Sentire puzza di bruciato quando sono dieci anni che non ti scotti le dita, ma ti hanno ridotto le mani come due moncherini, è pressoché automatico.

Qualche furbacchione di recente sostiene che i tentennamenti del colosso di Malmö, lungi da dipendere dal bonifico o dal morigerato procuratore strappato al forno a legna, sono legati allo scrupolo di Ibra di non cancellare il meraviglioso ricordo che abbiamo di lui, con sei o diciotto mesi di anonimato.
Non mi stupisce più da tempo questo stile, iniziato con pantagrueliche libagioni da Giannino, rutti inclusi, che ha fatto del Milan la povera cosa che è oggi! Zlatan, non dovesse venire, lo farebbe per tre motivi declinati rigorosamente in ordine di importanza: ammontare della pecunia prospettata, durata del contratto, cifra tecnica della squadra. Tutto il resto sono portate, antipasti compresi.

Registro sempre più spesso ironie sul nazionale croato Ante Rebic, reo di aver fatto ridere i polli e piangere i supporter rossoneri: vero! Ma invito questi smemorati a lucidarsi gli occhi dalle lacrime e riscoppiare in un pianto a dirotto: contro l’Atalanta resuscita Lazzaro, alias Riccardo “Retromarcia” Rodriguez, causa squalifica di Theo Hernandez! Vi eravate dimenticati di averlo tra i piedi, vero? E invece, no: al pari di Kessié, Biglia, Calhanoglu, Borini, Suso e pippame assortito, sono sempre lì in agguato, pronti a farci addormentare come putti dopo una prolungata ciucciata di biberon o, dipende dal carattere, smadonnare come camionisti macedoni in ritardo di tre giorni sulla consegna!

L’inciso, non da poco, che intendevo fare su Rebic è molto semplice ed è il seguente: vero che finora è stato sotto le aspettative, ma attenzione: è in prestito e a gennaio potrebbe tornare al mittente che ci rispedirebbe come augurio di uno splendido 2020 un certo Andre Silva!