La partita di Coppa Italia tra Juventus e Genoa terminata 3-0 a favore dei bianconeri ha avuto l'epilogo più bello al 75' quando, il tecnico dei rossoblu Ballardini ha deciso di far entrare in campo Giuseppe Rossi. 

Una storia triste, ma che trasmette speranza, quella dell'attaccante che è ritornato a calpestare, ufficialmente, l'erbetta di un campo dopo 8 mesi. La carriera del giocatore è l'emblema di come il destino sia a volte beffardo, ma con la forza di volontà si può riuscire a raddrizzare il futuro, raggiungendo i propri scopi con sudore e fatica.

Il primo infortunio risale al 2011 durante la sfida Villareal- Madrid. La prognosi fu delle peggiori: rottura del legamento crociato del ginocchio destro con conseguenti 6 mesi di stop. La riabilitazione procedette nei migliori dei modi, ma ancora una volta l'avventura dell'attaccante fu fermata sempre da quel crociato, diventato un incubo. Oltre il danno anche la beffa, poichè dovette ritornare sotto i ferri nel mese di ottobre, per cui i tempi di ripresa si allungarono a dismisura. Intanto, la sua squadra finì in fondo alla classifica e retrocedette in Segunda Division. 

Nel 2013, la Fiorentina decise di dargli fiducia, facendogli firmare un contratto fino a giugno. Pepito debuttò all'ultima giornata della stagione, ma questo bastò per convincere la dirigenza che era stato fatto un giusto investimento. La conferma arrivò nel campionato seguente, nel quale fece impazzire di gioia i tifosi della viola realizzando 14 reti, tra cui una tripletta alla Juventus nella famosa partita terminata 4-2.

Quando tutto sembrava andare per il verso giusto, anche con un posto quasi certo per i Mondiali in Brasile, ecco che la malasorte si ripresenta. Stesso ginocchio, stesso legamento e addio sogno azzurro. La delusione fù cocente, ma le disavventure non terminarono. Ancora una volta, per l'ennesima volta una ricaduta lo tenne fuori dal campo per tutta la stagione 2014-15.

Il ritorno non fu dei migliori. Con giocatori del calibro di Kalinic e Bernardeschi era difficile trovare spazio. Allora decise di ritornare in Spagna, al Levante. Li trovò il giusto ambiente per provare a rivivere una seconda giovinezza ed i numeri lo dimostrano, a tal punto che si riaprirono, almeno a parole, le porte di Coveciano. Dal Levante passò al Celta Vigo e crac! Stavolta a fermare i sogni di Pepito è il ginocchio sinistro.

Infine, arriviamo a ieri, quando Giuseppe ha iniziato a riscrivere una pagina della sua storia, che tra alti e bassi, ha nel suo interno una lezione di vita che tutti dobbiamo apprendere. Never give up (mai arrendersi).
Grazie Pepito!