2+2 = 4? No, non sempre fa quattro, non sempre caro e vecchio amico mio. Coff, coff, coff, coff. Talvolta il risultato è cinque. Coff, coff, coff, coff. Maledetta sia la tosse d’infinita saggezza; un giorno o l’altro dovrò curarla con il miele e il latte vaccino. Mi raccomando da evitare, assolutamente, quello caprino perché più digeribile e con meno grassi di quello vaccino. Per caratteristiche chimico fisiche, il latte caprino è più simile a quello umano. Noi ci fidiamo della Zootecnia. Perché io? Why? Perchèèèèè tra i tanti uomini e donne sulla faccia della terra, io? Perché, perché soffro così tanto? Mamma voglio tornare sulla nave. Quel bambino non è normale, fatelo curare, alla sua tenera età soffre già di malinconia? Coff, coff, coff, coff. Ma oggi, no, mi rifiuto di tossire con saggezza. Punto e basta. Qualcuno potrebbe compatirmi e io non lo voglio. Tutt’altro. Coff, coff, coff, coff. Oggi niente tosse d’infinita saggezza! Chiaro? Se mi ci metto, posso fare un gran bel pezzo anche con la tosse secca. Ok, va bene. Ti ricordi cosa ti dicevano a scuola? “In un triangolo rettangolo si dice ipotenusa (dal latino hypotenusa, dal greco ὑποτείνουσα, hypoteínousa, "linea tesa sotto") il lato opposto all'angolo retto. Gli altri due lati si chiamano invece cateti”. Ci sei andato molto vicino Arsenico17, purtroppo non mi riferivo a questo. Se ti impegni di più, tu ce la puoi fare, ok? Da, da, davvero ce la posso fare signora maestraaa mia, Galileo, Figaro-magnificoo? Si perché hai il motore di una Ferrari, ma la carrozzeria di una 500. Ehhh? Motore di cosa? Brum. Brum. Mamma hai visto? Cosa? Cosa? Guido senza le mani e i piedi. Attento che ti fai la bua! Crash. Crash. Buaaaa! Carrozzeria de’ che? Ops, non c’è più! E’ questo il significato intrinseco della vigile attesa? Ma, ma, signora maestra!! Ho soltanto 12 anni e non ho la patente. Le può andare bene una biciletta per dipiù usata? Coff, coff, coff, coff. Soltanto se è elettrica. Ma negli anni ‘ 90 non esistono le biciclette elettriche, signora maestra, uffa! Lei lo fa di proposito a mettermi in difficoltà. Eppure è comunista. Papà è tanto povero e non può permettersi un’altra macchina. Mamma fa le pulizie a casa dei “lavori statali” per sbarcare il lunario. Coff, coff, coff, coff. Che fai la tosse saggia, Arsenico17? Mi scusi, Signora maestra, non l’ho fatto apposta. È scappata contro il mio volere in quanto tosse incondizionata.
Questa mattina mi sono svegliato con il piede sinistro, anziché con quello destro. Chiedo venia a tutti i presenti. Non capiterà mai più, signora maestra; domani scenderò dal letto con entrambi i piedi, il destro e il sinistro. Che sia l’ultima volta, ok? L’ultima, promesso! Non sono più tollerabili i colpi di tosse saggia alla tua età, ma soltanto quelli con secchezza delle mucose. Ok? Va bene, signora maestra. Da oggi in poi niente colpi di tosse saggia, soltanto quelli secchi. Giurin giurello, prenditi questo e pure il mio uccello. Va bene, quella secca va benissimo. Ma che sia l’ultima volta, eh, a tutto c’è un limite di sopportazione compreso la tosse d’infinta saggezza. Ok! Ok! Ok! Ho capito. Uffy. Uffy. Non sono scemo. Scemo è chi lo scemo fa! No, tu si’ scem’ e’ basta. Ma così mi fai cadere un mito? Chi se ne frega! Cadrai e poi ti rialzerai come tutti gli inferiori del mondo.  Con il senno di poi, oggi, posso affermare che la mia prof. aveva, assolutamente, ragione. Si! Si! Era brutta come la morte, ma sapeva il fatto suo quella vecchia gatta con i capelli cotonati di colore nero. Ahhhh, eccome, se lo sapeva! Che bei ricordi.

