È terminato l’anno calcistico e ci tocca affrontare un paio di settimane assai noiose, ci si appassionerà alle "balle di mercato".

La verità è che sbraitiamo, ci indigniamo, chiediamo sospensioni per i fatti di Koulibaly e Meitè, un po' meno però, chissà poi perchè! Ma poi non sappiamo stare senza partite, borbottii e polemiche sterili, ovvero quelle che vengono a galla appena la classifica affossa il nostro umore.

Prendiamo la Juve. La Juve ha vinto lo scudetto a luglio, ovvero quando la squadra sette volte campione d’Italia (di fila) ha portato a Torino Cancelo, Emre Can e ovviamente Cristiano Ronaldo.
Quella squadra lì, la Juventus, ha chiuso il girone d’andata con 53 punti (17 vittorie, 2 pareggi, 0 sconfitte), ha "sofferto" solo con Genoa, Atalanta, per un tempo con l’Inter, dieci minuti con il Napoli, un po' con la Samp, parecchio con il Chievo (ma era la prima giornata). Per il resto ha più o meno passeggiato, ma non con l’atteggiamento arrogante di chi pensa "me ne fotto", semmai con la consapevolezza delle grandi ("accelero e rallento a seconda di quel che serve").

Ebbene, di fronte a “questa cosa qua” (i suddetti 53 punti) c’è chi invece di scegliere la via della logica ("forse sono i più forti, sarà il caso di provare a scopiazzare il loro “modello”") preferisce insinuare il dubbio ("gli arbitri li aiutano, il Palazzo li spinge, è tutto un magna-magna"). La consueta polemica, insomma.

Il VAR diventa esempio del sopruso quando toglie, gol annullato, giustamente, a Saponara, e della giustizia sempre troppo poco ricercata da taluni arbitri quando dà, espulsione di Bentancur o rigore contro per braccio-spalla di Emre can.

Parliamoci chiaro, a Torino non lo confermeranno mai, ma anche da quelle parti sperano che qualcuno possa tornare ad essere competitivo ai massimi livelli, tali da cancellare le polemiche, ci credete? Immagino un duello all'ultimo punto con l'inter a cosa ci farebbe assistere.
E non lo fanno certo per questioni di "solidarietà tra club", semmai per la necessità di non far ammosciare il "prodotto Serie A".
Un prodotto moscio come mai se è vero che la nostra seconda è nettamente inferiore alla terza o quarta della Liga, il Real, od alla terza e quarta, forse anche quinta della premier, Chelsea, Tottenham, United.

L'Atletico, il Real, il Siviglia, possono toglier punti al leader attuale, il Barcellona. E l'han anche fatto. Nessuna delle prime 4, dietro la Juve è, è stata capace di poter toglier punti alla Juve.

Idem la premier dove City, Liverpool, Chelsea e Tottenham se la giocano con la Juve, ma come ha detto la Champions son superiori e di tanto alle nostre Inter, Napoli e Milan, Roma.

La strada è già segnata in quel caso: i diritti tv se non arriverà la Super Lega a rendere il nostro campionato un semplice "complemento", porterà di fatto ad un campiona europeo di fatto come è facile comprendere si sia programmato con l'annunciato restringimento del numero di gironi con 8-10 squadre della Champions, filtrando gli accessi per le squadre materasso, dirottate verso l'Europa League.

14 partite per arrivare alla fase ad eliminazione diretta o play off che dir si voglia, anzichè le 6 di adesso.
Soldi buoni a surrogare la secondarietà della Serie A.
E chissà che qualcuno non capisca come molti oggi non han fatto, l'importanza di una squadra B.

Ecco, a quel punto forse spariranno anche le polemiche.

Forse!