Il problema del mondo di oggi, dove chiunque è libero di esprimere la propria opinione come mai prima nella storia è stato possibile fare, non è tanto nei principi che uno dice di avere, ma nella coerenza con il quale poi li segue.

Ad esempio cosa si può dire dei "razzisti da stadio" che seguono lo sport più multietnico del mondo, magari tifando pure una squadra che si chiama Internazionale?
Comunque lasciamo da parte per un momento la Curva della mia squadra e parliamo di quello che è successo nel ritorno di coppa Italia tra Milan e Lazio.
Leggendo i commenti in giro la cosa che mi da più fastidio in questa faccenda è come quando si parla di giocatori di colore, sembra che a loro non sia mai concesso il minimo errore comportamentale, di leggerezza o anche se vogliamo di scorrettezza sportiva. Sì perchè non appena questi si macchiano di comportamenti antisportivi, discutibili o certe foghe agonistiche, come fanno tutti, molta gente inizia a ragionare con "EH MA GLI INSULTI RAZZISTI SE LI VANNO A CERCARE"! Come se non essere razzisti fosse una concessione che gli si fa finché questi si comportano bene.
Sottolineo, mai pensato che ad esempio uno come Balotelli non si meritasse qualche fischio o qualche "scemo" dagli spalti.
Ma la gente a volte fa finta di non capire (o proprio non ci arriva) che non tutti gli insulti sono uguali. Il giochino poi del solito "eh a parti inverse si sarebbero lamentati loro per comportamento razzisti" è patetico. Dimostra che la gente parla del razzismo non capendolo, non vivendolo sulla propria pelle e non distinguendo le sfumature o le situazioni. Da una parte forse è un bene perchè significa che in Italia poi il razzismo è davvero qualcosa di vago e ignorante che si mischia con il nostro folklore che parte da una base gia "razzista": dove ci si dà dei terroni, dei polentoni, ci si piglia in giro per le minime variazioni di accento e così' via... dall'altra, considerando che siamo nel 2019, è davvero triste trovarsi qua a spiegare certe cose.