In attesa dei risvolti societari e della sentenza del TAS che tengono il Milan e i suoi tifosi col fiato sospeso, parliamo della parte più piacevole e fantasiosa del periodo: il calciomercato.

È consuetudine durante le sessioni di calciomercato, fare e sentire ragionamenti, progetti, idee, sogni di compravendita di giocatori, in modalità “mercato rionale”: “quella squadra vende Tizio e Caio per 50 milioni e li investirà tutti per Sempronio per fare il salto di qualità”; oppure cose del tipo “il club incassa 100 e spenderà 100 perché ha avuto quell’entrata”; insomma, discorsi da bar, tra amici che danno peso solo ai numeri superficiali, tralasciando e ignorando tutto quello che ci sta dietro.
Il calciomercato fa fantasticare, ma è un’altra cosa: bilanci, FFP, ammortamenti, stipendi, commissioni, sponsor, fornitori e chi più ne ha più ne metta. Quindi pare chiaro che il discorso dovrebbe essere molto più complesso e completo, quindi ecco un prospetto più generale e a 360° della situazione rossonera che aiuterà a capire come e perché il club in questa sessione, a determinate condizioni, può fare una buona campagna acquisti, migliorando la rosa, senza cedere i veri big e rispettare i paletti imposti dal Financial Fair Play.

Iniziamo con l’analizzare le entrate che il club avrà, basandoci sulle ultime stagioni, i nuovi accordi commerciali e tenendo presente che dalla Svizzera non arrivano buone sensazioni riguardo la sentenza UEFA che esclude il club dalle competizioni europee:

  • Partecipazione alla ICC.
  • Finale Supercoppa Italiana.
  • Incassi stadio.
  • Sponsor: Main, Major, Official Partner.
  • Merchandising.

Questo elenco dovrebbe portare nelle casse rossonere circa 230 milioni di Euro; a questi si vanno ad aggiungere gli incassi delle cessioni, tenendo presente che per ricavare la cifra che è possibile utilizzare sul mercato bisogna calcolare e sommare le varie plusvalenze e non gli incassi complessivi. Parlando di cessioni, quindi, è necessario sottolineare quanto sia importante che la dirigenza lavori in maniera impeccabile, perché altrimenti, come vedremo successivamente, questo potrà intaccare significatamente il budget e quindi il mercato in entrata.

Nella lista dei partenti troviamo i nomi di Gabriel, Gomez, Vergara, Antonelli, Josè Mauri, Kalinic, Bacca. Portando a termine queste trattative senza svalutare di molto i giocatori, il club vedrebbe versate nelle proprie casse una cifra vicina ai 50 milioni, creando una plusvalenza di circa 15 milioni, che è quella effettivamente disponibile per non intaccare il bilancio. È chiaro che la somma sia esigua e che quindi ci sia bisogno di altre partenze per poter investire su elementi di qualità.
Gli indiziati alla partenza, a detta di tutti, sono i big: da Suso a Bonucci, passando per Donnarumma; sul primo c’è da una parte la contrarietà del mister a bloccare tutto, e dall’altra la non convenienza né dal punto di vista tecnico (è forse il migliore rossonero delle ultime 2 stagioni), né dal punto di vista economico (venderlo vorrebbe dire dover acquistare sia un sostituto che sia all’altezza, e sia un’alternativa che già ad oggi manca).
Per Bonucci, a parte il valore tecnico, essendo stato pagato 40 milioni, rivenderlo oggi alla stessa cifra non creerebbe una grande plusvalenza, quindi non è lui che deve partire per una questione economica.
Per Donnarumma, invece, sarebbe più facile per tutti che trovasse un altro club: da solo potrebbe dare le risorse necessarie per affrontare una buona campagna acquisti (avendo già in casa il sostituto), ma al momento da una parte gli acquirenti latitano o comunque non si sono presentati con offerte congrue al valore, e dall'altra la dirigenza non vuole svendere il ragazzo.

