E se Antonio Conte per allenare l’Internazionale di Milano prendesse spunto dallo sport del Curling? Questa mattina, eh già, me lo sono chiesto durante il tragitto casa-lavoro. Per fortuna oggi non ho trovato traffico. Anche perché di solito vado a piedi. Coincidenza vuole che in questi giorni Milano sia invasa da una fitta nebbia e la nebbia che bellezza, la va giò per i polmon e quand fiocca, che giòia, gh'è el Parco e i Bastion per scià senza andà al Mottaron.
A proposito di nebbia fitta, giusto per curiosità, avete letto il mio ultimo pezzo: La vita "bestiale" di Marco Pantani?

Detto questo, oggi, mi occuperò unicamente di calcio. Il vecchio e il più grande amore della mia vita. E nello specifico, sì e no, io scriverò sul momento difficile dell’Internazionale di Antonio Conte; difficoltà venute “a galla” di recente e soprattutto a causa di un pareggio sofferto contro il Parma di uno scatenato Gervinho. Un trentatreenne terribile, spettinato orribilmente da un riporto da record mondiale e soprattutto d’animo mai domo contro la compagine milionaria di Antonio Conte. A questo punto vi riproporrei il quesito a caldo: E se il buon Antonio per allenare l’Inter prendesse spunto dal Curling?
Detto questo, oggi, non butterò altra benzina sul fuoco perché il rischio di un grande incendio è assai elevato nel server di VxL. Difatti l’associazione tra l’Inter di Antonio Conte e il Curling, ai più (quelli più facinorosi) potrebbe sembrare una grandissima presa per i fondelli. Ma non è così e per ciò state tranquilli. Ehm e io, da blogger di periferia, ve lo voglio dimostrare con i fatti o meglio archiviando una centinaia di bit sul server.

Ebbene il curling è uno sport di tutto rispetto; un’attività sportiva agli italiani purtroppo sconosciuta.
Pensate che bello! Yuppy. Il curling è una tra le dieci discipline più affascinanti dei Giochi Olimpici invernali. Io starei ore su ore, sprofondato sul divano, a guardare il curling alla tv. Sullo scrivente, questo sport svolge un’azione attrattiva di rara intensità. Anzi la butto li, visto il probabile lockdown, non sarebbe possibile anticipare le Olimpiadi invernali appunto per ammirare da vicino il Curling? Domandare è lecito a Giuseppe, rispondere è cortesia per il Presidente del Consiglio.Prima del covid-19, voi sapete qual era il mio sogno principale nel cassetto? Ebbene è sempre stato quello di ammirare questa meravigliosa disciplina sportiva dal vivo. Purtroppo, spero solo per adesso, rimarrà soltanto un altro sogno irrealizzato. Spero in tempi migliori per il curling e i suoi milioni di tifosi sparsi in tutto il globo.
Quanti bei ricordi con il curling! Per il sottoscritto guardare in TV il primo tiro dello stone è stato quasi come una folgorazione. In quel preciso istante, finalmente, la mia vita aveva un senso compiuto. Voi lo sapevate, ad esempio, che il delivery deve essere effettuato entro e non oltre la hog line? No? Ma daiiii! Poi dopo il delivery seguiranno altri lanci, uno più emozionante e accattivante dell’altro. Ma adesso basta con le chicche perché non vorrei togliere il lavoro agli esperti e colleghi giornalisti del curling. E tantomeno non intendo anticiparvi più nulla per non togliervi la suspense per un eventuale visione in Tv o dal vivo di questo sport meraviglioso. Nell’ultima Olimpiade, quella di Pyeongchang 2018, a conquistare la medaglia d’oro sono stati gli Usa per la categoria uomini e il Canada per la categoria donne. Un’impresa titanica soprattutto per quanto riguarda gli USA (categoria uomini) perché prima del match gli svedesi sembravano assolutamente imbattibili sul campetto giacchiato.

Ma nello sport non si può dare nulla per scontato, soprattutto nel curling. Difatti John Shuster, Tyler George, Matt Hamilton e John Landsteiner sono stati i quattro uomini della provvidenza: il Times li ha definiti i campioni della porta accanto. Quattro uomini normali che si sono trasformati in eroi per tutto il popolo americano. Pensate che nessuno dei quattro uomini giocava a curling per professione, bensì loro di mestiere facevano tutt’altro. Questo aspetto ha reso la vittoria ancora più incredibile ed emozionante: è stata una finale epica quella contro i campioni svedesi e indecisa fino all’ultimo stone. Chi non ha avuto la fortuna di vederla, beh, non può capire cosa si sia perso. Ma non disperate perché siete ancora in tempo: in rete è possibile trovare il video della mitica finalissima di Curling tra Svezia e Usa.

