Alcuni giorni fa mi trovavo con il mio nipotino in un bel parco adiacente un ansa del fiume Aniene dove dopo aver giocato con altri amichetti tra altalene e scivoli ed una partitella a pallone è tornato esausto a riprendere fiato sulla panchina dove mi ero seduto per sorvegliarlo. Mi racconta i particolari della gara e mentre addenta la sua merenda a base di rosetta imbottita con mortadella leggendo un Topolino rimarca che nella gara poi vinta ha realizzato ben tre gol..."Allora nonno ho vinto la scommessa... hai promesso che alla mia prima doppietta mi avresti portato al cinema a vedere Spiderman!!...vero?" "Verissimo... Matteo!!...e tuo nonno mantiene la promessa fatta... domani pomeriggio andiamo al cinema... e al Mc Donald... contento?" "Wow!!!".
Ci incamminiamo verso l'auto parcheggiata in un'area di fronte ad un lussuoso condominio costituito da due palazzine attigue sicuramente opera di un valente architetto per la particolare raffinatezza del loro disegno sul quale spicca la rotondità fuoriuscente dei balconi impreziositi da una mosaicata colonna centrale e la cortina di un bianco graffato che dona un aspetto marinaresco in uno stabile sito sulla storica strada che congiunge Monterotondo a Porta Pia, la Via Nomentana, ed esattamente al civico 761 dove noto al fianco del signorile ingresso una targa in marmo travertino apposta dal Comune di Roma: 
"In questo stabile ha vissuto gli anni della sua maturità l'attore e commediografo Peppino De Filippo spentosi il 27.1.1980.  Il III Municipio di Roma pose a perenne ricordo".

Vivo in questo municipio da 48 anni e cioè dal tempo del mio matrimonio, ed il quartiere di Monte Sacro circondato dall'espansione urbanistica che nel  corso degli anni ha visto annettersi le zone dei Prati Fiscali, del Nuovo Salario e per ultima Porta di Roma con il suo rinomato centro commerciale, ha fatto sì che questo Municipio sia arrivato a contare ben 250.000 abitanti, praticamente lo stesso numero di una città come Verona. E così quasi per caso ieri, passeggiando col nipotino, sono venuto a conoscere dove l'attore comico Peppino De Filippo ha vissuto gli anni migliori della sua carriera.
L'artista s'innamorò assieme alla sua compagna Lidia Martora di quel bell'attico, anche perché distava solo poche centinaia di metri dagli studi cinematografici della Dear, oggi acquisiti dalla Rai, e dove negli anni '60 e '70 vi poso' per numerose pellicole. Chi non lo ricorda al fianco di Totò in celebri film capolavoro come "Totò, Peppino... e la malafemmina" piuttosto che ne "La banda degli Onesti".
Ma quella di Peppino è una storia che accomuna tutta la sua famiglia, ma nello stesso tempo una vera storia di arte, di sentimenti, di sogni, una storia di tre fratelli, di tre artisti decisamente di altri tempi. La crescita senza un vero padre che desse loro un realistico valore alla vita, influirà in maniera rilevante e variegata sui tre figli Eduardo, Peppino, Titina e saranno soprattutto i due fratelli Eduardo e Peppino a duellare tra di loro per una sconfinata voglia di rivalsa. Eduardo, in particolare, nutre l'ambizione di divenire un grande uomo di teatro e così deciderà di lasciare la sua Napoli, scappando a Milano per farsi le ossa. Il suo ritorno, dopo alcuni anni a Napoli sbatterà in pieno con la rivalità del fratello Peppino che, nel frattempo, avrà preso il suo posto nella compagnia degli Scarpetta ottenendo un valido consenso di pubblico. E fu così che dopo un'ennesima e accesissima lite, Eduardo e Peppino decideranno di terminare la loro collaborazione artistica nella compagnia che includeva anche la sorella Titina. Alla base della loro separazione ha sicuramente influito la diversità del loro carattere, ma anche la differente prospettiva nel modo in cui veniva interpretato e vissuto il palcoscenico. Sarà con la diffusione di massa dei programmi televisivi della Rai che negli anni '60 Peppino De Filippo toccherà il top della sua carriera artistica proponendo tra il '66 e '67 al sabato sera, quando andavano in onda i varietà Scala Reale e Canzonissima, la macchietta teatrale da lui creata di Gaetano Pappagone... una figura che  si distingueva per la sua sbadataggine e il suo essere un bifolco alle dipendenze del Commendator Di Filippo o come si definiva lui: “Lavoratore di Cammerra del Cummantatore Pupino Di Filippo”. Dove non mancheranno le occasioni per creare scompiglio e caos all'interno della vita del suo datore di lavoro.
All'inizio la figura macchiettista di Pappagone fu creata per colmare i momenti "vuoti" del varietà, ma con l'andare del tempo Pappagone acquistò spessore e credibilità soprattutto nel mondo dei bambini con le sue celebri frasi... "Equequa'!!" "...ma nonno...cosa vuol dire??" "Voleva dire... ecco qua'! Matteo!" "....e allora la carta dindindirinda'... cosa voleva dire?" " ...la carta d'identità... Matteo!!... è un documento personale!" " ...che forza nonno questo Pappagone!... Ma è ancora vivo?" "Eh no Matteo! Non c'è più!... Hai visto quella targa poco fa... però ci sono le sue registrazioni ..." "...e le possiamo vedere?" "... certo Matteo!... dopo cena le cerchiamo in Internet..." "Che forza nonno!! ...stasera Pappagone... e domani Spiderman!!... Sono proprio contento!!"
"Certo!... l'importante nella vita è ridere... e sorridere sempre! Aiuta a vivere... e soprattutto... a vivere meglio!...non lo scordare mai!"

Un caro abbraccio
Massimo 48