L'Ajax è senza ombra di dubbio la squadra rivelazione della stagione.

Un po' contro ogni pronostico è in semifinale di Champions League, la partita di andata è finita con il risultato di 1 a 0 a favore dei Lancieri. E ci è arrivata a spese di quelle due squadre che inizialmente erano accreditate come favorite alla vittoria finale ovvero Juventus e Real Madrid.

Il buon giorno si era visto dal mattino, con un girone passato agevolmente esibendo un gioco brillante e costringendo a due pareggi l'assai più quotato Bayern Monaco. Ma al cospetto della corazzata Real Madrid quasi tutti pensavano che gli olandesi partissero già battuti. Anche dopo la vittoria ajacide molti hanno posto l'accento piu'sulla difficile situazione della Casa Blanca post Cr7 che non sui meriti dell'Ajax.

Anche in Italia in tanti, ritenendo che la sconfitta del Real fosse più il coronamento di una stagione iniziata male e finita peggio che non una reale prova di forza avversaria, pensavano che per la Juve il sorteggio fosse stato tutto sommato benevolo.

Invece anche la Juventus  si è dovuta inchinare alla banda di ragazzini terribili allenata dall'ex collaboratore di Guardiola Ten Hag.

Da quel momento è esplosa, soprattutto in Italia, una vera e propria "Ajax-mania".

Perché l' Ajax piace così tanto?

Perché è la prima reale outsider dai tempi del Porto di Mourinho che può seriamente puntare alla vittoria della Champions? In parte è vero perché l'outsider attira le simpatie popolari dai tempi di Davide contro Golia, ma non è solo questo.

Perché avendo eliminato la Juve funge da catalizzatore dell'anti-juventinismo dilagante ? Forse un po' ma il fenomeno non è solo italiano e comunque anche molti juventini una volta smaltita la delusione sono stati contagiati dall' Ajax-mania. 

L'Ajax piace perché gioca bene, pratica un calcio propositivo e bello a vedersi, ma non stucchevole o fine a se stesso bensì ragionato e concreto in cui i giocatori si trovano a memoria e sanno cosa fare del pallone. Un calcio degno erede del "total soccer" che rese famosa l'Olanda negli anni '70.

L'Ajax piace perché è una squadra di giovani, con un capitano di soli 19 anni, ma che giocano con la spavalderia e la sicurezza dei veterani. Ed in Italia quello dei giovani è un tema sensibile e controverso. Da un lato piovono gli inviti ad aver più coraggio nel lanciare i giovani dall'altro la necessità di portare a casa la pagnotta, sia essa Scudetto, piazzamento Champions o Europa League o anche solo salvezza, e la poca pazienza di alcune tifoserie, spingono a fare l'esatto opposto. Il classico vorrei ma non posso insomma.

L'Ajax non ha lo sceicco, non ha sponsorizzazioni a tre cifre, non fa mercati da 300milioni a sessione, non prende nomi roboanti. Il suo fiore all'occhiello è l'accademia giovanile con cui si costruisce in casa i suoi futuri campioni.  Ovviamente compra anche, ma con oculatezza.  E pur senza preclusioni di sorta aprioristiche, dato il tipo di board societario ha un numero di stranieri relativamente contenuto.

Per molti l'Ajax rappresenta una sorta di enclave felice di un calcio ancora un po' old style in cui non prevale sempre la legge del più forte, in cui i soldi e gli sponsor non sono tutto. In cui il procuratore conta più del talento.

Ma siamo sicuri che sia davvero così? 

L'Ajax storicamente è sempre stato un club esportatore di giocatori, che campa di plusvalenze, ed adesso più che mai.

Questa squadra già a giugno verrà smantellata.

Il centrocampista Frankie de Jong è stato già prenotato dal Barcellona. Sul difensore Matthijs de Ligt si sta scatenando un'asta assurda fra i club che hanno lo sceicco e/o gli sponsor a tre cifre. Anche i due esterni d'attacco Ziyech e Neres stanno attirando le attenzioni di vari club ricchi e prestigiosi.

Alla Johan Cruijff Arena è di casa Mino Raiola, super procuratore italo-olandese che costituisce, in opposizione al portoghese Mendes, uno dei più grandi potentati del calcio contemporaneo. 

Perché l'Ajax avrà si un sapore antico ma su alcune cose è molto contemporanea, a cominciare dai prezzi per strapparle i suoi gioielli.