Il muro di Berlino venne costruito dal governo della Germania dell'Est ( ex DDR ) per dividere il territorio tra la Germania dell'Est dal resto dell'Occidente ma soprattutto per porre fine, ritenendo fosse la soluzione più valida, all'esodo in massa che avvenne tra il 1949 ed il 1961 (13 agosto) anno di costruzione del muro, di oltre due milioni e mezzo di cittadini tedeschi che migrarono dall'Est verso l'Ovest per sfuggire ai duri regimi imposti dai comunisti e quei 155 km di cemento per 4 metri di altezza che attraversavano la Germania (di cui 43 solo a Berlino) videro morire centinaia di persone dal fuoco imposto dal governo dell'Est a chiunque avesse tentato di superare il muro e trovare rifugio oltre confine.  Il 9 novembre 1989 il muro di Berlino, grazie all'intercessione politica promossa dal segretario del PCUS  Michael Gorbaciov, permise la graduale riapertura dei confini che praticamente sancirà oltre alla caduta del muro anche la fine del comunismo. Tante sono in questi giorni le rievocazioni con programmi speciali in tutti i principali canali televisivi, io amo ricordare quel giorno che fu di festa per molti cittadini europei, associando a distanza di trent'anni a quell'epocale episodio, un altro grande evento sportivo, calcistico inerente il nostro amato Milan.

Il Corriere della Sera del 25.5.1989 così titolava in prima pagina: "Milan travolgente, è Re di Coppa". La sera del 24 maggio al CampNou di Barcellona scendono in campo per la finale di Champios League Milan contro Steaua di Bucarest. La gara terminerà con la vittoria del Milan al cospetto di 90.000 spettatori, per 4 a 0 con doppiette di Gullit e Van Basten che regalarono così la terza C.L. al Milan che terminò in quella storica gara il suo cammino iniziato l'anno prima battendo al primo turno il Vitosha Sofia per 7 a 2, fece seguito agli ottavi la Stella Rossa di Belgrado, gara vinta ai rigori dopo che fu ripetuta il giorno seguente a causa della sua sospensione (nebbia) per poi confluire ai quarti e battere di misura il Werder Brema.
Ma il capolavoro del Milan avvenne nell'incontro di semifinale giocato a San Siro contro il Real Madrid e terminato con la vittoria rossonera sulle merengues per 5 a 0 con reti di Ancelotti, Rijkaard, Gullit e nella ripresa Van Basten e Donadoni. Fu per il Real una delle più grosse sconfitte della sua storia e viceversa fu il Paradiso per i nostri colori, che arrivarono a completare il miracolo nella finale di Barcellona regalando al Presidente Berlusconi e ai tifosi tutti il massimo trofeo europeo: la gran Coppa con le orecchie e quando fu sollevata dai nostri Invincibili quella notte spagnola emanò tanta di quella luce come se fosse la calda luce del sole in pieno giorno!


Dai Massimo sei pronto?!... Fra mezz'ora inizia la Processione... Ma come!!... Fra un'ora inizia la finale di Champion tra Milan contro Steaua e... ma... (è il giorno del Santo Patrono rionale e la nostra Parrocchia Santa Maria della Speranza ogni anno suole terminare i festeggiamenti con la Processione in onore alla Vergine Maria)... E allora che decidi, è più importante il calcio o la fede cristiana!?...
In verità io penso di averne due di fedi....
Allora ti decidi??... Va bene, infilo la giacca e arrivo!
Ci incolonnammo nella processione con dei ceri accesi in mano, al nostro fianco tanti amici del nostro condominio ed un signore, non conosciuto, che notai aveva poggiato sull'orecchio destro un auricolare il cui filo passava dentro la manica della giacca per poi annegare dentro una tasca, mentre tranquillamente la sua mano destra sorreggeva la candela accesa e con molto aplomb camminava recitando le orazioni e partecipando attivamente ai canti che alla fine di ogni mistero del Rosario venivano intonati. 
Verso le 21 il corteo arriva all'altezza di Via Casati, quando un'Ave Maria del 2° mistero viene scossa da un boato proveniente dai piani alti di un palazzo al nostro fianco e io, che compresi l'accaduto, mi accostai a quel signore per chiedergli fantozzianamente... Scusi chi ha fatto gol?... E lui... il Milan... dallo spostamento d'aria si spense la candela e mia moglie... cos'è successo?... niente cara.. uno starnuto... comincia a far fresco...!
Tornai ad accostarmi a quel signore... Scusi ma chi ha segnato?... Gullit... Ah, bene; ma Lei è tifoso del Milan per caso!?... No, no, io sono romanista, ma è una finale di Champions!!! 
Dopo altri dieci minuti la processione termina il suo percorso di fronte al portale della Chiesa, dove il Parroco al termine dello spettacolo dei fuochi di artificio (con un rumore in più senza lampo, aveva segnato il secondo gol sempre Gullit) ci impartì la Benedizione e tornammo tutti nelle nostre case, proprio durante l'intervallo della finale e così mi gustai alla Fantozzi tutto il secondo tempo con il gol capolavoro di Marco Van Basten, su precisa imbeccata di Frank Rijkaard; che goduria ovviamente, sul tavolino di fronte al Tv, un bel frittatone di cipolla, bicchierone di birra e... no, quello no, perchè la casa era abitata... ma la gioia finale con la visione di tutta la squadra e quella della moltitudine di tifosi rossoneri in pieno delirio, coinvolse anche me, e mia moglie fu lì lì per chiamare in soccorso il nostro medico di fiducia tanto ero sovreccitato... (il Dott. Bianchi è milanista pure lui, ma mia moglie non lo ha mai saputo!). 


