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Mio cugino Vincenzo

Vincenzo Montella è l’attuale allenatore del Milan.
Nato a Pomigliano d’Arco il 18 giugno 1974. Inizia la sua carriera prima come calciatore per l’Empoli nel 1991 e si ritira nel 2009. Centravanti di razza viene ricordato per le sue reti con la maglia della Sampdoria e la Roma e deve il suo soprannome (l’aeroplanino) per l’esultanza dopo ogni segnatura, caratteristica ma composta. Segna qualcosa come 141 reti in 288 incontri disputati in Serie A e 21 su 37 nella Serie cadetta.

Da allenatore incomincia a farsi le ossa nelle giovanili della Roma e in prima squadra nella stagione 2010/11 per poi passare al Catania, alla Fiorentina, alla Sampdoria e infine approdare sulla sponda rossonera del Naviglio.
Se si eccettua la sfortunata esperienza coi blucerchiati, Vincenzo Montella ha ottenuto una media punti negli ultimi anni sempre vicina o superiore a 1,8 punti per incontro. Tale risultato è addirittura migliore a quella che ottenne un certo Massimiliano Allegri quando si sedette sulla sua stessa panca e di poco inferiore a quella ottenuta da Carletto Ancelotti (1,81 per l’attuale trainer bianconero, 1,94 per il Tecnico del Bayern contro l’1,85 del nuovo Mister rossonero).

Nonostante transfer markt continui a sostenere che il modulo preferito da Vincenzo Montella sia il 4-3-3 (sistema di gioco usato in questi ultimi anni al Milan) in realtà l’Aeroplanino ha ottenuto i suoi più grandi successi da allenatore quando ha potuto infoltire il centrocampo con 4, 5 o addirittura 6 elementi.
Il Mister rossonero predilige un gioco che è fatto di possesso palla (concetto caro anche a Carletto Ancelotti) ma anche di larghi fraseggi a centrocampo e per far ciò occorre una sinergia perfetta tra il punto nevralgico del gioco e la difesa e anche con l’attacco.
Il modello a cui si ispira maggiormente Montella è quello del classico calcio spagnolo degli ultimi anni. Quello del Barcellona di Guardiola, per intenderci, che ti stordiva con le sue geometrie nella caccia al recupero della sfera e del ribaltamento del gioco.
Per far sì che questo meccanismo funzioni a dovere occorre che gli atleti che lo debbono mettere in pratica abbiano i piedi buoni e sappiano dare del tu al pallone. Questa caratteristica è fondamentale per comprendere meglio uno dei maggiori difetti riconosciuti al Montella allenatore.

Statisticamente parlando, le squadre gestite dal Mister rossonero raccolgono punti nella prima parte del campionato e ne perdono tanti nella seconda. La spiegazione di questo che sembra essere per l’Aeroplanino un problema insormontabile è di una semplicità incredibile.
Montella privilegia fin dal ritiro la preparazione tecnica col pallone (a discapito di quella fisico atletica) e perciò, alla distanza, le sue formazioni tendono ad essere in debito di ossigeno. Questa scelta è determinata e diventa fondamentale per uniformare il gruppo e pareggiare il gap tra, mi si permetta questa troppo facile semplificazione, i calciatori con i piedi buoni e quelli con i piedi… diciamo… più grezzi.
Quest’anno il Mister rossonero ha l’opportunità di correggere questo piccolo neo nella sua carriera per due ordini di motivi: il primo perché in virtù della partecipazione all’Europa League il numero di partite che dovrà far sostenere ai suoi ragazzi sono più della media degli ultimi anni e poi la Società ha saputo mettergli a disposizione praticamente due formazioni anziché una sola e il numero dei cosiddetti piedi buoni è cresciuto vistosamente.

Tutto sommato io nutro molta fiducia in Vincenzo Montella e nella Società Milan. Mi sembra che si sia creato il giusto feeling tra di loro e anche con i tifosi. Questi particolari sono importanti per trasformare una stagione in una stagione da ricordare. Non so (e non lo sa nessun altro) se i rossoneri vinceranno l’Europa League o la Coppa Italia o lo Scudetto ma posso dire che si sta lavorando al meglio per farlo.
Se alla fine, tirando le somme, ci si accorgerà che sarà mancato qualcosa di determinante per raggiungere l’obiettivo dichiarato dalla Società (e cioè riportare il Milan sul tetto del mondo) ho fiducia che si farà tutto il possibile per colmare l’eventuale lacuna. Questo è più di quanto serve per dormire sonni tranquilli.
Lasciamo che siano gli altri a soffrire d’insonnia. Noi milanisti, in questo senso, abbiamo già dato in questi ultimi anni...

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