Il Campionato ancora deve finire, i posti Champions ancora devono essere assegnati, fatta eccezione per Juventus e Napoli, e già si parla del classico valzer degli allenatori, senza neanche attendere i finali di stagione, che possono cambiare l'intera opinione della società e dei tifosi stessi.

Immaginare un Gattuso portare il Milan in Champions, darebbe grande risalto alla società rossonera, non raggiungere l'obiettivo, per 4 punti nelle peggiore delle ipotesi, darà al tecnico calabrese l'attenuante di averci provato, questo per i tifosi più pacifici. Ma nonostante non si sappia ancora niente, il suo destino sembra segnato. Lo stesso Gasperini ancora deve confermare il posto nell'Europa che conta, e già si parla per lui di una piazza, in questo momento, più piccola di quella di Bergamo. Dalle stelle alle stalle. Che dire poi di Spalletti. Crocifisso.

Ho un modo personale di giudicare l'esito dei Club a fine anno, che non sta nel guardare la differenza punti rispetto all'anno prima, ne i risultati ottenuti nelle coppe europee o nazionali, bensì la posizione in Campionato.

Una Lazio che l'anno scorso lottava e non ha centrato la Champions per la sola differenza reti, non può essere ritenuta peggiore di una Lazio che, anche se quest'anno ha vinto la Coppa Italia, ma che è rimasta pur sempre lontano dalla CL. Certamente, la vittoria di un Trofeo, che può portare anche quello della Supercoppa, conta eccome, ma i premi finanziari che ti da la Champions, il prestigio di giocare contro grandi squadre, conta di più.

La classifica rispecchia anche perfettamente l'andamento dei Club, chi arriva primo è il migliore, chi ultimo il peggiore, non ci sono eccezioni o casi particolari.

Il Napoli è peggiorato rispetto all'anno scorso quando lottava per lo Scudetto. Essere arrivato secondo indiscusso è un grande risultato? Si, più che grande. Ma non si può dire che ha fatto meglio dell'anno scorso, anzi. Discorso uguale alla Lazio.

Il Milan ha fatto meglio, la Roma peggio. L'Atalanta ha fatto meglio, l'Inter si trova lì lì.

Ed è proprio quella piccola differenza di punti che farà la differenza a fine stagione. É li che si dovrebbe incominciare davvero ha parlare di cambi di allenatori, non prima, dopo. Ci sta per le società volersi anticipare l'allenatore buono prima che lo faccia qualcun'altro, ma esporlo così ai 4 venti, dai vari giornali e siti, non fa capire altro che, più che di calcio, certa gente dovrebbe darsi al gossip.

P.S.

Guardiola ha dichiarato che non andrà alla Juventus. Smettetela di parlarne, e imparate a parlare di calcio.