Che le banche stiano affossando la società dei consumi così come abbiamo imparato a conoscerla, amarla e odiarla, è un dato di fatto (a questo proposito vi invito alla lettura del bell’articolo scritto da Stefano Gentile su Voglioviverecosì magazine). Che il gioco del calcio fosse l’anticamera per laureare i nuovi economisti facendo concorrenza a università come la Bocconi è un’assoluta novità. Eppure, per quanto ridicola possa sembrare questa affermazione, essa trae un fondamento in quel che sta accadendo dall’inizio dell’estate 2017 (e a dirla tutta, anche un po’ di anni indietro).

I tifosi milanisti hanno iniziato a masticare calcio e finanza prima degli altri (molto prima) imparando che cosa significano i termini di due diligence e closing quando si tratta di acquisto/cessione di una società. La interminabile tiritera degli ultimi anni con Mister Bee prima e Yonghong Li poi hanno chiarito che essi identificano il diritto che l'acquirente ha di prendere visione di tutti gli asset societari, i conti, al fine di conoscere tutti i pro e i contro relativi al suo acquisto e il momento in cui il contratto di vendita arriva ad essere applicato in toto, senza alcuna sospensiva, e cioè alla sua conclusione naturale con il passaggio da una proprietà (venditrice) ad un’altra (acquirente).

In questa estate sono stati aggiunti altri concetti economici. Ad esempio quello dei Fondi d’investimento, delle Banche d’affari e delle fideiussioni. Procediamo con ordine. I Fondi d’investimento e le Banche d’affari sono istituzioni figlie dello smembramento del famoso Glass-Steagall Act con il quale nel 1933 Franklin Delano Roosevelt separò le diverse tipologie di istituti di credito. Sostanzialmente, il presidente americano sostenne che si dovesse fare una scelta per tutelare i risparmiatori. Chi voleva rivolgere il proprio operato a raccogliere i soldi dei correntisti per prestarli ai clienti che ne facevano richiesta si poteva fregiare del titolo di banca del credito o commerciale. Chi, invece, intendeva scommettere su valore e controvalore rischiando i capitali dei sottoscrittori (con alta volatilità nella probabilità di realizzare forti guadagni come di andare incontro a ingenti perdite) doveva considerarsi una banca d’affari. Oggi questa distinzione non c’è più e il settore creditizio svolge entrambi i compiti tanto che siamo arrivati al paradosso che sono i correntisti ignari degli investimenti della propria banca a dover rispondere degli stessi in caso di perdite. I Fondi si differenziano dalle banche più classiche, che per questo sono generiche, non per il modo di approvvigionarsi di denaro (che sono sempre apportati dai sottoscrittori) ma proprio perché possono dedicarsi a poche tipologie specifiche d’investimento. Il famigerato Fondo Elliot diretta emanazione del finanziere miliardario settantatreenne Paul Singer gestisce qualcosa come 27 miliardi di dollari (sì, avete proprio letto bene) e rumors che si susseguono dalla primavera sostengono che stia cercando di convincere un suo “amico”, l'uzbeko Alisher Usmanov, che ha una patrimonio netto stimato in quasi 15 miliardi di dollari, ad affiancare o sostituire la proprietà cinese in rossonero. La fideiussione è invece un negozio giuridico grazie al quale una azienda si fa garante di un debito in cambio di denaro ma accollandosi la sua copertura nel caso il suo cliente non sia solvibile al termine contrattuale. Siccome a sottoscrivere il contratto con il patrocinato sono generalmente assicurazioni, banche, queste si fanno dare delle garanzie economiche sufficienti alla bisogna. Si differenzia dalla più comune forma di prestito in quanto potrebbe non esserci mai alcuno spostamento di denaro dall’istituto al cliente o al suo debitore restando salvo, ovviamente il pagamento della quota di fideiussione che le spetta. L’obbligo di sottoscrivere la fideiussione a fronte di un acquisto di calciatori esiste solo in Italia. Ecco perché il Milan vorrebbe sfruttare la differenza di soldi che ne deriva comperando calciatori provenienti da realtà estere.

Le banche, poi, per un bonifico o comunque uno spostamento di denaro calcolano dei tempi tecnici che possono arrivare ad essere di alcuni giorni. Nonostante i dispetti che il Barcellona potrebbe aver voluto fare nei confronti del Paris Saint-Germain e del suo ex tesserato Neymar, il fatto che il transfer per il suo trasferimento sia slittato di una settimana, dunque, è credibile, anche se sono pochi coloro che immaginano che le cose siano andate effettivamente così. Dopo aver scritto questo articolo credo di avere definitivamente capito perché è stata abolita la tessera del tifoso. Al suo posto… ci vorrà la laurea.