Niente da fare, la situazione è talmente ingarbugliata per via di questo Covid che non si possono programmare in santa pace le vacanze di Natale... dove andare... con chi stare... in albergo... piuttosto che al ristorante... o semplicemente e più tristemente e per il secondo anno di fila... stare da soli in casa propria... e ritrovarsi attaccati al termosifone, plaid sulle ginocchia e... cartella della tombola in mano... ed in due... si scopre che il gioco dura una vita... e per giunta il montepremi è magrissimo!
Lo spettro di contrarre il bacillo, nonostante la tripla vaccinazione cui sia io che mia moglie ci siamo sottoposti, è latente ma reale... ed allora  per il rispetto dei nostri nipotini preferiamo attendere nella speranza che migliori l'andamento dei contagi e si possa tornare liberamente a circolare.... anche se muniti del pass... o green pass ... o qualcos'altro che maliziosamente, ma voglio pronunciarlo solo per sdrammatizzare il momento, mi riporta alla mente il comico lasciapassare di tanti anni fa usato dal ragionier Fantozzi nel film "La belva umana"... quando un suo sosia maledettamente allergico al cacao riusciva ad eludere i ferrei controlli del Commissario Auricchio!

Mentre ripasso queste congetture cincischiando con un foglietto di carta dove mia moglie Angela ha appuntato la lista della spesa quotidiana, mi sto incamminando verso il solito supermercato situato alla fine di un bel viale contornato da due filari di pini confinanti con un'area ludica circondata da un prato verde ed alcune panchine... ed una nelle immediate vicinanze di un "nasone" (così è soprannominata la  classica fontanella romana)...ma... ma!!... cos'è quel movimento attorno alla panchina dove per mesi ha fatto da casa al clochard  Gioacchino!?!.... E' anche vero che da qualche giorno ho notato che è stata preda di una persona piuttosto anzianotta, che pare ne abbia ereditato lo stesso identico posto... ma oggi... quali novità ci sono accanto alla dimora del nuovo avventore? 
Di fronte a quella panchina nel parco di Piazza Ateneo Salesiano è parcheggiato un Ape, un furgoncino a tre ruote tutto verniciato di giallo con la scritta a caratteri rossi "Gioak Pizza Express" ed un uomo sulla cinquantina, alto, atletico, capelli brizzolati sta consegnando un cartone con una margherita calda al clochard della panchina... mi sto accostando alla scena, sempre più convinto che nelle vesti di quel pizzaiolo ci fosse una persona... di mia conoscenza... e difatti... solo un attimo dopo!!... il tempo che i nostri sguardi si incrocino...che parte, velocemente come un sasso dalla fionda...un..."Gioacchino!!! Massimo!!!"..ed io a lui: "Ma cosa fai qui!!... e con questo furgoncino!?!..."
E mentre il neo clochard si gustava la sua pizza calda in una delle prime rigidi giornate invernali, Gioacchino prosegue la sua storia nel bancone del bar di Nando distante soli un centinaio di metri da quella "bizzarra" panchina.

Ah!!!...scusate, ma qualcuno magari nei nuovi lettori, potrebbe alzare un dito e chiedere... ma questo Gioacchino... chi mai sarebbe?? Domanda lecita e come nelle fiction più seguite vado a farne una breve sintesi con la speranza di non essere interrotto dalla pubblicità.

Gioacchino è un laureato in economia e commercio che si stabilì nella Capitale, dopo aver vinto un concorso per un posto in banca, provenendo da un paese del Gargano. In pochi anni data la sua valenza riuscirà a fare carriera e verrà promosso in qualità di direttore presso un'agenzia nel centro di Roma. In quegli anni di escalation convolerà a nozze con Beatrice, dal matrimonio nasceranno due figli ed acquisterà, assieme alla sua signora, una disegnatrice di moda, un lussuoso attico sul colle Aventino con un panorama mozzafiato dominante tutti i Fori Imperiali.
Inoltre Gioacchino è un grande amante del pallone e giocherà per molti anni nella storica squadra dilettantistica della Romulea Calcio nel ruolo di mediano, diventandone una pedina indispensabile.
Ma come in molte belle favole tutto volge tragicamente e rapidamente al peggio.
Un suo carissimo amico d'infanzia pugliese certo Nicola, al  matrimonio del quale era stato pochi mesi prima, chiuderà la sua agenzia di viaggi al paese per tentare miglior fortuna aprendone una nuova a Roma. Dopo un buon inizio e vedendo i primi guadagni penso' assieme a sua moglie Luisa, impiegata nella sua stessa agenzia, di lasciare la casa in affitto per acquistarne una nuova, un signorile appartamento con affaccio sul lungotevere in zona Prati. Non disponendo dell'intera cifra (600.000€), l'amico d'infanzia si rivolse a Gioacchino che in qualità di direttore gli fece ottenere un mutuo a condizioni agevolate, ma, essendo Nicola giudicato un "cattivo pagatore", cosa che scopri il notaio all'atto del rogito causato da una cartella elevata dall'Agenzia delle Entrate per la morosità di tasse evase nella precedente agenzia viaggi in Puglia, Nicola scongiurò Gioacchino affinché si facesse lui il garante della compravendita. Anche la moglie Luisa, incinta di cinque mesi lo implorò e così alla fine, tra commozione e promesse di rimborso relative a parte dell'acconto, Gioacchino accettò il compromesso stante nell'intestazione della proprietà della nuova casa a suo nome. 
Dopo un anno circa iniziarono ad arrivare (ovviamente a Gioacchino risultandone il legittimo proprietario) vari solleciti di pagamento delle mensilità di mutuo non pagate. Risultarono vani i tentativi di raggiungere Nicola, sia al telefono che al citofono di casa dove non rispondeva mai nessuno a qualsiasi ora e l'agenzia di viaggi nelle vicinanze di Piazza San Silvestro risultava chiusa da vari mesi. Al costernato Gioacchino non restò che accollarsi le insolvenze che si protrassero per oltre due anni...e di Nicola e Luisa non ce n'era più traccia! Un suo cliente in banca, funzionario di Polizia, gli fece amichevolmente sapere che i passaporti della coppia erano stati registrati più di un anno prima presso l'aeroporto di Fiumicino con destinazione Spagna, ma che di più, salvo una regolare denuncia non si poteva né sapere, né fare.
E così il nostro Gioacchino, confidando in una fase critica di quell'amico d'infanzia alla quale sarebbe susseguita comunque una riscossa, si sobbarcò, nonostante i reiterati dinieghi della consorte, per altri due anni ancora tutte le spese di mutuo, condominio e bollette, fino al giorno in cui al ritorno dal suo lavoro, Beatrice affermata disegnatrice di abiti in un atelier nei pressi di Piazza di Spagna, confidò tra le lacrime di avere un tumore maligno che le avrebbe concesso non più di quattro...o tutt'al più...sei mesi di vita!!
Gioacchino e Beatrice caddero a terra come due avvinghiati corpi in uno solo..senza fiatare...muti come non mai!! ....e così rimasero...senza cenare...senza dormire...fino al mattino seguente ...quando alle 9 in punto suono' alla porta...
un ufficiale giudiziario!

Fine Prima Puntata

Massimo 48