Sono passati anni da quando in TV si urlava ai complotti e si richiedeva a gran voce un aiuto tecnico per gli arbitri. Anni in cui i dubbi alimentavano ogni partita, gli anni di Inter-Juventus o di Parma-Juventus. In realtà è riduttivo citare solo queste due partite, ma tutti gli scandali calcistici giunsero fino all'era di Calciopoli, arbitri chiusi dentro la stanza, dirigenti che avevano in mano un intero sistema calcio, dalla classe arbitrale alle redini di un sistema complesso fatto di procuratori e giri di affari loschi.
Aldo Biscardi, con il suo fedele amico Maurizio Mosca, simulavano in diretta gli interventi che subivano i giocatori in campo, e successivamente, con una tecnologia al quanto discutibile, portavano nelle nostre TV le prime parvenze di moviole tecnologiche.

"VOGLIAMO LA MOVIOLA IN CAMPO", urlavano a squarciagola, e diciamolo apertamente, noi a quelle urla ridevamo spesso a crepapelle.

Oggi siamo di fronte alla tecnologia tanto decantata, peccato però che invece di migliorare la situazione, la stia peggiorando, e ciò che è peggio, lo sta facendo sotto gli occhi di tutti.
Siamo di fronte ad un campionato brutto, diciamolo apertamente e senza remore di dirlo. Falli, rigori, ammonizioni, rossi. Abbiamo visto di tutto in questo campionato, ma ciò che non ci auguravamo di vedere era questo delirio di onnipotenza della classe arbitrale, e di chi la gestisce.

Ogni anno ci aspettiamo che la Var venga migliorata, ma se le regole vengono peggiorate allora anche la Var ne risente. Si è andati così tanto nel dettaglio dei falli che oggi anche respirare sembra rischioso per chi gioca. Tutti notiamo le insolite posture dei giocatori quando saltano in aria, o quando entrano in scivolata. Delle foche con le braccia troppo corte e ben incastrate dietro la schiena. Oppure giocatori abbastanza furbi da mirare le mani degli avversari per cercare il tocco di mano. Ovviamente in questo il Var dà una mano, come fai a non vedere un colpo di mano? Oppure vogliamo parlare degli impercettibili tocchi che subiscono i giocatori in area di rigore che all'improvviso si trasformano i colpi mortali, con effetti transcorporei. Giocatori che rotolano per metri e metri tenendosi a fasi alterne, caviglie, ginocchia e volto.
Ma l'orrore del regolamento misto Var si ha anche con il fuorigioco. E' imbarazzante a volte dover fischiare certe cose, da che doveva esserci una certa distanza tra ultimo uomo e attaccante, si è arrivati a giudicare influente anche l'alluce o la punta della spalla in avanti rispetto ad una linea tracciata sullo schermo.

L'analisi da fare è seria e profonda, e non ci si può semplicemente soffermare su regolamenti scritti male. Qui, oggi, si deve mettere in discussione una intera classe arbitrale e la sua classe dirigente. Troppi arbitri impreparati con manie di grandezza. I loro "ho visto io" sono uno smacco a tutte quelle società che investono quotidianamente in questo sport. Sono uno schiaffo in faccia a giocatori che ogni giorno si allenano per raggiungere determinati traguardi collettivamente. Purtroppo, per ricercare una sorta di regola oggettiva, non si è fatto abbastanza per ridurre questa specie di delirio di onnipotenza collettivo. Anzi ciò che il Var doveva fare, non dico eliminare ma almeno ridurre quel vortice di polemiche che si innestavano ogni volta a fine partita. Nella mia vita, non ho mai visto una stagione così complicata sotto il punto di vista arbitrale. Sicuramente i giocatori ci mettono del loro nell'andare a cercare determinati interventi, o accentuare determinate cadute, ma questa non deve essere una giustificazione.

Il caso di ieri, durante la partita Roma - Fiorentina, è solo uno dei tanti casi incorsi in questa stagione, che ha visto segnare il record assoluto di rigori assegnati in una sola stagione, ben 177. Fanno scalpore i 17 assegnati alla Lazio, e non starò qui ad analizzare quali erano giusti, quali dubbi e quali assegnati per errore. Fa specie pensare che praticamente un terzo dei rigori totali è stato assegnato per falli di mano. Qui invece c'è da discutere. Alcune volte i giocatori che si oppongono ad un tiro, vengo appositamente mirati per cogliere quell'impatto maldestro che causa il penalty, o altre volte, intervenendo in scivolata, il braccio di appoggio va a urtare un pallone calciato che prima rimbalza sul corpo del giocatore. Insomma, per farla in maniera più semplice, si dovrebbero fare dei distinguo relativi a questi falli, è impensabile per un giocatore fare alcuni movimenti senza l'ausilio del braccio, e mi fa specie che questo regolamento sia stato scritto da gente che capisce le dinamiche motorie.
A pare mio dunque, oggi non andrebbe solamente riformato il regolamento che è divenuto per alcuni versi troppo rigido e per altri troppo "a discrezione arbitrale", ma andrebbe riformato tutto il sistema.
Come prima cosa, sarebbe opportuno che come vengono intervistati giocatori, allenatori e dirigenti, ai quali spesso si lasciano commentare le azioni di gioco, lo stesso possa essere fatto anche con gli arbitri, togliendo finalmente questo scudo papale che li protegge da parte dell'AIA. Gli arbitri fanno parte di questo sistema, ne sono i giudici, ed è ora che anche essi vengano giudicati come gli altri interpreti di questo gioco, che ci tengo a sottolineare, non si chiama PALLA AVVELENATA bensì CALCIO. Un'altra soluzione, da aggiungere alla prima, è semplicemente di tipo sanzionatorio. Spesso sentiamo che le società o la stessa Federazione, sanziona anche pecuniariamente dirigenti e giocatori, soldi che sia chiaro vengono destinati ad opere benefiche, a mio modesto avviso sarebbe ora di estendere questa pratica anche all'interno dell'Associazione Italiana Arbitri, al fine di inserire un altro strumento che possa quantomeno far riflettere maggiormente un arbitro davanti ad alcune scelte.

Insomma, abbiamo voluto intensamente il VAR, ma a quanto pare questo progresso tecnologico non ha portato minimamente ai risultati sperati, anzi li ha disattesi completamente, e poco importa ciò che dicono i dirigenti arbitrali, perché in fondo è come chiedere all'oste se il vino della casa è buono.

E.D.M.