Il 26 febbraio 2012 il match scudetto tra Milan e Juventus finisce con il risultato di 1-1; fin qui tutto normale, ma le polemiche scatenatesi durante l’intervallo ed il post gara sono ancora oggi d’attualità: a provocare l’ira dell’allora AD Galiani e di tutto il popolo rossonero è stata la mancata assegnazione del gol a Muntari; nonostante l’evidente posizione del pallone al di là della riga della porta di Buffon, infatti, né l’arbitro Tagliavento né il suo assistente Romagnoli hanno convalidato quello che sarebbe stato il vantaggio del Milan

Nello scorso giugno 2016, dopo ormai troppi anni di accese polemiche nel panorama calcistico internazionale, l’International Football Association Board, l’organizzazione che prende le decisioni in merito alle regole del gioco, ha approvato il Video Assistant Referee, meglio conosciuto con l’acronimo di VAR.

Che cos’è il VAR?
Il Video Assistant Referee è uno strumento addizionale a favore degli arbitri che esamina le decisioni di quest’ultimi nei seguenti casi: 

  • Assegnazione dei rigori
  • Mancate espulsioni
  • Scambio di persona
  • Dubbi sui gol
  • Fuorigioco 

Le suddette circostanze in cui può entrare in azione il VAR sono ciò che lo rendono differente dalla moviola; quest’ultima, infatti, prende in esame ciascuna delle decisioni dell’arbitro e non i casi specifici.
Tuttavia, qualsiasi sia il parere offerto dagli assistenti VAR, la decisione finale spetterà sempre e solo al direttore di gara

Sperimentazioni non proprio rassicuranti
Il VAR ha fatto la sua prima comparsa nel mondo del calcio durante la partita tra New York Red Bull II e Orlando City B dell’agosto 2016: il direttore di gara Allen Chapman, infatti, si è servito dell’ausilio del Video Assistant Referee per assegnare un’espulsione ed un’ammonizione. 

L’ultima occasione in cui è stato collaudato il suddetto strumento è stato quella della Confederations Cup di Russia; tuttavia, le numerose aspettative non sono state assolutamente soddisfatte e, allo stesso tempo, sono aumentate ancor di più le perplessità attorno a ciò che dovrebbe apportare una svolta storica nel mondo del calcio. 

Due i casi eclatanti durante la manifestazione che ha visto trionfare la Germania: in primis il rigore non assegnato al Cile sul contatto tra Silva (Cile) e José Fonte del Portogallo; in secondo luogo, invece, la mancata espulsione del cileno Jara per la gomitata data al tedesco Timo Werner durante la finale allo Stadio Krestovskij di San Pietroburgo.

"Si poteva fare meglio sull'episodio del possibile rigore per il Cile, ma è normale: con il Var siamo in una fase di sperimentazione e ci serve proprio per oliare il meccanismo e preparare gli arbitri alle potenzialità del mezzo. Ci sono dei punti fermi, dove il ricorso della tecnologia ha già portato un contributo decisivo. E mi riferisco ai fuorigioco, agli scambi di persona, ai gesti violenti. Ma se c'è una interpretazione, come sui falli in area, allora resterà possibile una linea grigia. Nessuno ha mai annunciato che il Var avrebbe risolto ogni problema arbitrale. È impossibile, non accadrà. Ma si può migliorare, questo si”, queste le parole di Massimo Busacca (dirigente arbitrale svizzero ed ex miglior arbitro al mondo) in difesa del VAR e della classe arbitrale in occasione delle polemiche post Confederations

L’esordio in Italia
Dalla prossima stagione, che aprirà i battenti il prossimo 19 agosto, il VAR farà la sua comparsa ufficiale sui campi della Serie A; seppur negli anni precedenti il presidente Tavecchio fosse accusato di immobilismo e di scarsa apertura alle innovazioni, quest’ultimo ha difatti deciso che fosse giunto il momento per introdurre questa novità in un Paese tendente alle polemiche come l’Italia. 

Questo strumento porterà, altresì, alla scomparsa degli arbitri addizionali, figure che mai sono riuscite ad accattivarsi il favore di pubblico ed esperti. 
L’Italia ha anticipato di un anno l’entrata in vigore del VAR e questo rappresenta un grande investimento. La nostra classe arbitrale è pronta. I dati sono molto interessanti, siamo pronti a dare una mano agli arbitri, alla Fifa e al calcio. L’Italia può diventare un punto di riferimento per la formazione dei Var. L’Aia ha le risorse necessarie con arbitri ben preparati”, queste le considerazioni da parte di Michele Uva, direttore generale della Figc. 

Riuscirà il VAR, una volta per tutte, a cacciare via ogni polemica dagli stadi italiani?

 

Un saluto

M.M