Or la squilla dà segno della festa che viene

Ho voluto aprire il mio “ultimo” pezzo, almeno per quest’anno, attraverso i versi "immortali" del mio poeta preferito, Giacomo Leopardi.

Ed a quel suon diresti

che il cor si riconforta.

I fanciulli gridando

su la piazzuola in frotta,

e qua e là saltando,

fanno un lieto romore:

e intanto riede alla sua parca mensa,

fischiando, il zappatore, E seco pensa al dì del suo riposo.


La lettura del Sabato del Villaggio mi riporta nel passato ma mi pare di essere nel presente per vivere intensamente l’ultimo giorno dell’anno, solo da poche ore iniziato con una buona ed energica tazzina di caffè. Mhhh! Che buono il caffè! Per chi lo avesse dimenticato (Perché no? Per mera distrazione! Capita a tutti!) - vi assicuro che il piacere è molto diverso dalla felicità - oggi è l’ultimo giorno dell’anno

E che suonino le trombe e i tamburi!

Milioni di Italiani sono pronti
 - volenti o dolenti perché il destino è stato già scritto nelle stelle - per lasciarsi alle spalle, in sole ventiquattro ore come un battito di ciglia, un intero e lungo decennio; magari attraverso il conforto di nitide e gentil bollicine provenienti da una, fredda, bottiglia di Prosecco Italiano.

“Or la squilla dà segno della festa che viene
”. Eppure il buon Giacomo sembra non entusiasmarsi - almeno più di tanto a parer mio - della festività giunta, ormai, alle porte: “ma la tua festa ch'anco tardi a venir non ti sia grave”. 

Ebbene, nuovamente, lo ricordo per chi lo avesse dimenticato (Perché no? Per mera distrazione! Capita a tutti!) - vi assicuro che il piacere è molto diverso dalla felicità - oggi è l’ultimo giorno dell’anno.

E che suonino le trombe e i tamburi!

Un altro scrittore con i piedi ben ancorati al terreno è stato
 - come il nostro Giacomino - certamente Oscar Wilde che affermava, in tempi non sospetti, a proposito del Capodanno: “I buoni propositi sono tentativi inutili di interferire con le leggi scientifiche. La loro origine è vanità pura. Il loro risultato è assolutamente nullo. Sono semplicemente assegni che gli uomini incassano da una banca in cui non hanno il conto".

Di conseguenza, votato all’ascolto, per gentilezza lascio ai “vanitosi” i buoni propositi per il nuovo anno e, al contrario, io mi occuperò, soltanto, dei grandi rimpianti del passato.  Andato! Puff! Svanito! Per sempre!

Exempli gratia se parliamo di calcio - da tifoso romanista: aimè è tutto vero! - devo ammettere che non sarà per nulla complicato lasciarsi alle spalle un decennio caratterizzato dalla “Grande Bruttezza” di Zero Tituli. Per carità di Diodo - niente di nuovo per un tifoso della Lupa - ormai ci sono abituato! Negli altri decenni, a memoria d’uomo, non sono mai piovute grosse, grasse e gravide vacche dal cielo italico sui campetti di Trigoria. Anzi, tutt’altro!

Giusto per non prenderci in giro, almeno per l’ultimo dell’anno - non siamo più bambini ai quali raccontare storie fantastiche di elfi, fate e mondi meravigliosi - l’era di Pallotta è stata “oggettivamente” avara di soddisfazioni, deficitaria e insufficiente.  

Eppure, nel lontano 2011, i buoni propositi - per slang americano dello stesso Pallotta - non mancarono ad arrivare come la prassi vuole, da sempre, nel mondo “pallonaro” del calcio: “So quanto siano pazzi i tifosi romanisti, ma sono preparato: voi non sapete quanto sono pazzo io!”

È un gioco da ragazzi un po' mi duole mettere il dito nella piaga perché mi sento tra il sadico e il saccente - constatare che i buoni propositi di Mr. Pallotta hanno interferito “negativamente” (eufemismo) con le leggi scientifiche dell’Italica Capitale Romana e, in generale, con gli interessi del campionato italiano dove ricordo che: “Non sempre ha vinto il più meritevole nel decennio ormai, tra qualche ora, prossimo al passato!”.

Quanti rimpianti in quel tuffo presidenziale nella fontana in Piazza del Popolo… Così non è stato! Pazienza! Ce lo siamo tenuti, James, per altri due anni!

Dopotutto oggi è un altro giorno anche se, onestamente, è l’ultimo dell’anno;

E che suonino le trombe e i tamburi!

Un nuovo proprietario è davanti i cancelli di Trigoria. Anch’egli americano! Toccarsi nelle parti basse è consentito, ma solo per scaramanzia per non offendere i bigotti e i moralisti all'ultimo dell'anno. 

I nuovi propositi (déjà-vu?) rilasciati da Mr. Dan al Corriere dello Sport, fanno già sognare tutti i tifosi della Magica Roma per un futuro prossimo radioso e, si spera, glorioso.  

“Sono convinto che il marchio Roma possa espandersi e apprezzarsi. Che i ricavi debbano aumentare. E che sia fondamentale vincere qualcosa, essendo una squadra di calcio”. E poi, ha una passione smodata per Roma, come raccontato ai suoi collaboratori: “Sono innamorato di questa meravigliosa città sin dal primo giorno. E’ piena di vita e di storia. Ho deciso di investire qui perché voglio lasciare un segno anche nella storia sportiva della città”.

Divagando dalla letteratura alla filosofia - questa volta spero di essermi svegliato con il piede giusto - vorrei per una volta illudermi che i buoni propositi non siano l’ennesima falsa per il popolo giallorosso! Un po' come sosteneva il filosofo tedesco, Karl Heinrich Marx: “La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.

Divagando, nell’ultimo giorno dell’anno! Bando alle ciance, il nuovo anno è alle porte e che suonino le trombe e i tamburi, sperando di:

Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni

Auuuuuuu!

Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni

Auuuuuuu!

Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni

Auuuuuuu!


Un ultimo sguardo commosso all’arredamento….

I buoni propositi sono tentativi inutili di interferire con le leggi scientifiche. La loro origine è vanità pura. Il loro risultato è assolutamente nullo.... ma io lascio che le cose, mi portino semplicemente ALTROVE

E chi si è visto, s'è visto

Arsenico17