"Ciao nonno!... Ma non era meglio perdere con la Roma e vincere con lo Spezia?... Che ne pensi?... Ti voglio bene uguale! A presto il tuo Matteo!"
È questo l'Sms di buonanotte ricevuto l'altra sera dal mio nipotino.

Emmanuel Gyasi, attaccante ghanese classe '94 nato a Palermo con nazionalità italiana in forza allo Spezia dal 2018 (122 presenze/19 reti) che nell'ultimo secondo dei 6 minuti di recupero decretati dal 39nne arbitro torinese Marco Serra alla sua 11ma direzione di gara in serie A, dopo che il designatore Rocchi ed il Presidente dell'AIA Trentalange hanno dato il via poche settimane or sono al cambio generazionale della vecchia guardia arbitrale, è lui, il palermitano ghanese il vero mattatore della serata nel gelo di San Siro che imbeccato da un lancio alla viva il Parroco di un difensore spezzino trovava la facile presa dell'ucraino Kovalenko dato il completo stato di trance cui pochi minuti prima era caduta l'intera formazione Rossonera incredula, cristallizzata dall'annullamento della rete di Messias a causa del fischio prodotto mezzo secondo prima quando il Sig.Serra ravvisava un fallo su Rebic e invalidava il bel gol dell'ex facchino brasiliano.
Sarà Gyasi a rendere amaro un risultato... scontato... come a dire "Gyasi sapeva!" ed uccellare la vana uscita del pur bravo Maignan e nello stesso tempo spengere la seconda candelina che ogni anno e sempre in gennaio, ormai è una tradizione, vuole ricordare al Diavolo la sua cattura per opera delle fameliche Aquile Spezzine.

Marco Serra, 40 anni da compiere il prossimo 9 Settembre, ex calciatore tra i dilettanti dove a causa degli  scarsi risultati venne convinto da un suo zio ad intraprendere la carriera arbitrale. I nati in settembre sono governati dal segno della Vergine da sempre simbolo di meticolosità e precisione, e così ha pensato di riversare la sua imperdonabile precisione nella puntigliosità, al pari di un cronografo svizzero, nel non riconoscere dopo pochi secondi dal fischio galeotto soffiato per concedere un fallo di ostruzione su Rebic quando nello stesso istante quel pallone finiva  sul piede di Messias che come un missile Titan in rampa di lancio lo scaricava alle spalle di Provedel per altro splendido autore di un trittico di salvataggi miracolosi. Ma un difetto del segno della Vergine è quello di non saper accettare le critiche...
a beneficio di un impulso vibrante nel proprio "ego" e sussurrante, nel lobo dell'orecchio libero dall'auricolare collegato con la sala Var"...Marco!..Marco!!... Ma che cacchio hai combinato?? " ...e la Vergine inconsciamente colpita sfodera il suo più grande pregio: la sensibilità!

L'arbitro Serra si avvede subito del suo errore, e di fronte al buffetto di Rebic circondato da tutte le maglie Rossonere non ha il coraggio di estrarre il cartellino rosso, normalmente alzato quando viene profanata la persona del direttore di gara, bensì pronuncia una semplice e limpida parola...che risuona come un ..."tana libera tutti"...: "Scusatemi!"...esattamente come un bimbo che abbia disubbidito ai propri genitori... e dopo pochi minuti, quando sarà negli spogliatoi, avrà una palese crisi di nervi e di pianto confortata, come se non fosse nel suo stanzino, bensì di fronte alla grata di un confessionale, dove, dopo il suo pentimento, riceverà l'assoluzione per opera di un prelato di eccezione, Zlatan Ibrahimovic, che non gli comminerà alcuna pena... sarà l'AIA a giudicare se, nonostante il regolamento di gioco contempli che in conseguenza di un'eventuale ammissione di palese errore, scritta nel referto, commesso durante la direzione della gara e che abbia gravemente inficiato l'esito del risultato finale, la partita tra Milan e Spezia della 22ma giornata potrebbe essere rigiocata come dai più richiesto, e notizia odierna, perfino dall'associazione Codacons... ma sarebbe come voler riscrivere... la storia del calcio!  
L'errore fa parte dell'essere umano... e non ci sarà mai tecnologia che possa evitarlo... è solo l'uomo che deve.... correggersi... quando può!

Nel campionato 1971/72 durante il match di ritorno tra Juventus e Milan l'arbitro Concetto Lo Bello non fischiò in area di rigore un evidente fallo commesso da un difensore bianconero ai danni dell'attaccante Rossonero Alberto Bigon, con un conseguente segno X anziché 2 in schedina. Ebbene, in quella stessa domenica sera l'arbitro Lo Bello, ospite alla Domenica Sportiva, ammetterà di fronte alle telecamere il suo imperdonabile errore... ed il Milan per un sol punto perse la Stella... che arrivò solo sette anni dopo! Fu la Juventus di Vykpalek a mettere in bacheca il suo XIV scudetto dall'alto dei suoi 43 punti... il Milan arrivò secondo con 42 punti!
Quando si dice il motto ormai logoro per l'uso "Martin per un punto perse la cappa! "...e questo è stato il mio SMS di risposta al caro nipotino: "La confessione di un errore può valere Zero, può valere Un Punto, ma potrebbe anche valere un Campionato! 
Nonno ti vuole un mondo di bene!"

Un caro abbraccio
Massimo 48