La furbizia italiana nel campo ha prevalso, per usare le parole di Panucci, allenatore di una grande Albania per il gioco espresso e per una sconfitta assolutamente immeritata. L'Italia ha adottato un modulo unico nel panorama della grandi nazionali, ma i moduli trovano il tempo che trovano. Non si vince per il modulo, non si perde per il modulo. Si vince e perde per come si gioca e l'Italia non gioca, tentenna, non appassiona, annoia. Una partita iniziata con i fischi all'inno di Mameli e finita con un Ventura che non sorride. E come potrebbe sorridere dopo essere stato scaricato dai suoi giocatori? Che hanno deciso di riunirsi da soli? Senza l'allenatore? Qualsiasi allenatore con la squadra in pugno e rispettato dalla squadra non l'avrebbe mai permesso e soprattutto nessuno avrebbe mai osato chiederlo. Nessun riscatto. Guai a parlare di riscatto. Questa vittoria rischierà di essere più dannosa di una sconfitta, perchè se Ventura non andrà via e se con Ventura non andrà via Tavecchio che lo ha sempre voluto e difeso fin dall'inizio, che messi insieme fanno 143 anni, significherà semplicemente prolungare questa sventura, questa agonia. L'età della pensione per Ventura è arrivata, per Tavecchio pure. Grazie, ed arrivederci, fate largo ai giovani, al rinnovamento. Tanto i segnali ci sono tutti, al mondiale forse ci arriviamo, e già dire forse per la storia della nostra nazionale sarebbe una bestemmia, ma è chiaro a tutti che se si continuerà così si farà semplicemente una grande ed immensa figuraccia.