"E' l'Inter che mi ha scelto, non io a scegliere loro... sono orgoglioso di entrare a far parte della grande Inter". Si è presentato così in un video messaggio sul canale tematico Beppe Marotta, pronto per la nuova avventura che lo aspetta. 

Una sfida intrigante quella di riportare l'Inter ai vertici del calcio mondiale, che non spaventa affatto il direttore sportivo, il quale ha un curriculum che parla per sé e che fa ben capire la serietà della famiglia Zhang, in passato messa fin troppo in discussione. Il manager lombardo affiancherà il presidente Steven Zhang, gli farà da mentore, avendo come diretti sottoposti Ausilio e Gardini. La parte finanziaria resta prerogativa di Antonello.
Una struttura non più orizzontale ma verticale, in cui i compiti di ognuno sono ben distinti e allo stesso tempo convergenti verso un unico obiettivo: far crescere il mondo Inter.

Marotta si è presentato col suo classico stile sobrio, senza proclami, promettendo altresì un duro lavoro finalizzato a potenziare al massimo la squadra e a raggiungere traguardi prestigiosi nel minor tempo possibile.
Sono state ipotizzate prime mosse marottiane che presentano il marchio di fabbrica del modus operandi del direttore lombardo; Marotta si è sempre distinto per buon senso e lungimiranza nelle sue operazioni. Caratteristiche che lo contraddistingueranno anche in questa nuova esperienza. 

Innanzitutto Marotta ha rinnovato pieno sostegno a Spalletti, invitandolo a lavorare sereno. Si sa che molto probabilmente il tecnico toscano non siederà sulla panchina nerazzurra la prossima stagione, con Antonio Conte in pole position per prendere il suo posto. Ma è comunque questo un attestato di stima volto a concentrare le forze su importanti obiettivi che possono essere raggiunti.

Lo stesso Spalletti ha rivolto una richiesta al nuovo direttore sportivo, un centrocampista su cui puntare già da gennaio, un uomo d'ordine che all'Inter ancora manca. Marotta è sembrato disposto ad accogliere questo messaggio, puntando sul giovane ma già talentuoso Niccolò Barella del Cagliari. Non sarà facile strapparlo ai sardi a gennaio, ma è rinomata ormai l'abilità dialettica di Marotta.

Per giugno resta come grande obiettivo Luka Modric, il Pirlo juventino del 2011 che l'Inter accoglierà quasi sicuramente. Un acquisto mancato la scorsa estate per l'ostruzionismo di Perez, dichiarato ieri dallo stesso Pallone d'Oro, che sfuggirà molto probabilmente anche a gennaio, vista la mancata qualificazione dell'Inter agli ottavi di Champions. Un acquisto che sarà ultimato la prossima estate con Modric al centro del progetto.
Accanto al fuoriclasse croato arriveranno giovani italiani quali Chiesa e Tonali, da strappare proprio alla Juventus. Tornerà più vivo che mai il duello Juve-Inter, sul mercato così come sul campo.

Marotta ha già idee chiare. Sarà un'Inter giovane, italiana, guidata però da alcuni fuoriclasse in grado di trascinare il gruppo. Una nuova era vincente si prospetta. Inter is back!