"Dai!!...dai!!!... che vado per uno... Professore...mi chiami il 19 per favore!!"
"E dia una bella girata a 'sti tombolini..!!...Anche io vado per uno!!!...Professo' ...me chiami il 78!!...la prego!!"
È il pomeriggio del giorno di Santo Stefano ed alcuni amici del condominio con le rispettive famiglie, dopo avermi mostrato il greenpass, stanno giocando nel salone di casa all'intramontabile tombola natalizia tra ceci e fagioli segnanumero, torroncini, panforte e bicchierini di liquore. Il tabellone lo sta tenendo il signore del terzo piano, il Professore di Matematica Orazio, che dopo alcune ed ultime trepidanti chiamate di numeri... urlò... sommessamente......: "Uno!!!...tombola!!!... Ragazzi...ho fatto tombola con il numero uno!!... Roba da non crederci!!... Non ho mai vinto nulla in vita mia!!"
"E proprio la scorsa settimana... Professore... iniziando a spiegarci la trigonometria sottolineò uno dei suoi teoremi cardine: il seno al quadrato + il coseno al quadrato danno sempre il risultato = 1...e quell'uno le ha proprio portato fortuna...Professor Orazio!!...guardi che bel cesto natalizio che ha vinto!"   
E a quelle parole di Simone, un suo allievo al quarto anno dell'Istituto Tecnico in Elettronica, fece seguito uno scrosciante applauso... fino a smuovere un accenno di vivida commozione sugli occhi del Prof. Orazio valente insegnante di matematica ormai prossimo alla pensione, che riesce ormai a coniugare alla perfezione le sue indubbie e maturate qualità d'insegnamento unitamente alla paziente, meticolosa arte maieutica, che ama sapientemente riversare in tutte le scolaresche di sua competenza. Una dote ormai rara ai giorni nostri che rende oggettivamente, quei ragazzi suoi allievi, più responsabili, più diligenti e certamente avviati ad una migliore maturazione nel loro percorso di crescita. Raramente assegna dei voti troppo bassi per non demotivarli, anzi rispiega loro i passi delle lezioni non ben afferrati, anche trattenendosi fuori orario ed in completa gratuita', reinterrogandoli qualche giorno dopo e correggendone il voto precedente... insomma un professore stile vecchi tempi... anche se il sottoscritto, a proposito di matematica, ricorda e purtroppo a mala voglia... una brutta disavventura relativa al penultimo anno delle superiori occorsa proprio con una insegnante di matematica, ma molto sui generis e diametralmente opposta per insegnamento e conduzione ai metodi del Prof. Orazio.
Il fatto che vengo a narrare avviene nel corso del primo compito in classe vertente su di un problema di trigonometria, importante branchia della matematica, iniziata a spiegare, alla lavagna, soltanto due settimane prima per opera di una eclettica Prof.ssa partenopea.

"Nel triangolo ABC l'angolo di vertice A ha ampiezza "alfa" e l'angolo in B è di 30 gradi. Sapendo che il seno di  "alfa" è = 3/4....trovate la soluzione!". Questo il problema del compito in classe scritto alla lavagna dalla Professoressa di Matematica Amelia Maitilasso, cognome più calamitante la "zitella" Prof.ssa partenopea di sicuro non avrebbe potuto averne, tanto era concisa ed insufficiente nelle spiegazioni dove aveva anche la pretesa che durante le sue lezioni prendessimo appunti per afferrarne maggiormente i concetti basilari. 
Quasi nessuno ci riusciva a parte Stabile, che essendo figlio di genitori napoletani riusciva a comprenderne il parlato come se avesse sotto gli occhi la visione degli scorrenti sottotitoli dato, ripeto, il suo stretto ed incomprensibile, almeno per noi studenti romani, quanto melodioso dialetto partenopeo.
Frequentavo il quarto anno dell'Istituto Tecnico Industriale Guglielmo Marconi nell'appena nata specializzazione triennale delle Telecomunicazioni, la mia classe era la sezione D che vantava con i suoi 27 studenti di esserne la più numerosa e complessivamente, a detta del Consiglio dei Professori, aveva raggiunto un livello di apprendimento superiore alla media tanto nelle discipline didattiche quanto nelle pratiche che ci vedevamo impegnati con molto trasporto nei laboratori di fisica, misure, radioelettronica e telefonia.

