Su Wikipedia si legge:

"Il caso Aldrovandi è la vicenda giudiziaria e di cronaca che ruota intorno all'uccisione del diciottenne Federico Aldrovandi, studente ferrarese, deceduto il 25 settembre 2005. Il 6 luglio 2009 quattro poliziotti vengono condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi di reclusione, per "eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi". Il 21 giugno 2012, dopo l'iter giudiziario, la Corte di cassazione ha confermato la condanna. Il caso è stato oggetto di grande attenzione mediatica".

Negli stadi ci si scandalizza poco e nulla se ci sono tifoserie fasciste o filonaziste che effettuano saluti fascisti, cori nazisti, richiamandosi alla simbologia di quel periodo, passando per quel "presente" mai sopito.  Salvo, quando può essere strumentalizzata  la vicenda ignobile per ragioni politiche od elettorali. Poi, finite le esigenze elettorali, tutto come prima, il fascismo, il razzismo negli stadi non turba più i benpensanti. Si può tornare nell'assoluta normalità, che vuole quelle robe essere concepite come una banale cosa da stadio e tra tifosi. Nulla di cui preoccuparsi od indignarsi.

Il caso Anna Frank ha fatto discutere tanto sul punto per quanto successo all'interno dello stadio Olimpico, ma non ha fatto altrettanto discutere quando sui muri della Capitale tifoserie avverse ricorrevano sempre all'immagine di Anna Frank per denigrarsi a vicenda.

E che dire di quando sugli spalti dell'Olimpico, quando doveva giocare la Roma, doveva essere esposto lo striscione a sostegno di Giulio Regeni?  Come dimenticare quanto venne detto ovvero che per tutelare un noto giocatore egiziano, che poi verrà venduto al Liverpool, era meglio non aderire a quella campagna visiva in quel modo, per evitare strumentalizzazioni?

Sempre loro, le malefiche strumentalizzazioni.

E poi accade che un bel giorno i tifosi della Spal decidono di  portare a Roma, così come fanno pare da sempre, uno striscione  o una bandiera a sostegno di Federico Aldrovandi.  Ma non è stato/a fatto/a entrare. Pare che l'appiglio fosse la solita mancata preventiva autorizzazione. Ed i tifosi della Spal son rimasti in silenzio per tutta la durata della partita.

Qualche giorno dopo, in categorie inferiori, si verifica che Siena e Prato verranno sanzionate perchè  i loro tifosi avrebbero esposto “uno striscione di contenuto provocatorio nei confronti delle forze dell’ordine”.  Ovviamente nel testo del comunicato non si specifica che si trattava dell’immagine di Aldrovandi, ma neanche è stata smentita la questione, stante anche il fatto che oltre a quell'immagine non è che ve ne fossero altre in base a quello che emerge in rete.

E nei social parte, giustamente, la protesta contro il silenzio voluto dal sistema. Il Collettivo di scrittori Wu Ming ha scritto chiaramente che "Visto che esporre il volto di Federico Aldrovandi è ritenuto «una provocazione alle forze dell'ordine», beh, eccoci. Uno di noi è pure ferrarese..." invitando a tutte e tutti di farlo. Fare cosa? Cambiare l'immagine di copertina su Twitter con la foto dello striscione "bandito" o che vorrebbero bandire dagli stadi. 

La foto del profilo Twitter Verità per Giulio Regeni è quella di Federico Aldrovandi. E si è solo all'inizio di un modo potente di essere ancora una volta solidali senza tregua.