IMPARA L’ARTE E METTILA DA PARTE

Detto questo nella vita sportiva non è necessario per forza imparare il mestiere soltanto dallo sport di competenza, in questo caso il calcio. Per definirsi tale, difatti, uno sportivo (che si rispetti) dovrebbe quantomeno attingere il know-out da altri sport. Non sarebbe un approccio intelligente per puntare a un miglioramento continuo delle proprie performance sportive?
Come hanno fatto altri bravissimi blogger vorrei anch’io porre un quesito per il ns. Direttore: il Dr. Stefano Agresti.  
Secondo lei, Egr. Dr. Agresti Stefano, Antonio Conte non dovrebbe attingere il giusto know-out dal Curling?
In fede, il suo miglior blogger di VxL

Ad esempio Mr. Guidolin praticava il ciclismo, il boemo Zeman è stato un allenatore famosissimo di pallamano, Materazzi giocava a basket (il suo idolo era M. Jordan) e Zidane (così come Ibra) in gioventù ha praticato le arti marziali (i suoi idoli sono stati dei campionissimi assoluti come Daniel La Russo e Anthony Scott). E il curling? Purtroppo nessuno tra allenatori e calciatori ci hanno mai fatto un pensierino. Perché? Mi sono chiesto oggi in Milano e in una giornata nebbiosa.

COME SI GIOGA A CURLING?

Il curling è un gioco a squadre che si pratica su un campo ghiacciato ed è concettualmente simile al gioco delle bocce. Consiste nel far scivolare blocchi di pietra dotati di manico (stone) del peso di 19,96 kg in modo che si arrestino il più vicino possibile al centro di un bersaglio disegnato sul ghiaccio (house). Ogni squadra è composta da 4 giocatori. Il lead è colui che effettua il primo tiro. Il second è un buon puntista, ma anche un buon bocciatore per eliminare le pietre (stone) avversarie più scomode. Al third toccano le giocate più spinose. Il quarto giocatore, lo skip, è quello con più esperienza, stabilisce la tattica, consiglia i compagni su ogni lancio e tira per ultimo.

