Sono trascorsi ben 15 anni da quel fatidico 5 Maggio 2002, ma l'arcigno difensore nerazzurro dell'epoca, Ivan Ramiro Cordoba, ancora non riesce a togliersi dalla testa quella data. Ogni anno è un incubo che si ripropone, è un coltello che gira nella piaga, è un nervo perennemente scoperto. 

Era l'Inter di Ronaldo, di Vieri, di Zanetti e di Seedorf, con in panchina il buon Hector Cuper. La festa Scudetto era pronta a Milano, non si attendeva altro che la vittoria contro una Lazio priva di motivazioni; ma alle volte non tutto va come preventivato. Il 4-2 di quel giorno (con contemporanea vittoria della Juventus ad Udine) è ormai storia; le lacrime del Fenomeno sono spesso riproposte quando viene trattato questo argomento, al pari dell'intervento comico di Gresko che ha permesso ad un Poborsky indemoniato di consacrarsi come "man of the match".

Scudetto alla Vecchia Signora, sfottò di rito e si va avanti, com'è giusto che sia nel calcio. Manco per sogno. L'indole dei nerazzurri è, per antonomasia, quella di tornare sempre un passo indietro con la memoria, un pò per lodare il triplete di Mourinho, un pò per giustificare disfatte con ragionamenti e sospetti che lasciano il tempo che trovano.

Poteva essere una giornata qualunque, una delle tante, ma Cordoba ha deciso di renderla memorabile con un'esternazione davvero esilarante. Secondo il colombiano infatti, un suo connazionale facente parte dell'Udinese di quel tempo, gli avrebbe rivelato un retroscena, a suo dire, clamoroso: ben quattro titolari dei friulani non sarebbero stati convocati per quella partita senza alcuna motivazione apparente.

E via con l'ipotesi del sospetto, via con le illazioni, via con le polemiche quanto mai inopportune. Anzichè recitare il mea culpa per quella disfatta, che tanto male ha procurato e continua a procurare ai tifosi nerazzurri, si preferisce sganciare la bomba e scaricare ogni responsabilità alla presunta combine tra Juventus e Udinese, con quest'ultima rea per non aver impiegato uomini ed energie in quella gara.

Cosa non si fa per pulirsi la coscienza di fronte alla gente. Una riflessione, quella di Cordoba, che va oltre la più fervida immaginazione. Parole, le sue, che quasi sfiorano il ridicolo e che vanno a compromettere l'immagine di un calciatore che ha fatto la storia recente dell'Inter e che lo rendono, agli occhi dei più, al pari di un frustrato non in grado di capacitarsi dell'accaduto. 

A cosa vale, dunque, aver vinto tutto in carriera se poi si scade in queste deleteree e infondate polemiche, a maggior ragione se a distanza di così tanto tempo?