LUCI ROSSE A VXL
Metteva certe calze a rete di tutto rispetto. Le si vedevano pure le mutandine quando accavallava le gambe. Godevo come un riccio di mare, come se non ci fosse stato un domani. Non me ne fotteva nulla di cosa pensassero le mie amichette di classe. Per diamine lei metteva le calze a rete, loro no. Perché? Non si vedeva nullaaaa. Nemmeno un pezzettino di chiappa. Che vergogna. Dov’era quello spirito di solidarietà che oggi va tanto in voga tra i fricchettoni di sinistra? È possibile che mie amichette di classe fossero tutte di destra? Domande su domande alle quali è difficile dare una risposta concreta. Sono passati tanti anni da allora. Una trentina e forse di più. Niente tosse d’infinita saggezza, oggi. Ok? Va bene. E adesso? Passiamo alla fase pratica del mio pezzo. La chiameremo strategicamente la fase B.

LA FASE B
Prendete carta e penna cari amici miei. Come? Non ci posso credere. Non avete gli strumenti del mestiere a portata di mano? Che peccato! Sono davvero dispiaciuto. Uffa. Però così non vale. Cosa? Cosa? La vostra compagna, quando non ci siete, ha il vizio assurdo di togliere la polvere dagli oggetti di casa e durante essi scompaiono nel vuoto per qualche strano sortilegio? Mamma mia, esistono i buchi neri, ma è un gesto terribile pieno d’intolleranza verso il prossimo. Non è che tua moglie a tua insaputa, quando fai finta di lavorare, se la fa con uno del PD? Cari lettori beccati e bastonati dalla vita, a questo punto della storia, ci unisce un filo sottile. Ahimè, che fine ha fatto Giovanni? Un destino crudele il nostro, ma non buttiamoci la zappa sui piedi prima che il gatto venga messo dentro il sacco e il cavallo si accoppi con l’asinello per dare vita a un simpatico Bardotto. Allora che si fa? Semplice. Mettete a icona il mio pezzo per aprire un file word. A questo punto, se siete pronti e liberi dal brutto della vita, potete scrivere quanto segue: “Non è mai troppo tardi per un uomo che fa la tosse secca”. Ma davvero? Nooo! Non ci posso credere. Sono commosso. Sei un genio assoluto, Arse. Amico mio. Mi hai risolto un sacco di problemi. Ripetetelo con convinzione alla mattina e prima di andare a letto, fino a quando sarete convinti per davvero: “Non è mai troppo tardi per un uomo che fa la tosse secca”. Ohhhh! Sveglia!!! Mi raccomando, ricordate di salvare il file. E non lasciate pezzi di carta in giro per casa perché corrono un grande pericolo, il bidone verde della carta. Noooo! Il bidone….nooo! Stronzaaaaa! Muoriiiiiiiiiiiiiiii!

LA MORTE
Poi, parliamoci chiaro senza peli sulla lingua tipici di chi vuole fare una carriera scintillante nel mondo dello spettacolo. Tanto siamo tra un centinaio di blogger, in stragrande maggioranza tutti vaccinati, molti dei quali non arriveranno alla fine di questo pezzo. Oh! Oh! Oh! Oh! Toc, toc, toc. Siii, chi è? Sono la vecchia signora con la falce scintillante tra le dita lunghe e affusolate. Ah! Cosa vuole da me? Io oggi non aspettavo nessuno, compreso lei. Tu devi morire. Tu devi morireeeee. Ah sì? Aspetti che mo’ me lo segno. Tranquillizzo tutti i lettori online, il CTS ed eventualmente tutti quelli che si collegheranno in futuro in quanto sconnessi. Ebbene, precisare che durante la lettura del pezzo, nessuno di voi morirà. Tantomeno, non c’entreranno nulla gli effetti collaterali di nessun farmaco. Durante la lettura di questo pezzo, nessuno di voi morirà. Ok? Va bene? Se non vi troverò tra i commenti, avete semplicemente deciso di non leggere più questo pezzo. Tranquilli, non mi offendo. La vostra libertà non dipenderà mai dalla mia e viceversa. Ognuno di noi si farà i cazzi propri con l’obiettivo di campare cent’anni come ci dicevano i nostri nonni. Ci sta, voglio dire? Chiedo per mio cugino in nome della scienza quella con l’h alla fine: si può non arrivare alla fine di un pezzo o dobbiamo chiedere il permesso all’autore? In questo caso, io! Arsenico, allora possiamo chiudere la pagina web? Possiamo. Possiamo. Dai, possiamo? Oh! Oh! Oh! Ce l’avete l’antivirus aggiornato all’ultima versione? Nooo? Allora come punizione terrena, divina, dovete leggere tutto il pezzo. E alla fine anche commentarlo con lodi e apprezzamenti fino a saziare il mio ego immenso. E’ un ordine supremo. Come v’invidio cari lettori! Voi avete almeno una possibilità. Una libertà che io non ho. Vi confido un segreto. Anche io, a questo punto, vorrei smettere di scrivere questo pezzo assurdo, ma poi subito dopo mi chiedo in preda a terribili incubi notturni e diurni: Chi lo farà per me? Chi? Mio Dioooo! Nessuno! Questa è la verità. Nessuno.