A questo punto è chiaro che servono più cessioni e l'idea è quella di far partire Locatelli (con recompra), Andrè Silva e Ricardo Rodriguez (non tanto per una questione economica, quanto tattica). Per il primo la cessione farebbe bene a tutte le parti: Il giocatore andrebbe in una squadra che lo metterebbe al centro del progetto e potrebbe giocare con regolarità e con meno pressione, il club dal canto suo incasserebbe circa 12 milioni, che a bilancio sarebbe interamente nella colonnina plusvalenze. Il secondo, è chiaro che non ha brillato neanche in nazionale e il Milan ha bisogno di una grande punta, di conseguenza riuscire a cederlo per 35 milioni porterebbe una plusvalenza di circa 5 milioni, che data l’annata infelice, è grasso che cola come direbbero all’ombra del Colosseo. Per il terzino invece, andando forse controcorrente, dico che per quanto abbia una buona personalità, l’anno scorso mister Gattuso più di una volta ha detto di non essere molto soddisfatto, perché voleva vederlo più propositivo in modo da creare più pericoli e occasioni per i compagni e, invece, è stato sempre piuttosto contratto mettendo difatti a referto in 34 partite di campionato un solo gol (su rigore) e zero assist; conoscendo il mister e i terzini che lo hanno accompagnato nella sua carriera, da Serginho a Cafù, passando per Jankulovski, Oddo, e tanti altri, credo che voglia più un terzino che sappia cambiare passo e portare palla avanti con qualità oltre che a saper palleggiare ed essere bravo tatticamente: profilo che potrebbe essere l’identikit di Laxalt; ne parleremo in seguito.
Detto questo, dalle tre cessioni, il Milan potrebbe incassare circa 72 milioni, mettendo a bilancio una plusvalenza di circa 30. Niente male!
Calcolando quindi i ricavi e le plusvalenze, si arriverebbe ad un attivo di circa 275 milioni.
Identificato il valore presumibile delle entrate, ora bisogna esplicitare le uscite. Circa 30 milioni il club li spende per trasferte, fornitori e spese generiche a cui si aggiungono gli stipendi e gli ammortamenti degli acquisti degli anni passati.

Il monte ingaggi ad oggi si aggira su i 110 milioni di Euro che dopo le cessioni sarà di circa 80 milioni, mentre a bilancio si trovano gli ammortamenti degli acquisti di Bonucci, Conti, Calhanoglu, Musacchio, Biglia, A. Donnarumma, Borini, Romagnoli, Bonaventura, Bertolacci (se non verrà venduto, avrà il rinnovo di contratto) per un totale di circa 35 milioni.
A questo punto abbiamo un’idea delle uscite che deve affrontare il club: una cifra vicina ai 145 milioni.

Calcolando entrate ed uscite il bilancio ha un attivo di circa 130 milioni, ma calcolando che per rispettare i paletti del Financial Fair play, non potrà chiudere sotto i 55, è chiaro che a disposizione della dirigenza, qualunque essa sia, è a disposizione un budget di 75 milioni a bilancio. Sulla base di questa somma evolverà il mercato in entrata, che dovrà vedere arrivare un esterno d’attacco, una grande punta e, visto che i calcoli effettuati prevedono la partenza di Rodriguez, di un terzino sinistro.

Il mercato rossonero ha già portato delle facce nuove in quel di milanello e sono gli ingaggi a parametro zero di Strinic, Reina e Halilovic. Essere stati acquistati a parametro zero non vuol dire che non intaccheranno il bilancio perché andranno inseriti gli stipendi e le commissioni per gli agenti: il tutto dovrebbe ammontare a circa 14 milioni.

Per quanto riguarda il ruolo di esterno di attacco Gattuso sembra deciso a richiedere Callejon, che ha una clausola da 20 milioni a cui verrà offerto un triennale a circa 8 milioni lordi.

Per il ruolo di punta, Higuain è il primo indiziato, conosce il calcio italiano, sa segnare, far segnare e fare reparto da solo. Portarlo a San Siro costa 55 milioni e anche lui riceverà un contratto triennale a circa 12 milioni lordi. Per sostituire Rodriguez bisognerà attendere il treno da Genova: Laxalt. L’uruguagio viene da buone stagioni in campionato e ha fatto una buona figura anche al mondiale dimostrando buona personalità e grandi doti: costo del cartellino 18 milioni e al giocatore cinque anni di contratto a circa 4 milioni lordi.

Il totale delle voci, aggiungendo le commissioni per gli agenti e spalmando i costi dei cartellini per gli anni di contratto, porta a bilancio un -72 milioni. Visto il budget di 75 milioni definito in precedenza, il Milan avrebbe portato a termine degli acquisti importanti, che di sicuro innalzerebbero l’esperienza e la qualità della rosa, il tutto rispettando il FFP.

 

Ora bisogna solo aspettare le vicende societarie, la sentenza definitiva del TAS (che ricordo potrebbe portare altri introiti grazie alla Europa) e sperare che il mercato non si allontani molto da queste aspettative.