La gavetta per un calciatore è stata molto importante. Uso il passato perché nel calcio moderno la gavetta non esiste più, oggi i sedicenni vengono buttati in campo e pagati a peso d'oro e i giovani la parola "gavetta" non sanno nemmeno cosa significa. 

La gavetta è qualcosa che ti forma sia a livello tecnico che psicologico, un po' come il servizio militare. Il sudare nei campi spelacchiati che hanno un odore misto di erba e catrame e con solo qualche vecchietto a guardare la squadra del paese, ma quando dopo anni di sudore e sacrifici arrivi al vertice del calcio mondiale la soddisfazione è doppia. La gavetta forma quell'esperienza che serve per superare le difficoltà di una carriera da calciatore. Un esempio è Martin Odeegard, quindicenne pagato a peso d'oro (2.5 milioni di ingaggio l'anno) che ha bruciato le tappe troppo presto e si è bruciato da solo.

Ma anche per un allenatore la gavetta è fondamentale, fa crescere un coach sia a livello tecnico che a livello mentale. Allenatori come Brocchi e Inzaghi che sono arrivati troppo presto nei top club e ora si stanno leccando le ferite nella serie cadetta.
Anche nel calcio moderno la vecchia "gavetta" è fondamentale.