L’ARTE
E se il Dio della Scrittura dei Blog lo vorrà, oggi vorrei scrivere un altro pezzo di successo, ma con la tosse secca.  Sia chiaro a tutti. L’ennesimo di una lunga serie di capolavori assoluti che il mondo dell’arte farà fatica a riconoscere nell’immediato, ma ai posteri l’ardua sentenza. Forse tra vent’anni quando purtroppo voi sarete tutti morti. Ma niente di nuovo cari lettori connessi e sconnessi. E’ il destino crudele di tutti i geni incompresi. A pensare che…. Sii? Mi dica? Pssssssss! Basta così me la faccio sotto. Psssss! Ohhhhh! E’ il momento più bello della mia giornata. C’è mancato davvero poco per svoltare definitivamente in questa società altamente meritocratica. Se non fosse stata per la sfortuna, che mi perseguita fin dai tempi dell’università quando ho perso tutti i capelli, oggi sarei morto di covid e i miei pezzi sarebbero stati tutti rivalutati come capolavori assoluti. Fine dei giochi.

LA TEOLOGIA
Io come Gesù? Anche lui è stato trattato male dai suoi discepoli. Uno di questi, Tommaso, voleva mettere pure il dito nella sua piaga senza i guanti e la mascherina. Roba da far rabbrividire i bambini tremendi di Speranza e Brunetta. Sia chiaro a tutti, compresa la Redazione, onde evitare censura o stucchevoli polemiche tengo a precisare quanto segue: Non è che io mi voglia paragonare al figlio di Dio o addirittura mancargli di rispetto. Lungi da me. Tutt’altro, lo scrivente nutre massimo rispetto per il suo amico Gesù. Bella Gesù, batti cinque.

LA LIVELLA
Nulla di nuovo lettori della porta USB accanto. Io discriminato dallo Stato Italiano? No! E’ la prassi per tutti i grandi artisti incompresi. Tutti quelli diventati ricchi perché alla loro morte è scattato il livello del successo. Mamma mia come li invidio a quelli. Io sono vivo e non ho successo, ma che vita è questa? Loro sono morti e possono godere di fama e successo. Non è giusto.  Cosa ne faranno di tutti quei soldi? Boh! E allora la domanda è la seguente per tutti voi: “Bisogna morire per ricevere un riconoscimento dai tuoi contemporanei che non sia una cartella esattoriale?”

MA IL PEZZO?
Giornalista professionista di chi è il pezzo più bello del Reame? Il più bello della piattaforma è sempre quello che tesse le lodi di un gran bel direttore. Tutti gli altri si attaccheranno sempre al carro della vita. Ahh!

IL SUPEREROE
Ok! Oggi voglio scrivere un pezzo di successo e lo farò costi quel che costi, indipendentemente dal nostro gran bel caporedattore. E che ci vuole? Attacco la presa alla corrente. Poi devo soltanto attingere alle mie super capacità mentali e fisiche. Consapevole che non si possa attingere per sempre al pozzo dei desideri. Da qui la celebre frase del Corvo. “Vieni a me super ispirazione mega galattica. Supecazzolina con scappellamento a destra, a sinistra e viceversa con l’auuu a pranzo, cena e colazione”. Eccola! Grazie. Prego. Non c’è di ché. Oh la vu fenesc? Oh! Oh! Oh!

