaro od altre prebende di varia natura per ottenere l'esito finale positivo dell'esame. Ed in questo i giudici sembra abbiano visto giusto, perché non tutto quel che può sembrare (ripeto:sembrare) non perfettamente morale, sia poi reato e punibile secondo la legge. Nelle intercettazioni, sulle quali c'è sempre da farci la tara, risultano telefonate di cortesia, e richieste lecite di informazioni, semmai un educato "mi raccomando", che non vuol dire che lo raccomanda in barba alle norme vigenti, ma solo un riguardo doveroso al soggetto in questione. Se poi vogliamo fare della dietrologia, le porto un mio personale ricordo. 

Mi laureai qualche anno fa da studente lavoratore, il che significava che dovevo lavorare di giorno  e la sera studiare. Inoltre mi "divoravo" i week end, le ferie ed i permessi, per frequentare le lezioni. Nonostante questo, mi trovavo a volte al cospetto di esaminatori che non avevano nessun rispetto per la mia persona, portandomi spesso ad accettare voti bassi. Devo anche ringraziare  altri professori, che mi consentirono invece di potere avere qualche agevolazione in più, per il mio impegno, ma nessun regalo.
Al contempo, avevo un collega che pure lui frequentava l'Università, ma con una differenza. Siccome era molto ben inserito in politica, non lo vedevo mai studiare, e sapevo che la sera andava in giro con la famiglia, e le ferie se le godeva in viaggi ecc. Per gli esami, andava in un'Università del centro Italia, e prendeva sempre "trenta". Per la tesi di laurea fu praticamente la stessa cosa, gli fu scritta, e lui si dovette solo presentare per il suo "meritato" "centodieci e lode".
Si parla di qualche decennio fa, possibile che nessuno si accorgesse di questo? Ci si accorge delle lauree sospette solo se per caso ci passa li vicino la Juventus? 
Capisco che tra questi pseudo laureati ci siano, oltre ai soliti politici, dei massoni, amici degli amici e compagnia cantante, possibile che nessuno tifasse per la Juventus? E se poi si vuole essere pignoli, tornando al calcio, i passaporti falsi, di memoria interista, cosa ci fanno pensare, che siccome serviva a battere la Juventus, erano senza alcun giudizio morale e  poco gravi per la legge ordinaria?
E se la giustizia ordinaria fece il suo dovere (anche qui tarallucci e vino) quella sportiva come si comportò? Il nulla. Forse era scattata l'ennesima prescrizione!
Sulla seconda vicenda, si discute sull'operato di Massimiliano Allegri. E qui, la bacchettatura impartitaci da lei esimio Sconcerti, è memorabile. Ci pone degli interrogativi piuttosto interessanti, tra i quali se invece di tifare Juventus, avessimo fatto parte di quei tifosi meno fortunati, come coloro che tifano Genoa, Fiorentina, Torino, per fare alcuni esempi, che non vincono mai, mentre noi per dieci anni abbiamo vinto ed anche stravinto, avremmo motivo di lamentarci. Un 'altro paragone nasce dalla considerazione che se critichiamo la competenza di Allegri, quale competenza possiamo noi esibire a confronto?

Ed ecco le risposte. Noi siamo tifosi della Juventus, e proprio perchè è la Juventus, che la fame di vittoria non deve mai mancare. Le risorse che può mettere in campo la società bianconera sono enormemente maggori di queste società, oltre al blasone che non deve mai essere un lontano ricordo ma un acceso "train de vie", pulsante e vivace. Ed anche quando si è vinto poco, la ricerca del successo e delle prossime vittorie era sempre un traguardo posto in cima dei nostri pensieri. Il solo chiamarsi "Juventus" non ammette che si parta per evitare la retrocessione, ma solo unicamente per vincere. Per questo Boniperti ci fece ricordare spesso che vincere non è importante, ma è l 'unica cosa che conta. E visto che metà Italia tifa Juventus e l'altra metà tifa contro, la lotta per vincere è un mantra mai sopito, un'esigenza vitale del DNA bianconero. 
Sulla competenza, ebbene vorrei dire che la competenza è una dote che pochi possono esibire ad ogni livello della nostra società. Si vedano i nostri politici, i manager di stato, direttori di banca e di agenzie governative, e persino a volte nella scuola. E vorrei dire che noi apparteniamo al popolo  degli "Stakeholders", e significa che nutriamo aspettative ragionevoli dalle nostre squadre, compresa la salvaguardia del valore delle azioni societarie in nostro possesso. E quindi la competenza è un fattore che chi lavora ad alti livelli professionistici deve esibire a buon titolo. E se proprio vogliamo portare un esempio, io personalmente, alla soglia dei settant'anni, il gol che si è mangiato Kean a Genova, probabilmente lo avrei segnato. Per fare solo un esempio, non è la mancanza di competenza o capacità che bisogna confrontare, ma piuttosto l'umiltà e la professionalità che bisogna immettere nel compiere un certo percorso professionistico, dove guadagni molto di più di scienziati meritevoli di un Nobel che non avranno mai, ed anche il fatto che se sei in quell'organico con compiti particolari, vuol dire che tu non puoi farti scudo dietro a battute più o meno divertenti. Se fosse facile allenare la Juventus, allora potremmo chiamare i bambini di seconda elementare, ma non è così, come non sei a quei livelli per raccomandazione lobbistica, ma per riconosciute capacità che comunque devi coltivare ed esibire concretamente. E noi pretendiamo che ci venga dato il meglio e non le scuse del peggio.

Caro Sconcerti, spero di averle trasmesso i miei pensieri, ben sapendo che ella avrà capito che non è una critica alla sua persona, ma un semplice invito ad una riflessione, insieme, per continuare ad amare questo nostro sport. Ho così approfittato per consegnare alcune mie riflessioni, e con l'occasione la stima ed il rispetto che la sua persona merita, perché so che anche lei in passato non è sceso a compromessi, e questo mi porta ad ammirarla per le sue scelte, e la sua professionalità.
Distinti saluti.