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Cosimo Palumbo

Un made in Italy (quasi) sempre apprezzato all'estero

Davide Zappacosta, terzino classe '92, cresciuto con le maglie di Avellino, Atalanta e Torino, da poco trasferitosi al Chelsea alla corte di Antonio Conte, è solo uno della lunga lista dei calciatori Italiani militanti o che hanno militato nella massima divisione Inglese.

Approda a Londra per volere dell'alleanatore dei 'Blues' nonostante lo scetticismo generale della piazza e dei giornali, Conte lo lancia subito titolare nella prima giornata di Champions League contro gli Azeri del Qarabag, e nel 6-0 finale c'è la sua firma, tra l'altro con un gol stupendo, un po' fortunato, ma da applausi.

La sua prodezza ci ha fatto tornare anni indietro con gli anni, quando a fine anni '90, inizio 2000, il made in Italy ebbe un clamoroso boom in terra Inglese incantando stadi, tifosi e l'Europa intera, protagonisti principali di questo successo furono Paolo di Canio e Gianfranco Zola, rispettivamente con le maglie di: Sheffield Wednesday, West Ham e Charlton il primo, e con la sola maglia del Chelsea il secondo. 

Paolo Di Canio arriva in Inghilterra durante la stagione 97/98, ma le sue migliori fortune le ottiene con la maglia degli Hammers con cui ha giocato dal '99 al 2003 ottenendo il proprio record personale di gol siglati in una stagione e la vittoria della Coppa Intertoto. A Londra, Paolo, viene ricordato per il gol al volo contro il Wimbledon, per il suo carattere a volte sopra le righe, per l'attaccamento che ha sempre mostrato nei confronti della maglia e per un particolare gesto che gli valse il premio Fair Play. Con la costruzione del nuovo impianto, abolito il vecchio e storico 'Boleyn Ground' per far posto al rinnovato 'Olympic Stadium', la società emanò un sondaggio online per i tifosi dando loro la possiblità di scegliere undici giocatori o allenatori appartenenti alla storia del Club a cui dedicare altrettante targhe nel nuovo stadio. Paolo Di Canio fa parte di questi unidici nomi. Gianfranco Zola: 'The magic box' viene acquistato dal Chelsea, dove ritrova un altro Italiano: Gianluca Vialli.
La sua esperienza londinese sarà un'esperienza di alto rilievo dove Zola acquisisce subito l'apprezzamento di stampa e tifosi per merito delle sue ottime prestazioni in campo. Col Chelsea in territorio Nazionale vince Due Coppe d'Inghilterra, Una coppa di Lega e Una Charity Shield mentre in ambito Europeo si aggiudica Una Supercoppa Uefa e Una Coppe delle Coppe. Nel 2004 viene poi nominato, dalla Regina Elisabetta, 'Ufficiale dell'Ordine dell'Impero Britannico' per meriti sportivi conseguiti durante i suoi anni di permanenza al Chelsea.

Altri Italiani degni di nota sono anche, il già citato Gianluca Vialli, che col Chelsea ricoprirà il doppio ruolo di allenatore-giocatore e vincerà successivamente diversi titoli Nazionali ed Europei.                                        
Fabrizio Ravanelli: si fa notare in terra Inglese grazie alle prestazioni con le maglie del Middlesbrough, tripletta all'esordio conro il Liverpool e numerosi gol che però non evitarono la retrocessione del 'Boro' in seconda divisione, e con quella del Derby County.  
Ma la lista è molto lunga e vede nomi del calibro di Cudicini, Materazzi, Dino Baggio, Di Matteo fino alle recenti esperienze di Borini, Balotelli, Darmian e cosi via..

Italiani però, protagonisti non solo in campo ma anche in panchina: negli anni si sono alternati di successi Roberto Mancini col suo Manchester Ciy, Carlo Ancelotti e Antonio Conte portando il titolo a Londra sponda Chelsea e Claudio Ranieri con una delle più belle favole in assoluto che il calcio ci abbia mai presentato, il Leicester.

Ovviamente però in mezzo a tanti Top, i Flop non posso mancare, ad esempio viene in mente il flop Rolando Bianchi con la maglia dei Citizens nella stagione 07/08 e le ultime esperienze di Zaza e Mazzarri terminate non proprio nel migliore dei modi.

Insomma, un Made in Italy che in Inghilterra ha lasciato più concretezza e apprezzamento che altro, spesso i calciatori provenienti dallo Stivale hanno fatto le fortune di alcune società, e chissà se il 'nostro' Zappacosta potrà ripercorrere determinate orme del passate e se questa tradizione positiva potrà continuare negli a venire.

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