CHI FA CHE COSA NELL’INTER CON LO SCHEMA DI GIOCO DEL CURLING

Detto questo - rubando appositamente il Know-how dal curling - dobbiamo stabilire “chi fa che cosa” nella nuova Inter di Antonio Conte. 
Per il ruolo di “Lead” vedo bene il croato Marcelo Brozović. Il forte centrocampista è l’unico in grado di svolgere con competenza e dedizione sia la fase difensiva, sia la fase offensiva. Ci sembra così lontano l’11 Marzo 2018? Quando l’ex allenatore dell’Inter (Luciano Spalletti), lo piazzò in mediana a fianco di Gagliardini. Da allora la carriera del croato è cambiata decisamente in meglio. Infatti Marcelo si è trasformato da un brutto anatroccolo ossigenato in un elegante cigno dalle splendenti piume nerazzurre. Difatti il calciatore croato abbina quantità e qualità come pochi altri calciatori nel panorama internazionale.  Non si capisce, ohibò, per quale motivo Antonio Conte non riesca a valorizzarlo come dovrebbe. È forse antipatia per la folta chioma un tempo così ossigenata del croato? O più banalmente è soltanto una questione di natura prettamente tattica? Sì! Perché, secondo il mio punto di vista, affiancare il croato a un calciatore con le caratteristiche tecniche e tattiche di Vidal è un delitto contro l’umanità interista. È un affronto troppo grande anche per Moratti (per tutti il noto intenditore di calcio). Per far coppia in mediana con il croato, decisamente meglio una testa di Gagliardini qualunque. Non ci vuole un genio per capirlo. Quindi? AAA Cercasi disperatamente un giocatore da affiancare a Brozović. Per il ruolo da Skip non ho nessun dubbio in merito. L’uomo più idoneo “attualmente” per gestire il gioco offensivo dell’Internazionale è decisamente Christian Eriksen. Il danese è il centrocampista con più qualità ed esperienza della rosa nerazzurra. A parte il cileno A. Vidal che ormai è un ex calciatore di calcio con l’aggravante della juventinità. Prendendo esempio dal Curling - attingendo alla competenza dello Skip - il danese dovrebbe essere messo nelle condizioni ideali per tirare per ultimo in prossimità dell’area di rigore avversaria. E possibilmente tutto ciò? Al fine di aiutare i vari Lukaku e i Martinez nel gioco d’attacco. Per adesso il faro del centrocampo dell’Inter non abbaia, anzi è completamente spento. Per quale motivo? Nel piano tattico visionario dell’allenatore salentino lo svedese ricopre il ruolo della vittima sacrificare (al quale scaricare tutte le colpe del mondo nerazzurro: Ausilio docet). A questo punto Christian arriverà a mangiare il panettone? Sono aperte le scommesse sia per l’esonero di Antonio Conte, sia per la cessione anticipata di Christian Eriksen. Chi tra i due la spunterà nel capoluogo lombardo? Ai sopravvissuti del covid-19 l’ardua sentenza. Il “Second” secondo le regole del Curling è colui che è un buon puntista, ma anche un buon bocciatore per eliminare le pietre (stone) avversarie più scomode. Beh, in questo ruolo non ho nessun dubbio a riguardo. L’internazionale di Milano ha bisogno come il pane di un grande marcatore a uomo. Un calciatore forte fisicamente in grado di eliminare tutti gli stone più scomodi degli avversari. E sinceramente non vedo in rosa un altro calciatore con una competenza difensiva all’infuori di Milan Škriniar. Difatti la difesa dell’Inter è in grande sofferenza senza il valore aggiunto offerto dal forte difensore sloveno. Il reparto difensivo è un colabrodo per intenderci: Dieci goal subiti in sei partite non è un risultato degno per una squadra allenata da Antonio Conte. Di questo passo non si arriva nemmeno in Champion League. Antonio ti rendi contro che il solo De Vrij non può sorreggerti tutta la baracca difensiva? Va bene che è olandese ma non è SUPERMAN! E per dipiù il buon Bastioni, data la giovane età, è troppo inesperto per condurre la difesa nerazzurra verso un porto sicuro. Il ragazzo sicuramente si farà perché ha le spalle larghe ma per adesso egli deve ancora dimostrare di essere un campione vero. Con il senno di poi, ahimè, la decisione di lasciare partire Godin è stata del tutto scellerata. Per questo motivo Marotta e company meriterebbero uno zero in pagella. Ma le scuole sono attualmente chiuse e quindi il voto non è applicabile. Soprattutto perché non è tanto il fatto di averlo ceduto troppo frettolosamente al Cagliari ma si discute sulle modalità con le quali è stato sostituito. Difatti il forte difensore centrale di nazionalità uruguagia è stato sostituito con il trentaquattrenne terzino sinistro, Aleksandar Kolarov. Ma vi rendete conto? Perché sostituire un difensore centrale con un terzino e per dipiù a fine carriera? Roba da principianti, roba da Ausilio.  E infine non ci resta altro che determinare chi farà il ruolo del “third” al quale toccheranno le giocate più spinose. Per questo ruolo non vedo altro third all’infuori di Lautaro Martínez. Il campione argentino non si discute tecnicamente ma è troppo incostante nei novanta minuti di gioco. Per certi versi ricorda quella mezza calzetta di Alvaro Recoba, croce e delizia per il palato molle del tifoso nerazzurro. Talvolta l’argentino vorresti prenderlo per i capelli e non soltanto per fargli un taglio di capelli decente. Perché Lautaro spesso scompare nella fitta nebbia di San Siro per poi ritrovarlo, fortunatamente sano - solo oltre il novantesimo minuto di gioco e al triplice fischio - sotto quella di una doccia calda dello spogliatoio interista. Nonostante al suo fianco ci sia un gigante come Lukaku (e per fortuna mai dietro perché il belga corre più di 100 Lautaro messi insieme): eppure l’argentino spesso è fuori dalla manovra interista… A questo punto della stagione possiamo sostenere che l’argentino risulti essere più decisivo sotto la doccia degli spogliatoi che nel rettangolo verde di gioco?

Detto questo, aspettando i vostri commenti ma soprattutto quello del nostro direttore, vi lascio con una lettura molto interessante.
Pensate che per me è stato davvero illuminante poter approfondire l’argomento su uno sport che amo davvero tanto. Ebbene vi lascio con la spiegazione su come si calcola il punteggio nel Curling. Magari potrebbe essere utile anche a quel bellimbusto di Antonio Conte. Secondo il parere dello scrivente, troppo fossilizzato sul 3-5-2. Decisamente meglio il modulo 1-2-1 del Curling.

 

IL PUNTEGGIO

Il calcolo del punteggio è fatto in base al numero di stone piazzate più vicino al centro della house prima della più vicina stone degli avversari. Solo una squadra può realizzare punti in un end. A ogni squadra sono concessi 73 minuti di gioco per 10 end. Se la partita è in parità, si giocano gli extra end per determinare il vincitore.

Arsenico17

 

Note: le informazioni sul curling sono state prese sul sito: https://dinamico2.unibg.it/lazzari/studenti/il_curling/regole.htm