Un tempo la chiamavano Atlantide, quell'isola leggendaria sprofondata nell'abisso più cupo che ha sempre attratto i grandi esploratori nel corso dei secoli. Il primo a citarla fu proprio Platone, grazie ai famosi dialoghi fra Timeo e Krizia, ma la critica non si è mai arresa, andando a ricercare nella mitologia il fascino dell'avventura. Le origini del tempo, quelle che rispecchiano il corso della storia e che secondo il mito risalgono ad Atlante, figlio della Ninfa Climene e di un Titano, autore della nascita del popolo che avrà sede ad Atlantide; gli abitanti di questa terra, i Keftiù, ebbero però il vizio di lasciarsi andare ad avidità e crudeltà. Questo suscitò l'ira di Poseidone, che assieme agli altri dei distrusse l'isola e la fece scomparire sotto il mare, lasciando per sempre nell'ignoto le tracce della società locale. Molte le ricerche, tante le storie intrecciate alla mitologia, ma ancora oggi il mistero di questa città perduta si porta dietro una scia di curiosità enorme; alcuni la identificano in Andalusia, altri persino alle Bahamas, ma la verità è che nessuno riesce a definire la riscoperta di un cimelio storico come Atlantide, e forse non ci riuscirà mai. 

Una storia affascinante che per certi versi ricollega ad un club inglese molto vicino a sprofondare nell'abisso calcistico. Trattasi dell'Arsenal, guidato da Mikel Arteta e in balia di una crisi senza precedenti. Sono solo 40 i punti conquistati dai Gunners in questa stagione, per una posizione in classifica che oscilla tra il Purgatorio e l'Inferno; tante occasioni gettate al vento, passi falsi con le medio-piccole (Brighton e Norwich su tutte) e paura di avvicinarsi alla zona rossa. A tenere tutti sul banco è il caso Aubameyang, voglioso di cambiare aria ma anche consapevole che la società farà di tutto pur di tenerlo ad Emirates. Diversi club si sono già mossi per l'ex primavera del Milan, tra cui l'Inter, che in caso di addio di Lautaro potrebbe fare carte false per acquistarlo; al momento tutto resta in stand-by, ma molto dipenderà dalle sorti della stagione e dalla possibilità di giocare quantomeno una competizione europea, fattore non certo vista la posizione in classifica. Nonostante un presente non idilliaco sotto l'aspetto sportivo, l'Arsenal rappresenta sicuramente uno dei club più affascinanti dell'intera Premier League. Il ricordo degli anni d'oro di Wenger, dei cosiddetti "Invincibili", dominerà sempre nella mente dei tifosi, anche se adesso ci sono ben altre questioni da tenere d'occhio. Prima su tutte, le sfide che completeranno la stagione e che potranno racchiudere bene il percorso dei Gunners. 

Come dice il detto, è proprio quando non va che è dovere riprovare. L'occasione è perfetta proprio per l'Arsenal, visto l'appuntamento di domani. Una super sfida dal sapore britannico, quella che vedrà contrapposta la compagine di Arteta al Manchester City di Guardiola; big match assoluto, da sfruttare obbligatoriamente. I citizens non hanno da chiedere più niente al campionato, visto che il Liverpool è ormai sul carro dei vincitori e con molta probabilità verrà definita l'esclusione dalle coppe europee nel prossimo mese. Dall'altra parte però l'Arsenal si gioca molto, se non tutto. Una vittoria proietterebbe i Gunners al sesto posto e riaprirebbe la corsa sia alla Champions che all'Europa League. Il giusto modo per risollevare una stagione che è partita malissimo e che rischia di terminare peggio; le porte chiuse annulleranno il fattore campo, nell'attesa che i tifosi, soprattutto per un campionato come quello inglese, possano ripopolare gli stadi. Il destino è davanti agli uomini di Arteta: salvarsi da un incubo, per non sprofondare negli abissi come Atlantide.