È ufficiale: al Milan manca un bomber più di ogni altra cosa in questo momento. Gli attaccanti nuovi, per i quali sono stati spesi 70 milioni hanno deluso e Cutrone per quanto forte, ha bisogno di tempo per crescere per non rischiare di bruciarsi. E comunque da solo non può sopperire al fabbisogno di gol della squadra. Gli serve una spalla, più forte di lui sulla quale appoggiarsi per poter crescere.

Aubameyang, ex rossonero a lungo corteggiato questa estate, andrà in Cina e dunque non tornerà. Su Belotti, le pretese di Cairo sono altissime, 100 milioni sono troppi per un giocatore che ne vale la metà. Diego Costa è tornato all'Atletico, giusto per citare i tre sul taccuino di Mirabelli la scorsa estate. 

Il problema è serio e il Milan se lo trascina dietro da diversi anni, non riuscendo a trovare quel numero 9 degno di una maglia indossata da grandi attaccanti in passato, da almeno 20 gol a stagione. I vari Bacca, Luis Adriano, Pazzini, Niang, Matri e Lapadula non sono riusciti a risolvere il problema del gol al Milan. Serve un top player in attacco, perché la difesa, con Bonucci e Romagnoli, difensori con il vizio del gol è a posto, a centrocampo manca qualche pedina e con Suso e Bonaventura i cross e i passaggi arrivano, ma non c'è il finalizzatore. 

Dato che si vince quando si segna e quando si ha una buona difesa, perché allora non vendere Donnarumma, portiere sopravvalutato e super pagato e acquistare un attaccante? Con i 70 milioni, più i guadagni da altre cessioni minori si può arrivare a 90. Con questa cifra arriverebbe un top attaccante da affiancare a Cutrone. In porta, potrebbe restare l'altro Donnarumma per uno scherzo del destino, o puntare dritto a Perin che costa e guadagna molto meno. 

In fondo il grande Milan ha vinto grazie ai grandi attaccanti ed una buona, anzi ottima difesa e non con i portieri.