Von Trenck è stato un capitano di ventura del XVIII° secolo, fondatore dei panduri, una famosa compagnia di cavalleggeri, molto efficiente e combattiva fino alla brutalità, se non alla ferocia. I panduri venivano arruolati dal Von Trenck in Slavonia, regione a maggioranza croata con forte minoranza serba. Cosa volete? L'acquisto del bosniaco Krunic, unito all'interessamento per i croati Moro e Kramaric, mi fa pensare proprio a un Zvonimir Boban panduro, alla ricerca di abili mercenari per sostenere l'anemico vessillo rossonero.

Il panduro Boban non è stato uno dei migliori milanisti della storia, ma di certo uno di quelli con maggiore personalità e cinismo. Posso dirlo, dal momento che l'ho visto giocare in quei 7 anni, anni buoni peraltro, in cui sono stato abbonato a San Siro. Parlo di personalità e cinismo, perchè Zvone solcava il campo con passo mai incerto e con l'aria dell'avventuriero che avrebbe ucciso gli avversari pur di portare a casa il risultato. Un panduro, come quelli che, al comando di Von Trenck, rasero al suolo un'intera cittadina senza lasciare una casa in piedi. Dava l'impressione di quello che è bene avere al proprio fianco o, se davanti, steso e possibilmente stecchito, come il Monco e il Colonnello Mortimer in "Per qualche dollaro in più" di Sergio Leone. Un professionista della guerra pedatoria che faceva rabbrividire al pensiero di ciò che avrebbe potuto farti (e di certo ti avrebbe fatto) se fosse stato tuo nemico. Un soldataccio di ventura molto meno poetico e divertente di Dejan Savicevic, destinato a essere uno dei più grandi di tutti i tempi, se avessero retto i muscoli di vetro e se non avesse avuto la tendenza a eclissarsi dalle partite, pensando alla sponde boscose e al mare cristallino delle Bocche di Cattaro.

Vedo di buon occhio l'interessamento di Boban per il calcio croato e della ex-jugoslavia in generale. La Croazia è vice-campione del mondo ed è sempre stata una grande scuola calcistica, come tutto il calcio dei così detti Slavi del Sud. Per decenni queste regioni hanno rifornito e continuano anche oggi a rifornire di ottimi giocatori il calcio del continente. Un po' come l'Olanda, piccolo paese che sforna talenti in continuazione. E se c'è stato un Milan olandese, può esserci un Milan panduro.

Ovviamente si spera che vengano fuori i soldi per queste operazioni, ma in questa rovente giornata di giugno mi va di appassionarmi all'idea della carica di cavalleria leggera dei panduri di Boban-Von Trenck. E so anche bene che il Milan deve prima vendere per pareggiare il bilancio annuale al 30 giugno. Lo so... lo so... lo so... però un Milan di panduri mi intrigherebbe.

Ma veniamo ad Adriano Galliani, il quale avrebbe affermato di aver scelto Giampaolo nel 2016, ma che il nome di Montella sarebbe stato imposto dai Cinesi... 1, 2, 3.... grande Galliani!! Ora, il simpaticissimo Adriano mi scuserà, ma ho buona memoria e ricordo che il ribaltone Giampaolo/Montella avvenne alla fine di giugno, quando il Milan trattava con diverse Leghe di Cinesi Anonimi i quali, stando alle versioni vulgate, cambiavano ogni settimana. Robin Li, Jack Ma, Qui Quo Qua, Bibì e Bibò, per non parlare del Capitan Coccoricò. Solo a metà agosto, con Montella già in panchina da un po', spuntarono fuori, se la versione vulgata è vera, quei... signori Li con l'AD prescelto, il grande capitano d'azienda Fassone. Mi spiega, caro Galliani, mio antico idolo rossonero, come potevano quei... signori Li aver imposto la scelta di Montella un mese e mezzo prima? Paradosso spazio temporale alla Ritorno al Futuro di Zemeckis? Senza contare che non credo che Montella, per curriculum professionale, potesse scatenare tanto fanatico interesse in Cina.

Caro caro caro, e sottolineo caro, Galliani, la verità è che Giampaolo, come Sarri, non piaceva al suo patron di allora. Non c'è nulla di male in questo, visto che tutti abbiamo le nostre preferenze e a me, per esempio, non è mai piaciuto Zaccheroni. Ma non mi spacci Arcore per Pechino o Shangai o Canton. Eh!