Da quando hanno fatto la loro comparsa ricchi petrolieri russi, facoltosi imprenditori cinesi e abbienti sceicchi arabi, il mondo nel calcio è cambiato radicalmente. E' mutato notevolmente il modo di operare, specialmente nell'ambito del mercato, ormai regno incontrastato di questi personaggi, più o meno ambigui.

Il Presidente del PSG, il celebre sceicco Nasser al-Khelaïfi, è passato agli onori della cronaca recente per aver messo a segno uno dei colpi più costosi della storia. Sono ben 222 i miliardi di euro spesi per portare sotto la Tour Eiffel il fuoriclasse brasiliano Neymar, non per niente detto O'Ney. Ma questo non è che l'ultimo clamoroso acquisto di al-Khelaïfi: Cavani, Ibrahimovic, Verratti, Thiago Silva e molti altri campioni, attirati "dal progetto" del club parigino.

L'escamotage messo in piedi per strappare Neymar al Barcellona aveva già destato sospetti tra gli addetti ai lavori. Lo sceicco, più arguto di Bugs Bunny, aveva infatti sfruttato il denaro proveniente dalla sponsorizzazione qatariota per scongiurare qualsiasi sanzione proveniente dalle ferree regole del Fair Play Finanziario. 

Uscito indenne da quella situazione, che ha portato grossi benefici al club, si è rituffato negli affari, non del tutto chiari. Questa volta è finito sotto la lente d'ingrandimento della procura svizzera, che ha annunciato di aver aperto un'inchiesta su di lui e su Jérôme Valcke, ex segretario generale della FIFA.

"La procura ha avviato un procedimento nei confronti di Jérôme Valcke e di Nasser al-Khelaïfi per corruzione di privati (articolo 4a), per truffa (art. 146 CP), amministrazione infedele (art. 158) e falso documentale (art. 251 CP). A Jérôme Valcke è contestato di avere accettato vantaggi indebiti da un uomo d'affari nel settore dei diritti sportivi in relazione all'assegnazione dei diritti tv per alcuni paesi delle edizioni della Coppa del Mondo FIFA 2018, 2022, 2026 e 2030. Da Nasser al-Khelaïfi in relazione all'assegnazione dei diritti tv per alcuni paesi delle edizioni della Coppa del Mondo FIFA 2026 e 2030."

Sì, perché lo sceicco, oltre ai prestigi del suo titolo e del ruolo di spicco nel club francese, è anche CEO di BeIN Media Group. Mani in pasta un pò dappertutto per al-Khelaïfi, che stavolta però, nonostante il suo fare scaltro quanto opinabile, potrebbe rimaner fregato.