L'obiettivo minimo dei playoff per approdare ai prossimi campionati mondiali, seppur con tanta sofferenza, è stato raggiunto.
Una partita a dir poco inguardabile quella di ieri sera, al cospetto di una modesta Albania, anch'essa in crisi di gioco e risultati, che ci ha fatto penare e neanche poco.

Sono tanti i fattori che possono aver influito sul rendimento di questa Italia, ma quel che fa suonare un campanello d'allarme è certamente la mancanza d'identità di questi azzurri, complice anche un'autostima sotto i tacchi. L'unico tassello in grado di poter scagionare Ventura da una parte delle sue responsabilità è dato dalle assenze obbligate di molti elementi importanti, specialmente per quanto riguarda la linea mediana. Pesanti i forfait di Marchisio, De Rossi, Verratti ma che, a dirla tutta, non avrebbero potuto da soli invertire la rotta di questa sciagurata nave.

Da quel che si evince, inoltre, pare esserci aria di ammutinamento; la riunione tenutasi qualche giorno fa ha avuto come protagonisti i calciatori azzurri e lo staff tecnico, ad eccezione proprio di Ventura. Un evento determinante che fa comprendere molte cose e che, forse, nonostante le parole di Buffon, hanno portato ad un inevitabile cambio di strategia. I senatori vedono questa come l'ultima imperdibile chance di partecipare in azzurro ad una grande competizione e non hanno alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire il tagliando per la Russia.

La dura realtà dei fatti ci riporta allo spareggio da affrontare. Papabili per questo match, che decreterà il passaggio del turno, sono nazionali dal valore tecnico notevolmente inferiore al nostro, ma che, in questo preciso periodo storico, ci fanno tremare le gambe manco fossero il grande Brasile. A meno di clamorosi colpi di scena, la nostra avversaria sarà una tra Grecia, Svezia, Irlanda e Irlanda del Nord. 

Personalmente non credo a ciò che si dice in questi casi, e cioè che l'Italia è quel gruppo che vien fuori quando ci sono difficoltà. Non penso che questo team sia neanche lontanamente comparabile a quelli visti in altre occasioni, in cui magari le difficoltà tattiche venivano superate grazie al gran cuore o all'immensa tecnica di qualche singolo.
Vedo l'Italia come un gruppo male assortito di navigati trascinatori (con alcuni in netti declino) e giovani speranze, senza un'amalgama e un'idea, senza carattere e senza un "comandante" pronto a dettare le consegne.

Cosa fare, dunque, al fine di poter quanto meno affrontare il playoff in maniera decente e tentare di presentarci in Russia in una condizione accettabile, tale da non regalare prestazioni incolori come recentemente accaduto? Potrebbe essere d'aiuto un confronto tra tutte le componenti di questa Nazionale, in cui esternare palesi malumori e convergere insieme verso l'obiettivo prefissato, anche se ciò dovesse comportare un passo indietro da parte di qualcuno.

In mancanza di ulteriori soluzioni o di negligenza, lo step successivo sarebbe inevitabile: il cambio di conduzione tecnica. Tale ipotesi, reputata fondamentale dai più, potrebbe rivelarsi decisiva anche in seguito al superamento del playoff, perché, in fondo, ci sono ancora 8 mesi prima dei Mondiali; tempo utile in cui lavorare alacremente per condurre questi ragazzi ad esibire un gioco e, soprattutto, un cuore mai mostrati nella gestione Ventura.