IL PEZZO
Dejan Savićević è un ex calciatore del Milan, club italiano in cui ha militato tra il 1992 e il 1998. Ben quattro stagioni all’ombra della Madonnina, a circa 500 km di distanza dal Colosseo e a quasi mille da Santa Maria di Leuca. Pochi chilometri da casa mia in provincia di Milano. Tutto ciò è verissimo, sempre e se la matematica e la geografica non m’ingannano; Uno, due, tre e quattro. Roma, Firenze, Milano e Barletta. Confermo sono quattro di cui la maggior parte con luci e ombre. Periodo durante il quale ha siglato una ventina di marcature e un pizzico di assist quanto basta. In bacheca, il montenegrino ha messo di tutto e di più. Anche l’impossibile e oltre l’infinito. Vi do una dritta da leccarsi i baffi. Se vi interessano le statistiche potete tranquillamente cercarle su Google. Fantastico, vero? Io credo nella tecnologia. Da segnalare la vittoria della Coppa più importante del mondo: quella con le grandi orecchie a sventola. Perdonatemi ma non ricordo il nome.  Per non averla mai conquistata alcuni calciatori – tra cui un ex juventino con il cuore grande, grande come quello di una canzone di Mina e non senza come quello dell’uomo di latta di Alice nel Paese delle Meraviglie - se ne sono fatti una malattia tanto da manifestare una sorta di immunità naturale al trofeo più importante del mondo. Papam! Papam! Nella mia speciale classifica degli sportivi più forti di tutti i tempi, ecco a voi il sig. Gigi detto Buffon. L’ex portierone juventino è considerato uno tra i migliori portieri della storia europea e mondiale. Insomma, Buffon è un numero uno assoluto e di conseguenza per lui 2+2 farà sempre quattro. Di conseguenza egli non farà parte alla categoria del 2+2=5. Tale aspetto non sarà una tragedia, nemmeno un aspetto negativo ma semplicemente un dato di fatto oggettivo. Chi sono quelli appartenenti alla categoria del 2+2 = 5? Bella domanda Zio! Prima di tutto non è facile riconoscere la categoria tra la ristretta cerchia di amici, parenti e conoscenti. Per discutere in modo costruttivo dell’argomento è necessario uscire dagli schemi della società contemporanea. Insomma, avere una visione della vita a 360 gradi e non soltanto a novanta. Di conseguenza, cari lettori, l’argomento non è di facile narrazione. In questo blog, a parte l’umile scrivente (l’amico di Gesù), nessuno su questa piazza può scrivere del nulla più assoluto anche se animato di fede e buona volontà.  Di prassi, soltanto un numero cinque può ambire a scrivere un pezzo con un argomento così delicato. Ebbene, anche io faccio parte della categoria del 2+2=5. Ohhhhhhhhh! Personalmente, ne ho conosciuti pochissimi di numeri cinque nei primissimi quarant’anni di vita. I numeri cinque sono degli individui che si distinguono dalla massa o dal gregge per una serie di caratteristiche chimico-fisiche nonché per qualità umane, psichiche e caratteriali non comuni nella maggioranza delle persone. Oggi nel mondo i numeri 5 si possono contare sul palmo di una mano. La coincidenza vuole che siano soltanto 5 le dita di una mano. Non lo trovate alquanto bizzarro? Ad esempio, Novak Djokovic fa parte della categoria del 2+2 =5. Per distinguersi dalla massa non è necessario essere il migliore di tutti, il più fico, influente, premiato, ricco o intelligente. Ma si può essere tranquillamente il peggiore, brutto, povero, puzzolente o uno tra i tanti.  Fa lo stesso, insomma. Nella categoria del 2+2 = 5 sono tutti ben accetti. È una regola antichissima e non si conosce l’inventore. Insomma, essa è la regola delle regole. Forse la più democratica di tutte. Ehi, tu, sei il calciatore più forte del mondo? Non ce ne può fregare nulla. Buuu! Suoni meglio di Eric Clapton la chitarra? Meglio per te. Hai più capelli di Favino? Beh, questo aspetto mi sta un po’ più sulla punta del pesce. Ma sorvolerò perché noi apparteniamo alla categoria del 2+2=5;  Ma ritorniamo a Savićević.

Se oggi vado a ritroso nel tempo e penso al giovane Dejan, beh, mi viene in mente un altrettanto giovane e aitante Tom Hanks il protagonista di Big nonché il film del 1988 diretto da Carole Penny Marshall. Savićević è sicuramente un calciatore che avrei voluto nella mia squadra del cuore.  Egli appartiene certamente alla categoria dei 2+2 = 5.  Fisicamente, a vederlo bene dalla testa ai piedi, non gli davi una lira. Fabio Capello (l’uomo nato vecchio ma con la camicia di seta) lo vedeva con grande diffidenza. Il destino per il giovane Dejan pareva segnato fin dall’inizio perché egli succedeva ai tre fenomeni olandesi: Gullit, Van Basten e Rijkaard. 
Con le sue movenze in campo, Savićević mi ricordava il ciondolare di un grande, maestoso e bellissimo pisello reale dell’Est Europa. E in prossimità dell’area di rigore avversaria, quel bellissimo pisello ciondolante aveva  quasi sempre una grande erezione.  Per noi tifosi imparziali - quelli che giocavano sull’asfalto di un parcheggio dal pomeriggio alla sera senza fermarsi un attimo nemmeno per pisciare - vedere giocare Savićević è stato orgasmo allo stato puro. Mi chiedo, oggi, in un mondo che faccio fatica a riconoscere: Cosa sarebbe stato il mondo del calcio senza Dejan Savićević?
E in generale - permettetemi questa confidenza amara dettata dai tempi - cosa sarebbe il mondo senza la categoria del 2+2=5?

Arsenico17