Sei mesi dopo dunque veniva abbattuto, a distanza di 28 anni dalla sua costruzione, il muro di Berlino. Ed oggi dopo 30 anni da quello storico 1989 vado a sottolineare i maggiori accadimenti di quei due grandi se pur diversi eventi, l'uno storico umanitario, l'altro unicamente calcistico ma di gran risonanza per la nostra nazione in tutto il mondo. 
Il muro di Berlino prima della caduta aveva causato divisioni di famiglie e di amicizie, per non parlare di bambini che hanno rivisto i propri nonni solo da uomini maturi perdendo in affetto e sentimenti, o di altri che hanno perso il proprio padre nel vano tentativo di superare il muro pur di trovare lavoro, famiglia e comunque libertà. Ma dopo la sua caduta abbiamo assistito ad un lento, ma inarrestabile effetto domino dovuto a vari fattori, quali le differenze di etnie causa di molte guerre scoppiate come nell'ex Jugoslavia e poi le immigrazioni in massa sulle nostre coste dovute ad altri spaccamenti politici, figli di quella fusione epocale delle due germanie e, non me ne vogliano i politologi, ma penso che il "dopo muro" non sia stato ben gestito da tutti i governi delle nazioni coinvolte.  A rendermi questo pensiero più amaro è l'immagine di quella foto ritraente un bimbo dai capelli biondi all'interno di una Trabant celestina, che con i propri genitori varca il muro appena sbriciolato per andare all'Ovest a trovare i propri nonni che ancora, dalla sua nascita, non lo avevano mai visto.


Invece che dire del nostro Milan, in questo trentennio io lo paragonerei alla lettura all'inverso della Divina Commedia dividendo cioè questo trentennio in tre decadi: Paradiso, è l'era berlusconiana con la miriade di coppe e trofei che ci hanno per un periodo eletto come il club calcistico più titolato al mondo e con una rivoluzione calcistica creata da Arrigo Sacchi e poi proseguita da Fabio Capello; Purgatorio un decennio tra luci ed ombre illuminato prima da Zaccheroni con lo storico scudetto vinto a Perugia e poi da Carlo Ancelotti con la famosa rivincita in Champion sul Liverpool di Atene, per finire con il nostro ultimo scudetto (n°18) con Massimiliano Allegri alla guida; segue per ultimo l'Inferno, quello che stiamo vivendo da 7 anni senza trovare il girone dei dannati a noi più confacente!   

In questa specie di raffronto, di bilancio molto azzardato tra muro di Berlino e Milan darei ad entrambi un voto di sufficienza scarsa, solo i posteri ci diranno se il muro resterà un semplice souvenir oppure se ne dovranno costruire degli altri a causa dell'ottusità umana (ed in qualche parte del mondo si è già, purtroppo manifestata). 
L'augurio che amo esprimere è che la politica tutta torni a ragionare seriamente sui reali problemi delle nazioni e dei popoli considerando i veri aspetti della vita di ciascun essere umano. 
La processione della Santa Vergine di quel giorno è stata di esempio: si può anche seguire febbrilmente i propri gemiti sportivi, ma di fronte ai problemi della vita si deve obbligatoriamente fare un passo indietro e interrogarsi, e se nella risposta non trovassimo spiegazioni volte a migliorare i nostri umani errori... beh, allora vedremmo tanti altri muri alzarsi in ogni dove senza saperne la vera ragione!

           

Un abbraccio

Massimo 48