Lunga, insidiosa e non scontata; tre aggettivi che meglio sintetizzano la stagione della prima Juventus targata Maurizio Sarri. Archiviato il campionato, numericamente parlando il peggiore dal 2011-2012, e falliti gli appuntamenti con la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, per i bianconeri è sempre più tempo di Champions League. Si avvicina la sfida col Lione targato Rudi Garcia, match spartiacque di questa strana stagione bianconera. Da un lato c’è il Portogallo, terra di Cristiano Ronaldo pronta ad accogliere le migliori otto della competizione. Dall’altro, nel caso di eliminazione, dubbi, domande e decisioni potrebbero prendere il sopravvento.

 

CHIAVI TATTICHE

Nel corso della finale di Coppa di Lega, disputata contro il PSG e vinta dai parigini solo ai calci di rigore, gli uomini di Garcia hanno mostrato una buona condizione fisica, cosa per nulla scontata dopo il lockdown e la conclusione anticipata del campionato francese. Inoltre, lo schieramento proposto, un 3-5-2 propenso alla verticalizzazione ed al cambio gioco immediato, potrebbe mettere in difficoltà gli uomini di Sarri che più volte quest’anno hanno sofferto il contropiede, dovuto al pressing alto non sempre attuato come richiesto dal tecnico ex Chelsea, ed il cambio gioco da una fascia all’altra del campo, complice una difesa a zona che non sempre è stata in grado di difendere il “lato debole” del campo. Il tutto senza tralasciare la fase difensiva dei francesi: molto bassi, compatti e propensi a subire la circolazione di palla avversaria. La Juventus dovrà provare ad essere corta, molto corta. Provare a far circolare velocemente il pallone e ad aprire dei varchi utili ad infrangere il muro dei les rouge et bleus

 

ELIMINAZIONE E FUTURO

Quello col Lione rappresenta per la Juventus l’impegno più importante delle ultime settimane. Nonostante un buon girone disputato, sedici punti conquistati su diciotto disponibili, gli uomini di Sarri, dopo la debacle in quel di Lione, rischiano di uscire dalla Champions League prima del previsto. Rischio che è da mettere in conto se si considera l’involuzione mostrata dai bianconeri nelle ultime partite di campionato. In tal caso il danno potrebbe essere enorme, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sportivo. Infatti, nonostante le dichiarazioni di Paratici circa la conferma di Sarri, in caso di eliminazione potrebbe esser lecito interrogarsi sulla figura del tecnico bianconero. Difatti, il gioco visto col Napoli prima e col Chelsea poi, è stato proposto solo poche volte, complice, va detto, anche gli uomini a disposizione poco adatti al “sarrismo” ed al venir meno di giocatori chiave (vedi i vari Pjanic, Douglas Costa e Bernardeschi). Sicuramente l’addio di Sarri aprirebbe degli scenari imprevisti fino a qualche tempo fa, con la Juventus che si ritroverebbe a dover scegliere un nuovo allenatore ad un solo anno dall’insediamento del tecnico toscano. Senza contare che la rosa dei possibili sostituti potrebbe essere veramente ristretta. Ad oggi l’unico nome spendibile per la panchina bianconera libero è quello di Maurizio Pochettino. Altro profilo, sicuramente meno altisonante rispetto al tecnico ex Totthenam, è quello di Luciano Spalletti. A meno che non si scelga di trattare con un allenatore sotto contratto con un’altra società.

Juventus-Lione si avvicina ed il tempo stringe. C’è un futuro da scrivere, in campo e probabilmente fuori.