La terza giornata di campionato, che ha visto l'esordio di Sarri sulla panchina bianconera, è archiviata con il sorpasso dell'Inter in vetta alla classifica. Nonostante una Fiorentina reduce da due sconfitte, la Juventus viene dominata in lungo e in largo dai viola nel pomeriggio del Franchi, dando occasione a Sarri per la prima inutile polemica in stile zemaniano: il caldo. Come la pioggia del boemo, che cadeva solo per la sua squadra, Sarri dimentica che se ci fosse stata una squadra a dover essere più penalizzata dal caldo, sarebbe stata la Fiorentina, che ha fatto in lungo e in largo la partita, con un pressing forsennato e continue ripartenze.

Invece la Juve è scomparsa dopo una decina di minuti insieme a Douglas Costa e alla sua ennesima inutile finta e controfinta a centrocampo, che varrà probabilmente i classici due mesi fuori dal campo. Al contrario di Rabiot e Ramsey, per i quali avrebbe pesato lo scarso impiego nella scorsa stagione, il funambolico ed evanescente brasiliano ha conquistato subito Sarri, guadagnandosi la maglia da titolare. 

Solo che i numeri dell'anno passato sono impietosi verso la logica, apparentemente ferrea, tirata fuori da Sarri a giustificazione delle sue scelte. Nella stagione 2018/2019 Aaron Ramsey ha infatti giocato per complessivi 2171 minuti, Adrien Rabiot 1435 e Douglas Costa 969. Delle due l'una: o la scelta di Sarri sui due nuovi acquisti non è adeguatamente motivata o l'infortunio di Douglas Costa è colpa del tecnico.

Al rapace tifoso bianconero, che ci dirà che Rabiot non ha mai giocato nella prima parte del 2019, facciamo presente che nel 2019 Douglas Costa con Allegri ha giocato 3 partite in campionato tra gennaio e febbraio, subentrando in una sola occasione in Champions League, dalla panchina, ad aprile.

Sicuramente, la prima panchina di Sarri in Italia non è stata fortunata. Aspettiamo stasera l'esordio in Champions League al Wanda Metropolitano.