Le sfide contro Barcelona e Juventus hanno riportato l'Inter sulla terra. Sia chiaro, sono state due partite dove l'Inter non ha sfigurato, ha dato tutto quello che aveva ed è stata sconfitta solo negli ultimi 10 minuti di gioco. Sebbene poi, in questa ultima partita contro la Juventus, è sembrato di fare un mezzo passo indietro è anche vero che bisogna considerare anche il fatto di aver affrontato i campioni d'Italia con nelle gambe ancora le fatiche della partita al Nou Camp.

PROBLEMA NUMERO UNO - Il primo problema di questa Inter sta nella qualità dei cambi in due ruoli chiave come quelli di Brozovic e Sensi. In questo senso la coperta pare davvero corta con Vecino e Gagliardini che tecnicamente non possono certo sostituire i due. Rimescolare le carte e considerare a volte Skriniar come un mediano e buttare nella mischia il giovane Agumè, sembrerebbero essere le uniche soluzioni possibili da qui a Gennaio con i fantasmi  di Joao Mario Naingolan che iniziano a farsi sentire da lontano...  

PROBLEMA NUMERO DUE - Il secondo problema evidente della formazione di Conte è nella qualità degli esterni. Se da un punto di vista difensivo Asamoah e D'Ambrosio sono risultati affidabili è anche vero che sopratutto nelle sfide con le BIG si siano evidenziati anche tutti i limiti di questi giocatori che non riescono ad impensierire minimamente terzini prestanti fisicamente come Alex Sandro. Biraghi e Candreva possono essere complementari ma non aumentano la qualità generale del reparto. L'esplosione di Lazaro, ancora oggetto misterioso, è l'unica vera speranza.

PROBLEMA NUMERO TRE - Il terzo problema dell'Inter di Conte è nell'attacco. La differenza tra Lukaku-Icardi la si sta inziando a vedere proprio negli incontri contro le BIG. Anche in partite dove l'Inter era nettamente inferiore all'avversario, l'argentino era in grado comunque di toccare una palla e trasformala in gol contro qualsiasi squadra e in ogni caso metteva un' apprensione ai difensori avversari che sembra non esserci quando si tratta di marcare l'attaccante Belga. Lautaro è un toro combattente ma è ancora troppo confusionario e non certo un killer quando si tratta di segnare.

L'impressione è che a questa squadra manchi un riferimento quando si tratta di riporre le speranze in qualcuno di segnare il gol decisivo. Sanchez ed Esposito possono essere una valida alternativa utile all'attacco sin qui titolare, tuttavia nessuno dei quattro attaccanti può garantire quei 20-30 gol stagionali che permetterebbero a questa Inter di sognare davvero in grande.