È trascorso più di anno da quando vidi nella nostra Parrocchia e nel solito angolo del porticato il Presepe che ad ogni Natale assieme al Parroco Don Giorgio tanti volontari si dilettano amorevolmente a costruire. 
Quest'anno causa Covid e per evitare di conseguenza file ed assembramenti è stata allestita la sola e semplice natività ai piedi dell'altare. Uno scenario ugualmente attraente dato dal fatto di aver usato i pochi personaggi con statue in terracotta artistica alte circa 70 cm. Ma la resa scenografica non può certamente essere equiparata ai classici Presepi in stile partenopeo con i caratteristici siti storici riconducenti a realtà di luci e colori semplicemente svaniti come fu il passaggio della stella cometa in quella magica notte di Betlemme.
Riconosco di essere un grande amante del Presepe, fin da piccolo mio padre nella settimana antecedente la Santa festività armeggiava con cartone, sassolini, cartapesta, carta stagnola e muschio naturale che acquistava dal fioraio per allestire il backstage della natività ed io incredulo stentavo a credere che quella posticcia, arzigogolata costruzione che prendeva sempre più forma col passar dei giorni si potesse trasformare nella notte della nascita del Bambino, in una autentica magia nel momento in cui papà Renato ultimava la sua creazione apponendo sulla capanna e sui tetti delle casupole delle striature di ovatta (a quei tempi non esisteva ancora la bomboletta di neve spray) mentre io, piccolo com'ero, osservavo attentamente tutte le fasi dell'opera cercando di carpire quei segreti costruttivi che solo qualche anno appresso avrei messo in pratica divenendo un fervente adoratore nonché manufattore di Presepi. 
Ma l'apoteosi dell'opera avveniva alla mezzanotte in punto quando mamma Ofelia deponeva il Bambin Gesù sulla mangiatoia mentre papà Renato sistemava i personaggi nella loro esatta collocazione. E quell'affascinante scenografia veniva suggellata come corredo finale da uno sfondo realizzato con un telone blu tempestato di stelle illuminate da pulsazioni di variopinte luci con l'alternanza tipica dell'intermittenza di un dispositivo a lamina bimetallica degli anni '50, quello, e qualcuno del mio tempo lo ricorderà, che causava delle piccole scariche sotto forma di striature ondulanti sullo schermo dei primi cinescopi dei televisori in bianco e nero che nella magica atmosfera della vigilia di Natale, con la casa inghirlandata di luccicanti strenne ed aleatico vischio in ogni angolo, trasducevano le immagini delle più celebri commedie del grande Eduardo De Filippo in quei pochi e fortunati salotti che potevano permettersi il lusso del possesso delle prime ingombranti tv rivestite, come raffinati pezzi d'arredo, di preziosi mobili in legno noce o palissandro.
Era frequente in quegli anni '50, gli anni difficili del dopoguerra contraddistinti dal tenace sforzo di tutta la popolazione al voler tentare la ricostruzione della nostra nazione devastata da un conflitto che purtroppo produsse solo lutti e macerie, trovare riunite, sotto il periodo delle feste, tante famiglie dello stesso condominio nell'abitazione dell'unico fortunato possessore di un televisore e gustarsi le prime trasmissioni della Rai come "Il Musichiere" condotto da Mario Riva o "Lascia o raddoppia" del mitico Mike Bongiorno. E mentre i bambini si dilettavano a tirare i dadi sul Gioco dell'Oca, i più grandicelli costruivano con i pezzi del Meccano una jeep piuttosto che una gru. 
Le mamme portavano sul tavolo della sala da pranzo, dove si trovavano sparpagliate le cartelle della tombola, i vari dolcetti fatti a mano ed i loro mariti aprivano le bottiglie di rosolio o di limoncello fatto espressamente in casa propria... e così... senza lo sfrenato consumismo che ormai da anni è in uso calpestare, si tirava avanti... all'inizio con dei sacrifici... ma poi... con l'arrivo degli anni '60 e il concretizzarsi del "boom" economico italiano... quelle stesse famiglie prima piuttosto moderate nel loro tenore di vita, mano a mano lo incrementarono acquistando il frigorifero in cucina al posto della ghiacciaia... l'auto in garage al posto dello scooter... e così venne sempre meno il tempo delle riunioni in casa altrui.... tornarono nelle rispettive abitazioni... con un televisore per ogni casa... e socializzando sempre di meno alimentarono malsani egoismi... e poi con l'arrivo degli anni della tecnologia sfrenata... del telefono... prima a disco, poi a tastiera e via via sempre più piccolo... a volte utile... necessario, fino ad arrivare ad essere uno strumento di lavoro... ma altre volte ad essere quasi... scomodo, odioso, intrigante... o peggio... spione! E infine... autoimplosero... nella nullità più insignificante, calpestando i veri valori della vita vera!

Nel frattempo quelle famiglie si sono invecchiate, ancora è rimasto vivente qualche nonno che riesce con la sua semplice pensione a mantenere in casa propria quei figli che a causa della pandemia hanno perso il posto di lavoro e molti di loro sono sposati... e si ritrovano a Natale con tutti i nipoti sotto il tetto del nonno... ma non ci sono più né dolcetti né rosolio fatti in casa...ci sono montagne di panettoni e pandori commerciali, dal sapore ormai logoro... e ci sono tanti parenti e commensali di tutte le età e con una sola cosa in comune: lo smartphone! Solennemente acceso che sarà il protagonista principale della festa del Natale... dove in un angolo del salotto l'anziano nonno aveva allestito il Presepe con i personaggi degli anni '50 acquistati presso le storiche bancarelle di Piazza Navona... ma tutto purtroppo ha una sua ritagliata e ben mirata... fine!
Da due anni non esiste più l'atmosfera magica di Piazza Navona con i suoi banchi, la giostra d'epoca per i bimbi, la sua Befana... i suoi colori... i suoi sapori dati dallo zucchero filato... dalla mela stregata... dalla slitta con la renna ed al Babbo Natale immortalato nelle foto con migliaia di bambini... tutto ha purtroppo una logica quanto illogica fine!... Tutto muore!... Lasciandoci con una triste... tristezza!!

È sera...il Natale è finito... i commensali si salutano... ed il nonno, l'anfitrione, il condottiero, il timone della casa guarda con sguardo mesto ed affranto tutte le persone intente ad incappottarsi... a sciarparsi... a incappellarsi... e nessuno si è soffermato per un solo attimo... ad osservare il Presepe!
Memorie, schede esaurite in quel pranzo di Natale per centinaia di insignificanti selfie... ma neppure uno scatto dedicato al vecchio ... icona unica della natività di Nostro Signore!... Il vecchio e sempre amato Presepe!
Che cosa ci vuoi fare... nonno!! I tempi sono cambiati!! La gente preferisce l'albero!!
Pensa alla salute... caro nonno!! I ricordi alle volte... possono far male!!

Buon Natale a tutti!  
Massimo 48