Eravamo negli ultimi giorni del primo quadrimestre e quel lunedì mattina alla terza e quarta ora la Prof.ssa di matematica Sig.na Maitilasso ci avrebbe dettato quel testo sopra menzionato ritenendolo valido per l'assegnazione del voto, che avrebbe fatto media con i due precedenti compiti in classe, sullo scritto in pagella. Quel problema era per la maggior parte di noi abbastanza tosto,  avendo ancora poca dimestichezza con questa trigonometria, ma in compenso avevamo tra le nostre fila un autentico secchione in matematica, un certo Ambrosini, talmente secchione che lo battezzammo Einstein!...Ma come tutti i geni aveva un suo difetto!...Non ti avrebbe mai aiutato, nel caso di bisogno, per nulla al mondo! Fortunatamente il suo vicino di banco, certo Leopardi, guarda caso eccellente in Lettere e Storia, riuscì a copiare la soluzione del problema, che ovviamente Einstein dopo 5 minuti aveva già risolto, su di un pezzetto di carta, ne fece un rotolino, e con un occhio verso la cattedra dove la Prof.ssa Maitilasso era intenta a lavorare a maglia un gomitolo di lana bordo' per ricavarne un pullover, e giocando sul fatto che fosse miope come una talpa, passò il rotolino di carta alla fila centrale di banchi, al mio caro amico Tonino, altro genio ma di Radioelettronica, che dopo averlo copiato sbirciò verso il mio banco, la terza fila a ridosso delle finestre... e lo lanciò! Ma galeotto fu quel lancio!...
La pallina di carta rotolo' proprio in mezzo al corridoio ed io con un gesto talmente felino nel raccoglierlo smossi inavvertitamente la sedia del mio banco che provocando uno stridio istantaneo fece attrarre lo sguardo della Maitilasso dalla sua lana... alla mia mano destra chiusa a pugno, per serbare l'arcano per lei ma il sano per noi... ed in un battibaleno s'inforco' gli occhiali che dallo spessore delle lenti sembravano due fondi di bottiglia... e guardandomi come un turpe cecchino prende la mira tra i lucernai dei grigi palazzi di fronte al Check Point di berliniana memoria...cosi tuonò: "Massimo B. !!!... Che cos'hai nella mano!?!... Consegnami immediatamente quell'oggetto!!!"
"Ma niente...Prof.ssa!!... Sono raffreddato... mi è solo caduto di tasca il fazzoletto...".
"Caro Massimo B. ma per chi mi avresti presa??... Non sono mica nata ieri!! Non te lo ripeto più!!! Consegnami immediatamente quell'oggetto... o sarò costretta a condurti con le mie mani in Presidenza!!".

Sudavo, avvertivo  fiamme e fuoco dentro di me...poi...alla mia sinistra...la finestra aperta per via del termosifone sottostante e bollente... come il mio sangue in quel momento... e fu allora che mi balenò in testa per un millesimo di secondo... una pazza idea!!!       
Alt!...Alt!!...Alt!!!... e come venne colto da una smitragliata di colpi di Stern il muratore 18nne Peter Fechter il primo martire dell'odioso Muro di Berlino... diventandone poi l'eroe... anche io... colpito da quel violento impropero... mi toccai con la mano sinistra il costato all'altezza del cuore... mentre con la destra, emulando quel giovane tedesco dell'Est nel tentativo di liberarsi dalla morsa del rotolo di filo spinato, io fui colto da un fulmineo raptus... e... come in un anelito di libertà... preferendo mille volte l'onestà alla perfida delazione... mi volli follissimamente immolare!!..
Peter stramazzo' al suolo... Massimo B. fu colpito da un solo proiettile, verbale, ma decisivo e altrettanto letale: "...Ahhh!!! bene!!!..e così... carissimo... ci rivediamo... direttamente a Settembre!!!".
Avevo lanciato il rotolino di carta con la soluzione del problema dalla finestra aperta. Seguì un interminabile minuto con Prof.ssa ed allievi completamente fermi, immobili come fossero tutti nell'attesa di uno scatto fotografico... e poi... uno... due... tre... e sempre di più... tutti i miei compagni uniti in uno scrosciante applauso... mentre la Prof.ssa Maitilasso raccolse il suo gomitolo di lana bordò, il registro di classe e se andò via marcando con forza e tacchi i suoi nervosi passi... che avanzavano... ma... molto ... molto... paperinescamente!!!

Al termine di quell'anno accademico 1965/66 la Prof.ssa di Matematica Amelia Maitilasso andò in pensione!
Massimo B. fu ammesso all'ultimo anno del triennio specializzativo nel mese di Giugno ed a pieni voti... tranne un 6 in Matematica... del resto quel giudizio sta lì quasi a significare una nota stonata...
Ma il suo ricordo è invece perfettamente intonato alla figura di una Professoressa che non ti ha voluto proprio... lassare... mai!!!

Un abbraccio.
Massimo 48