Andiamo alla ricerca dell'entusiasmo, lo costruiamo, a volte lo inventiamo di sana pianta, pur di cercare di non abbatterci e trovare del bello in ciò che un tempo era effettivamente bello. Oggi è difficile a dirsi se la nostra massima serie sia "bella" e quanto in realtà, e in modo visionario, lo sia. La nostra Serie A è anche l'espressione delle difficoltà che si vivono nel nostro Paese, un Paese ancora in profonda crisi economica, con diseguaglianze sociali enormi, povertà diffusa. Il calcio è sempre stato un punto di riferimento fondamentale per gli italiani. Eravamo grandi anche quando eravamo poveri, si potevano ottenere importanti risultati, si poteva incantare anche senza soldi. I miti dalla strada delle periferie estreme all'olimpo del manto erboso. Quanti bambini sognavano questa epopea mitizzata fin dalla scuola.

Il calcio vivo è quello del mondo dei dilettanti, sopravvive anche quello delle categorie della vecchia C e serie B, è allucinante quello dello Serie A. Un livellamento così verso il basso non lo si era forse mai visto in Italia. Ciò che per alcuni questo sintomo di fantomatico equilibrio è un segno di bellezza, in realtà è segno di bassa competizione, bassa qualità, basso livello. Il fatto che le differenze tra le "grandi" e le "piccole" siano minori non è tanto dovuto al fatto che, come dovrebbe essere, vi sia stata una rivoluzionaria inversione di rotta, una diversa distribuzione delle risorse, ma è la conseguenza del fatto che le società più ricche sono in difficoltà e sono poi quelle che a livello internazionale rappresentano in gran parte l'Italia.

Ci sono eccezioni splendide come quelle dell'Atalanta, che hanno confermato come nel nostro calcio ci sia bisogno come il pane di un caso Leicester o di un caso USA come accaduto nel curling. Dove squadre minori se non dilettanti hanno sfiorato l'impresa o vinto un titolo olimpico. Allora forse quel giorno si potrà parlare sicuramente di entusiasmo diverso; di calcio diverso è difficile dirlo, perchè si dovranno analizzare diverse varianti. Certo che se si continua così un caso Leicester nella nostra Serie A non è lontano, il problema è che se arriva è solo perchè le grandi stanno precipitando verso il basso e non perchè le piccole salgono verso l'alto.